Esperienze


Scritto da: Agostino Mauriello
in Diario (Esperienze)
Certe cose non si possono cancellare perché servono a farci crescere. A volte si cresce anche grazie alle cose che fanno male. Lo sai perché è così difficile smettere di soffrire? Perché in fondo non vogliamo farlo, perché c'è un meccanismo che ci piace nella sofferenza. Quando soffriamo odiamo gli altri perché ci fanno star male, però poi ci rendiamo conto che se ci fanno star così male è proprio perché abbiamo bisogno di loro. Rendersi conto che abbiamo bisogno degli altri è la dimostrazione che siamo degli essere umani, che siamo vivi e la vita vale sempre la pena di essere vissuta.
Composto mercoledì 27 febbraio 2013
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    Scritto da: mani sul cuore
    in Diario (Esperienze)
    Certi amori sono semplicemente diversi, rischiano ogni cosa, sopportano attese, grandi ire, incomprensioni, ma rimangono. S'imbattono in strade che a volte spaventano, ma sono lì, l'uno a stringere forte la mano dell'altro, a sorreggersi, a rischiare. Perché non c'è nulla di più vero e forte dell'amore che li tiene, così, a superare ogni cosa insieme.
    Composto lunedì 9 febbraio 2015
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      Scritto da: Agostino Mauriello
      in Diario (Esperienze)
      Il peso di alcune parole sono come dei macigni, per come vengono interpretate o dette. Rimuginano dentro di noi fino quasi ad arrivare all'ossessione e fanno tanto male. Ci dimentichiamo spesso che sono solo parole dette d'impulso, magari. Per chi è sensibile diventano internazionali e quando sopraggiunge il raziocinio difficilmente portano un sorriso e difficilmente si ricordano.
      Composto mercoledì 15 gennaio 2014
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        in Diario (Esperienze)
        Cercavo comprensione, cercavo due parole di conforto, ho trovato spesso solo inutili frasi fatte, frasi di chi non sa cos'è la solitudine, il dolore. Cercavo persone con cui parlare liberamente, alla fine ho trovato me stessa: io e le mie fragilità, io e il mio essere folle.
        Composto giovedì 8 gennaio 2015
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          Scritto da: Basilio Elio Antoci
          in Diario (Esperienze)
          Perché lui è il classico adolescente ribelle, o comunque al di fuori degli schemi: non gli importa come appare agli altri. I vestiti trasandati gli conferiscono forza, addirittura. E poi si sa, i ribelli sono tali perché scoprono prima di ogni altro la realtà, la interrogano e, rompendo le convenzioni, trovano risposte più adeguate ai propri "perché?".
          Composto lunedì 9 febbraio 2015
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            Scritto da: Cuore Matto73
            in Diario (Esperienze)
            Guardo la meraviglia di una rosa ma, quando provo ad avvicinarmi, mi pungo con la sua spina. Mi allontano e continuo a guardarla, ma non posso sentire il suo profumo da così lontano. A che serve restare a guardare senza osare? A che serve rimanere ferma quando tutto il mondo si muove? Allora meglio farmi coraggio e prendere la rosa, pungermi, ma non rinunciare al suo profumo. Il dolore passa, come passa tutto, ma quel profumo rimarrà un ricordo eterno.
            Composto domenica 8 febbraio 2015
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              Scritto da: Carla Compierchio
              in Diario (Esperienze)
              Sono più forte. Più forte di tutte quelle mancanze che spesso ho reso troppo presenti. Di tutto ciò che era e adesso so che non ci sarà più. Di tutte quelle mani che non si sono fatte nemmeno sfiorare, e di quei profumi che non odorerò mai. Sono forte perché per me nulla è mai abbastanza, nulla mi farà smettere di cogliere ancora un fiore, anche se il precedente mi ha punto con le sue spine. Nulla mi toglierà il coraggio di rendere possibile ciò in cui ho sempre creduto, perché sono forte e so che l'orizzonte non ha limiti per chi lo è.
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                Scritto da: Francesca Alleva
                in Diario (Esperienze)
                Io non sono persa senza di te.
                Io non sono persa senza nessuno.
                Io sto qui, da sola, e so dove sono.

                Sento il pavimento, sento il vento, sento le voci di chi mi sta intorno, la fatica dei miei passi, la musica e il sudore. Vedo il buio, vedo i volti, riconosco le lenzuola, ricordo i sapori. Tocco. Rido. Ritrovo. Piango. Dimentico.
                E forse è peggio, sai, sapere dove si è.

                Perché chi si perde qualche volta, spesso scopre.
                Chi si trova spesso, qualche volta dovrebbe perdersi.
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