Scritto da: Patrizia Luzi
in Diario (Delusioni)
Pensavo fosse la mia migliore amica e invece si è rivelata la più infame!
Composto venerdì 29 luglio 2016
Pensavo fosse la mia migliore amica e invece si è rivelata la più infame!
Si vive male, quando ci si convince che tutto e tutti ci remino contro. Si vive male, quando le delusioni sono insopportabili, tanto, da incattivire la nostra anima. Si vive male, solo perché non si mette un punto al passato, voltando pagina e mandando a quel paese, con le dovute precauzioni, l'invidia di osceni personaggi; freddi, calcolatori, egoisti, vigliacchi chiamati (Uomini). Si vive male, perché cerchiamo in tutti i modi di negare l'evidenza, una volta perso, rotto, spezzato qualcosa, nulla sarà come prima. Quindi viviamo il presente con l'intensità, la serenità e la sicurezza di un abbraccio, felici, che non siamo tutti uguali "fortunatamente".
Quanti fantocci amici si perdono per strada e quanti giullari di corti senza titoli s'investono di falsa umiltà in questo mondo virtuale! Re e reggine senza corone che con finti eserciti danno battaglia a chi sa spesso camminare con i propri piedi lasciando orme profonde e indelebili nei cuore che neppure i venti del maestrale riescono a cancellare quante fate da inutili gnomi si lasciano liberamente corteggiare e quanti veggenti e predicatori osano puntare il dito senza mai riconoscere i propri difetti quante bugie cercano di addolcire i sogni altrui, quanto schifo galleggia in questo mondo virtuale che oggi ti osanna e dopo pochi secondi ti vende ai mercenari dell'ignoto.
Una delusione infranta non vale il prezzo per il tempo che si è perso con persone che non meritavano la tua amicizia. Dalle delusioni impari una lezione per la vita.
Ci vuole un po' a digerire la rabbia di una delusione, ma dopo una bella digestione si diventa talmente forti, che alla fine niente ti farà più male.
Sai chi ti ferisce più di qualunque altro? Chi ti considera solo un'alternativa, un ripiego, un espediente a cui si e costretti ricorrere, per necessità, perché non si può fare altrimenti. Chi ritiene più importante la propria vanità, il proprio egoismo, al dolore altrui. Ecco chi ti ferisce. Chi sa calpestare con facilità il tuo cuore, con una banale soluzione adatta al memento, uccidendo il rispetto, da un piedistallo che galleggia nella melma dell'esistenza.
Questo forse è il mio castigo: di averti amato, averti avuto così vicino, di aver sentito le tue mani nelle mie, di essere diventato un tuo ricordo perduto.
Penso di aver capito una cosa: non possiamo sopportare l'idea che qualcuno che è stato importante per noi riesce ad andare avanti e dimenticarci.
Abbiamo tutti paura di finire nel dimenticatoio, vecchie foto abbandonate che nessuno guarda più, un semplice spreco di tempo.
Ecco, penso che questa sia la cosa peggiore da dire a qualcuno: -Ho solo perso tempo con te.
Se ti ritrovi ad un angolo a chiedere attenzione a chi dovrebbe darti priorità, è il momento di fermarti a pensare a te stessa. A dove sei andata a finire, mentre ti preoccupi di ciò che sta facendo qualcun altro.
Sì, mi sento colpevole di voler fidarmi ancora, di cercare la poesia nelle persone, di voler sognare ad alta voce, di dire ciò che penso e sento, di ridere e piangere per poco, di lottare per la verità.