Poesie d'amore


Scritta da: Mariluce
in Poesie (Poesie d'amore)

Ode ad un nuovo nato amore

Lei lo sa.
Sa che val la pena
vivere
in questa civiltà,
anche quando la sua luce
s'offusca di malìnconie remote.
Sente le note,
ed i canti del cuore
ritrovan la giusta intonazione.

Lei la vedo col suo uomo
danzare attorno al sole,
e fregare l'amore,
e correre e gustar la vita.

La salita è finita,
e lascia che gli addii
la facciano amare.
Albe chiare, infiniti cieli
da esplorare ancora.

Racconterà di fate
e di indiani, lei
la sera, incantucciata sul divano
col suo uomo, amore vero,
che l'osserva piano,
e con l'amica in velluto nero,
inventerà novelle,
e conteranno le stelle insieme.

Il loro sangue riscalda anche il sole, adesso.
Niente più parole, mai è concesso
alle fate, e agli indiani,
che quando s'amano
salvano il mondo.
Composta lunedì 28 luglio 2014
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    Scritta da: Damiano Oliva
    in Poesie (Poesie d'amore)

    Rose spente

    Rimane unico il ricordo
    sotto questo mio ciel d'autunno.
    I momenti riaffiorano:
    scacciando via,
    solo per un istante,
    la nube di dolore.
    Cade un eterna pioggia,
    fatta di lacrime.
    Nutre le dolci rose,
    che hanno per radici
    il mio battito per te.
    Ti credevo amore
    ma, nel cuor mio,
    hai lasciato solamente
    un amaro destino.
    Spero che il volo d'uccello libero,
    oltre le nuvole,
    possa esser te,
    che vivi una nuova vita.
    Con lui.
    Io rimarrò sulla fredda terra,
    a piangere sulle nostre rose spente.
    In memoria,
    d'un tempo morto.
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      Scritta da: Mariluce
      in Poesie (Poesie d'amore)

      Città ove amore lasciai

      E da un sospiro è un pianto,
      tra gemiti celati da fràudolenti bàttiti
      d'odor di notte in estasi.

      Melànconie segrete,
      sfiorarsi con le dita, al buio e all'inquietudine:
      qual gioia oscura e sordida appaga la mia sete!

      A Taranto mia complice,
      custode culla ignara d'ardori dolci e incauti,
      città dal lembo candido, pervasa d'atmosfere,
      da un mare, cosmo languido, ti lasci accarezzare.

      Città ch'un dì cingesti materna appassionata
      le mie parvenze fragili, dal vento lieve avvolte
      quel sìbilo tuo gelido carpiva i miei tormenti,
      ma di letizia fèrvida premèa quell'aura tua
      sull'ali mie morenti:
      anelito di vita giungèa così vivace
      al mio fluìre indòcile!

      Ribelle or io che sono, m'appello ancora a te,
      mia atlantide segreta,
      mio fùlgido pianeta.
      un dì m'inchinerò,
      silente aliterò i miei sogni al tuo cospetto,
      e grazie porgerò senz'ombra d'amarezza.

      tu grande, tu fortezza,
      tu storia, tu bellezza
      custode amica tenera sei della mia tristezza.
      amor t'ho un dì donato - spietato, incontrollato
      tra te ed il còr mio gelido si cela quel peccato.
      Parole, poi pensieri t'appartengono,
      oggi e ieri.

      Lo spirito indomìto risponde al tuo richiamo
      selvaggio come un bimbo che sazio mai non è.
      Composta nel 2004
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        Scritta da: Mariluce
        in Poesie (Poesie d'amore)

        spicco il volo

        Intensa e indòmita questa paura d'amare,
        quest'aura candida che i lineamenti sfiora,
        e incauti, impenitenti i desideri
        impongono ai miei tormenti sfogo.

        Testa e fuoco,
        arcano impero in gioco,
        stonate strofe in volo incrocio.

        Chè d'anima io vivo,
        per colei cui or scrivo
        poso il tocco.

        Destino è il mio balocco,
        razione impura la paura cela,
        a divenir donna, qual pomo d'assaggiare,
        come spazio infinito cui confinare
        angeli in volo, e lasciarli cantare.

        E canto d'amore, canto alla luna,
        urla d'un cuore senz'alcuna vergogna,
        svelando d'ardori, talora
        un velo lieve posa ancora.

        Chè d'anima io vivo,
        per colei cui or scrivo,
        ché d'immenso io ne gioivo
        per colei cui già pativo.

        Porgo al cielo i miei sospiri,
        serbo astuta i miei deliri,
        in un secreto mesto pianto
        sciolgo il muro mio d'amianto.

        Urlando amore al silenzio,
        mirando aurore, ora penso
        lo spirito va a fuoco,
        e spicca il volo,
        ancora un poco.
        Composta venerdì 20 novembre 2015
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          Scritta da: Mariluce
          in Poesie (Poesie d'amore)

          Amore sbiadito

          Mani sottili
          s'insinuano avide
          sul tuo corpo d'amianto,
          e nel pianto
          risuonan gentili
          le parole.
          E i sorrisi,
          purpuree viole di cera,
          e fiera
          la brama d'averti
          toccarti
          sognarti.
          In eterno per te
          scrutando il mio cielo
          che lacrima sangue
          su un candido velo
          di piume coperto.
          Il tuo volto è scoperto:
          "è gioia,
          o è lamento?"
          e il cuore sgomento
          rimane perpetuo.
          Per un tiepido affanno
          che lo tradirà.
          Sarà amore vero?
          No, forse, chissà.
          Io so per di già
          che t'ho amato.
          Che t'ho amato
          so solo.
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            Scritta da: Lidia Onoicu-nani
            in Poesie (Poesie d'amore)

            Addio

            Addio! Tu sussurri,
            lento come la pioggia estiva,
            Hai paura di fare male
            A quelle palpebre piene di lacrime
            come la rugiada che scalda
            la mattina estiva le petali di fiori

            Addio! Dirai di nuovo
            come il vento che soffia tra foglie
            spolverando la pace
            avendo paura di disturbare i miei pensieri
            pieni di sofferenza e dolore.

            Addio! tu dirai piano
            ma lo sentirò
            Anche se non sarò una foglia
            spogliata dalla pioggia e dal vento
            mi sentirò felice e con sorriso fresco
            Addio! ti dirò
            Ti aspetterò!
            A presto!
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              Scritta da: UGO MASTROIANNI
              in Poesie (Poesie d'amore)

              Vorrei essere

              Vorrei esser
              la tua ombra
              per seguire
              il tuo cammino.

              Vorrei esser
              la tua mente
              per toccare
              i tuoi pensieri.

              Vorrei esser
              la tua lingua
              per baciarti
              quando parli.

              Vorrei esser
              ciò che vedi
              per specchiarmi
              nei tuoi occhi.

              Vorrei esser
              saponetta
              per lavarti
              il dolce viso.

              Vorrei essere
              il tuo corpo
              per restare
              insieme a te.

              Son felice e non lo sono
              sto impazzendo
              inutilmente.

              Tu nemmeno puoi sapere
              che stanotte un sognatore
              t'ha portato nel suo letto.
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                in Poesie (Poesie d'amore)

                A Volte Ti Penso

                A volte ti penso in modo tenero
                a volte in modo folle
                a volte guardando la luna
                a volte in riva al mare
                scandalosamente
                passionalmente
                ma sempre con amore.

                A volte penso alle tue labbra
                a volte alle tue mani
                a volte sento i peccati
                prendermi l'anima
                e li sento leciti sul mio corpo.

                A volte immagino
                a volte sogno
                e disegno con le labbra
                ogni tuo contorno.

                A volte ti penso semplicemente
                senza una ragione.

                Ma quello che non accade "a volte"
                – ma sempre –
                è di sentirti parte di me.
                Composta martedì 1 settembre 2015
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                  Scritta da: Mirkante
                  in Poesie (Poesie d'amore)

                  Lontananza

                  Guarda la luce che filtra
                  dalle spesse vetrate
                  la sua intensità in crescendo
                  arroventare sulle tue mani
                  in protezione di un viso
                  prigioniero della lacrima
                  no, non è una giornata densa di aspettative
                  meglio quindi scivolare dentro le voragini
                  di un cielo capovolto
                  aspettando che una nuova luna
                  possa quietarti. Senti anche tu
                  lo svolgersi del tempo
                  così impreciso come un ingranaggio difettoso?
                  Agli occhi non resta altro
                  che appoggiarsi alla notte
                  strisciando sopra il respiro della terra
                  toccando gli oceani lividi e i mari più estesi
                  a d'ogni cosa c'è un fine
                  è possibile credere ora
                  che io sia soltanto una parte immedesimale
                  delle tue ricchezze
                  un flusso d'aria
                  spinto nell'eterna ricerca
                  di quello che addietro persi e mai dimenticai.
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