Scritta da: FRANCO PATONICO

Kasher

Kasher
Prof. qual è il significato
di Kasher e quand'è usato?
"Caro allievo, questa parola
è trascritta, e non è la sola,
nel Pentateuco dove trovi
molti termini per te nuovi.

Il Kasher è la nutrizione
di ebraica concezione
che tramanda la disciplina
da seguire nella cucina
e così anche la regola
di come proporsi a tavola.

Ci son popoli confinanti,
che han politiche distanti,
ma con medesima opinione
su cibo e alimentazione.
Noi forse non comprendiamo
le tradizioni che ignoriamo.

Le troviamo nelle scritture
dove le leggi e le culture
dicono come tramandare
modi di bere e di mangiare
e cercando anche qui vicino
troviamo il Kasher come vino.

Può esser questa l'occasione,
per qualsivoglia religione,
fosse anche ebraica o cristiana,
ancor buddista o musulmana,
per brindare con la speranza
che ci sia pace e tolleranza."
Franco Patonico
Composta domenica 29 settembre 2013
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    Scritta da: FRANCO PATONICO

    Sbocciano i fiori nel deserto di Gaza

    Fermo il mondo sotto i miei piedi
    e osservo la notte.
    In questo nero dipinto vedo balenar le stelle,
    ma sono lontane, troppo lontane.
    Tutto sembra lontano, irraggiungibile.

    Poi la luce vince sul buio
    ed assorbe le ombre lunghe
    fino a scoprir l'immensa distesa
    di luccicanti granelli di quarzo.

    Questo deserto, inospitale e vuoto,
    par che non voglia lasciar lo spazio
    al giorno che viene, sembra infinito,
    ma io penso al futuro ancora nascosto
    dietro le dune dell'orizzonte.

    Respiro la brezza che placa l'arsura
    e che il sole basso del fresco mattino
    ancor non prosciuga.
    Quasi improvviso spunta un fiore,
    un altro fiore, un altro ancora.

    Sbocciano i fiori nel deserto di Gaza
    e nel silenzio, dove tutto tace,
    odo solo il vento: un leggero brusio
    che accarezza la sabbia
    e il mio sogno di pace.
    Franco Patonico
    Composta domenica 29 settembre 2013
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      Scritta da: FRANCO PATONICO

      La Libertà

      Amico mio, t'invidio veramente,
      io osservo il tuo incedere impettito
      di gabbiano che va liberamente,
      verso il mare che non l'ha mai tradito.

      Non ti curi di quanto ci tormenta:
      noi prigionieri senza via d'uscita
      d'un malessere che oggi ci spaventa
      e condiziona ogni attimo la vita.

      Non per te, che nel tuo peregrinare
      in ogni tempo non sei mai da solo;
      anche il cielo ti vuol assecondare
      mentre ti accoglie quando prendi il volo.

      Di lassù, dove tu non hai rivali,
      solo il vento contrasta la tua rotta,
      ma sei libero di batter le ali
      anche quando nell'aria ti sballotta.

      Vorrei seguirti per volar sul mondo
      dove il mare non segna la frontiera;
      son disposto a morir ogni secondo
      purché la Libertà non sia chimera.
      Franco Patonico
      Composta sabato 8 giugno 2013
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        Scritta da: FRANCO PATONICO

        Dov'è la pace?

        Dimmi papà, dov'è la pace,
        perché l'uomo non è capace
        di andare d'amore e d'accordo
        e si dimostra così sordo
        di fronte a cotanta povertà
        e al bisogno di libertà?

        La pace, figlio, sta nel cuore,
        lei si compendia con l'amore
        e con i buoni sentimenti,
        non potrà esser altrimenti.
        Vedi, ogni giorno se ne parla
        e vorrebbe ognuno cercarla

        nella casa del suo vicino,
        ma tien l'arma sotto il cuscino.
        Per me il problema è solo questo:
        se l'uomo fosse un po' più onesto,
        con la mano sulla coscienza,
        ma non vuol rimanere senza:

        lui combatte per la ricchezza
        che gli dà tanta sicurezza.
        Si può vincere la povertà
        se ci fosse solidarietà.
        San Francesco l'ha predicato
        lodando Dio ed il creato.

        Ma qui c'è ancora chi è cattivo
        e finché questo sarà vivo
        per noi c'è solo la speranza
        di un po' di pace e tolleranza,
        anche se poi, su questa terra
        c'è sempre chi vuol far la guerra.
        Franco Patonico
        Composta giovedì 30 maggio 2013
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          Scritta da: FRANCO PATONICO

          Quando si è persa l'anima

          Tu, alawita siriano,
          rinneghi il fratello
          e senza ritegno
          rovesci l'involucro
          della tua coscienza.
          Mostri al popolo,
          senza pudore,
          le tue interiora,
          mentre l'anima tua
          viene rapita
          dai conati di fumo
          vomitati da Aleppo
          e dalla regale Damasco.
          Il tuo seggio
          è un trono di pietra
          grondante di sangue,
          che fluisce dal tormento
          delle tue brame.
          Logoro è lo stendardo
          che resiste al vento
          della shari'a,
          ma si piega lo stelo
          della tua dinastia.
          Bashar al-Asad,
          domani il tuo esercito
          sarà terracotta,
          sepolto tra le macerie
          di una misera storia.
          Sarà allora
          che il viandante siriano
          ritroverà l'antico destino
          tra la sua gente
          non più prigioniera
          del lungo silenzio
          e la seguirà
          nel suo nuovo cammino.
          Franco Patonico
          Composta mercoledì 22 maggio 2013
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