Scritta da: C. De Padua Visconti
in Poesie (Poesie d'amore)
Tu sei stella
La luna nella
coltre ombra celeste,
illumina il tuo volto!
Sulle tue gote
risplende una luce
d'aurora,
tu sei la stella
più bella del
cielo.
Composta giovedì 14 marzo 2019
La luna nella
coltre ombra celeste,
illumina il tuo volto!
Sulle tue gote
risplende una luce
d'aurora,
tu sei la stella
più bella del
cielo.
Ed io ti porto con me, perché sei nella mia anima.
Ed io ti porto con me, perché sei in qualche parte del mio cuore.
Ed io ti porto con me, perché sei nella mia testa.
Ed io ti porto con me, perché il destino così ha scritto.
Ed io ti porto con me, semplicemente perché sei parte di me.
Adoro quelle donne con il rossetto sbavato
e il cuore rubato dall'amore,
quelle con i capelli spettinati il vestito stropicciato, e la fretta nelle tasche,
ma che sorridono al giorno e alla notte.
Adoro quelle donne con la forza nella mente e il coraggio nel corpo,
quelle che vogliono cambiare il mondo
e credono ancora ai sogni.
Adoro le donne folli, le amiche del cuore
quelle con i pensieri scritti nel diario,
che nascono figlie e diventano mamme.
Adoro le donne che non temono i giudizio
che affrontano la vita,
che combattono guerre e vincono battaglie
ma se pur con le ferite sulla vita,
amano, la vita.
Una carezza fragile trema,
come la figlia portata via dal vento
e un dormiente sussulto
scoppia come un tuono.
E lì, sul suo corpo
che io compio il mio vizio
quello di amarla.
Non morderti le labbra, ti prego
perché in me accendi il desiderio,
come acqua che infrange la diga.
Non temere,
per grande che sia... il mio impeto,
perché in me tu troverai
la giusta casa del tuo amore.
Io,
come notte
quella di luna argentata.
Brillo di luce pallida e rubata
offrendo al mondo di me, solo la meta
fra nuvole e tenebre.
Mi affaccio
con un cuore che di inchiostro tinge la vita
cercando il mio sole
in una notte che di aurora
si vestirà.
Racconterò con quanto rispetto
ti ho trattato, e quante volte ho rimproverato le tue lacrime
cercando le tue risate.
Racconterò del porto sicuro che per te sono stata,
della vita che ti ho donato e della paura
che delle tue ferite ho avuto.
Racconterò di quello che per me sei stata
la meta della mia femminilità,
la paura che ho abbracciato,
e il dolore che ti ho curato.
Racconterò che la tua amicizia mi ha reso ricca,... ma tu?
Tu cosa racconterai?
Che gli amici per te sono in po' così,
memoria vaga.
Ho conosciuto una rosa
dai petali profumati e un cuore morbido.
Ma poi i suoi petali sono caduti,
e le sue spine hanno graffiato.
Leggimi dentro
solo tu puoi arrivare in fondo alla mia anima
non tutti riescono ad entrare, tu ci sei...
allora scrivi sulle mie labbra le cose che hai letto.
In questo caldo e fine giorno di primavera decido di afferrare la vita
stringerla forte.
Con garbo mi cambio
mi vesto da gitana,
voglio danzare
e comincio ad andare
ora che il passato è quasi assopito
su questi capelli color grigio argento adagio una rosa
riparto, nuova danza di vita
voglio bere dal calice della vita un nuovo nettare
danzare sulle note di un violino
armoniosamente
dolcemente
fino a quando queste mie gambe ormai stanche
mi diranno piano,
fermati ora... riposa.
Che bello il tuo modo
di sorridere,
coi tuoi occhi così
grandi e umani,
così vivi
e lucenti,
pieni di vita;
mi sorridi
e mi metti speranza,
sei grande,
e ti voglio bene,
per come sei,
per come sorridi,
per quello che mi dai;
hai un viso rotondo,
pienotto,
e il tuo naso all'insù,
quanto mi piaci.