Scritta da: FRANCO PATONICO

Sbocciano i fiori nel deserto di Gaza

Fermo il mondo sotto i miei piedi
e osservo la notte.
In questo nero dipinto vedo balenar le stelle,
ma sono lontane, troppo lontane.
Tutto sembra lontano, irraggiungibile.

Poi la luce vince sul buio
ed assorbe le ombre lunghe
fino a scoprir l'immensa distesa
di luccicanti granelli di quarzo.

Questo deserto, inospitale e vuoto,
par che non voglia lasciar lo spazio
al giorno che viene, sembra infinito,
ma io penso al futuro ancora nascosto
dietro le dune dell'orizzonte.

Respiro la brezza che placa l'arsura
e che il sole basso del fresco mattino
ancor non prosciuga.
Quasi improvviso spunta un fiore,
un altro fiore, un altro ancora.

Sbocciano i fiori nel deserto di Gaza
e nel silenzio, dove tutto tace,
odo solo il vento: un leggero brusio
che accarezza la sabbia
e il mio sogno di pace.
Franco Patonico
Composta domenica 29 settembre 2013
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    Scritta da: FRANCO PATONICO

    La Libertà

    Amico mio, t'invidio veramente,
    io osservo il tuo incedere impettito
    di gabbiano che va liberamente,
    verso il mare che non l'ha mai tradito.

    Non ti curi di quanto ci tormenta:
    noi prigionieri senza via d'uscita
    d'un malessere che oggi ci spaventa
    e condiziona ogni attimo la vita.

    Non per te, che nel tuo peregrinare
    in ogni tempo non sei mai da solo;
    anche il cielo ti vuol assecondare
    mentre ti accoglie quando prendi il volo.

    Di lassù, dove tu non hai rivali,
    solo il vento contrasta la tua rotta,
    ma sei libero di batter le ali
    anche quando nell'aria ti sballotta.

    Vorrei seguirti per volar sul mondo
    dove il mare non segna la frontiera;
    son disposto a morir ogni secondo
    purché la Libertà non sia chimera.
    Franco Patonico
    Composta sabato 8 giugno 2013
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      Scritta da: FRANCO PATONICO

      Dov'è la pace?

      Dimmi papà, dov'è la pace,
      perché l'uomo non è capace
      di andare d'amore e d'accordo
      e si dimostra così sordo
      di fronte a cotanta povertà
      e al bisogno di libertà?

      La pace, figlio, sta nel cuore,
      lei si compendia con l'amore
      e con i buoni sentimenti,
      non potrà esser altrimenti.
      Vedi, ogni giorno se ne parla
      e vorrebbe ognuno cercarla

      nella casa del suo vicino,
      ma tien l'arma sotto il cuscino.
      Per me il problema è solo questo:
      se l'uomo fosse un po' più onesto,
      con la mano sulla coscienza,
      ma non vuol rimanere senza:

      lui combatte per la ricchezza
      che gli dà tanta sicurezza.
      Si può vincere la povertà
      se ci fosse solidarietà.
      San Francesco l'ha predicato
      lodando Dio ed il creato.

      Ma qui c'è ancora chi è cattivo
      e finché questo sarà vivo
      per noi c'è solo la speranza
      di un po' di pace e tolleranza,
      anche se poi, su questa terra
      c'è sempre chi vuol far la guerra.
      Franco Patonico
      Composta giovedì 30 maggio 2013
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        Scritta da: FRANCO PATONICO

        Quando si è persa l'anima

        Tu, alawita siriano,
        rinneghi il fratello
        e senza ritegno
        rovesci l'involucro
        della tua coscienza.
        Mostri al popolo,
        senza pudore,
        le tue interiora,
        mentre l'anima tua
        viene rapita
        dai conati di fumo
        vomitati da Aleppo
        e dalla regale Damasco.
        Il tuo seggio
        è un trono di pietra
        grondante di sangue,
        che fluisce dal tormento
        delle tue brame.
        Logoro è lo stendardo
        che resiste al vento
        della shari'a,
        ma si piega lo stelo
        della tua dinastia.
        Bashar al-Asad,
        domani il tuo esercito
        sarà terracotta,
        sepolto tra le macerie
        di una misera storia.
        Sarà allora
        che il viandante siriano
        ritroverà l'antico destino
        tra la sua gente
        non più prigioniera
        del lungo silenzio
        e la seguirà
        nel suo nuovo cammino.
        Franco Patonico
        Composta mercoledì 22 maggio 2013
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          Scritta da: FRANCO PATONICO

          La luce della luna

          La luc d'la luna

          Io t'guard, oh luna piena,
          te n'sei miga com"l sol',
          c' hai'na luc ' ch'rass. rena,
          lù, invec', propi n'vol'

          ch's'usservà senza ucchiai
          e, si c prov', quell'm'cega,
          ma sa te n'succed'mai,
          la b. lezza tua n's'nega.

          Adè t'ammir'incantat'
          e m'par'da ved'ch'l vis'
          ch'da sempr'ho immaginat'.

          Luna m'argali'n surris'
          sa l'illusion'd'ess'stat'
          do' s. condi in paradis'.

          Traduzione:
          La luce della luna

          Io ti guardo, oh luna piena,
          tu non sei mica come il sole,
          hai una luce che rasserena
          lui, invece, proprio non vuole

          che si osserva senza occhiali
          e, se ci provo, quello mi acceca,
          ma con te non succede mai,
          la bellezza tua non si nega.

          Ora ti ammiro incantato
          e mi pare di vedere quel viso
          che da sempre ho immaginato.

          Luna mi regali un sorriso
          con l'illusione di essere stato
          due secondi in paradiso.
          Franco Patonico
          Composta domenica 7 aprile 2013
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