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Il sentiero del cuore

Il cuore ha un sentiero
che passa attraverso
la luce degli occhi,
percepisce il profumo
nascosto
nel fondo blindato
dove non arrivano
le riflessioni,
si lascia abbagliare
da melodie di voci.
Nel giardino
d'autunno
dove non nasce
erba di domani
poiché l'inverno spoglia
le foglie di pensieri,
i fiori della vita
sentono più forte
il desiderio
prima di addormentarsi
nei deserti
di sogni senza sole.
Giuseppe Stracuzzi
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    Natale

    Il cielo ha colore di perle
    sugli alberi aghi di ghiaccio
    scintillano luci dell'alba,
    lo sguardo pietoso diffonde
    scolpito dai segni del gelo
    la donna accostata ai carrelli.
    Silenziò tra fronde di abeti
    nel pallido giorno che filtra
    sul grande parcheggio,
    si sfalda nell'aria la neve,
    ondeggiano fiocchi smarriti,
    carezzano il viso e i capelli
    intrisi di lividi e neve,
    la donna accostata ai carrelli
    coperta di stracci
    ha voce pietosa che insiste,
    le mani imbottite di stracci,
    la gente che passa non vede
    le lacrime sotto la fronte.
    La gente che esce non sente
    la donna che dice: È Natale!
    Giuseppe Stracuzzi
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      Diatriba

      I miei versi sono candele accese
      al cuore dell'amore
      ferito nella lotta coi pensieri.
      La lotta, si è conclusa
      con la sconfitta di entrambi.
      I pensieri hanno smesso di pensare
      Ora chiusi nell'onda delle notti
      implorano con gli occhi spalancati
      qualche sonno pietoso che li copra.
      Il cuore ferito all'altra sponda
      su pavimento freddo
      coglie cocci di sogni frantumati
      nel reliquario delle cose care.
      Ora ciascuno guarda l'altro lato
      senza più forza di ricominciare.
      Perché mi ha fatto questo
      dice il cuore,
      chi ti ha dato il permesso
      di entrare nella mia stanza?
      hai rovinato i sogni,
      hai staccato dal cielo le mie stelle?
      Gli rispose il flusso di pensieri
      con un filo di voce, è colpa tua.
      Hai eluso le mie competenze
      ti sei permesso di tagliare i fili...
      e gli porse anatema di parole:
      Confuso tra rigagnoli d'amore
      senza riscontro di una tenerezza
      senza manco il chiarore della luna
      avrai paura a disegnare un cuore.
      Giuseppe Stracuzzi
      Composta giovedì 19 maggio 2016
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        La notte incombe

        Attesa senza attesa
        come un filo lento
        tra le dita,
        sul cuscino
        imbevuto di sonnolenza,
        vedo i lumi teneri
        cecati dal barbaglio,
        il sol coi raggi
        scorrazzar scintille
        sulle stille di pianto,
        l'onda che insiste
        sulla battigia tormentata...
        d'un tratto l'alba
        col chiaror dei raggi
        scioglie
        le fantasie del buio,
        mi richiama
        a galla nello stagno
        tra la moltitudine scolpita
        e lo sguardo pietroso
        della mummia.
        Giuseppe Stracuzzi
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          Libertà di amare

          Chiudo gli occhi
          leggo
          i tuoi pensieri
          sono baci
          vestiti di parole,
          chiudo a chiave
          il mondo
          ed esco fuori
          nel giardino di sogni
          dove amare
          si scioglie dagli impicci
          che pesano sugli anni
          strappa i chiodi
          che legano pensieri
          e indossa ali...
          O libertà di amare!
          La notte nuda,
          ed è magia di stelle
          fino al cuore.
          Giuseppe Stracuzzi
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            Le quattro stagioni

            Scioglie la primavera coi germogli
            il canto delle primule,
            cela l'estate crespe dell'autunno
            dove mille pensieri senza penna
            inginocchiati ai piedi dell'inverno
            sfogliano tra le pagine illuse
            le foglie imbalsamate.
            O questo libro!
            Questo romanzo sempre vecchio e nuovo
            delle quattro stagioni.
            O questo mare!
            Tra selvagge scogliere, rive, spruzzi
            incespica fruscio del mulinello
            con le onde cupe,
            frastagliati contesti, canti, voci
            spalma il navigatore sui marosi,
            dalle creste azzurre come altezze
            suonano i desideri
            muse, corone, allori
            come sospesi luccicanti inganni
            tentano come i pesci le lampare,
            cadono i sogni nelle valli fonde,
            schegge di fumo tra le righe insorte
            sospinge il vento i fogli
            verso l'ultimo punto...
            butta il vestito logoro non serve
            oltre il velo che incombe,
            nudo, che cosa, niente...
            vosco lettor sospeso
            alla parola "Fine" dell'Autore.
            Giuseppe Stracuzzi
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