Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz

Costance Hately

Tu lodi il mio sacrificio, Spoon River,
perché allevai Irene e Mary,
orfane di mia sorella!
E biasimi Irene e Mary
perché mi disprezzarono!
Ma non lodare il mio sacrificio,
e non censurare il loro disprezzo;
io le allevai, ebbi cura di loro, è vero! —
ma avvelenai questi benefici
col costante rinfaccio della loro dipendenza.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    Il giorno più felice
    Il giorno più felice - l'ora più felice
    questo mio inaridito cuore ha già conosciuto;
    ogni più alta speranza di trionfo e d'orgoglio
    sento ch'è fuggita via.

    Trionfo? Oh sì, così fantasticavo;
    ma da gran tempo svanirono ormai
    le visione di quel mio giovanile tempo -
    e sia pur così.

    E quanto a te, orgoglio, che dirti?
    Erediti pure un'altra fonte
    quel veleno che approntasti per me -
    Ora acquietati, o mio spirito.

    Il giorno più felice - l'ora più felice -
    che quest'occhi avrebbero visto - hanno già visto,
    il rifulgente sguardo di trionfo e d'orgoglio
    sento che è spento ormai.

    Ma mi fosse pur riofferta quella speranza
    di trionfo e d'orgoglio, e con la pena
    che allora avvertivo - quella fulgente ora
    io non vorrei riviverla:

    giacché oscure scorie erano su quelle ali
    e, al loro agitarsi, una maligna essenza
    ne pioveva - fatale per un'anima
    che già l'ha conosciuta.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Le sei del mattino

      Le sei del mattino.
      Ho aperto la porta del giorno ci sono entrato
      ho assaporato
      l'azzurro nuovo nelle finestre
      le rughe della mia fronte di ieri
      sono rimaste sullo specchio

      sulla mia nuca una voce di donna
      tenera peluria di pesca
      e le notizie del mio paese alla radio

      vorrei correre d'albero in albero
      nel frutteto delle ore

      verrà il tramonto, mia rosa
      e al di là della notte
      mi aspetterà
      spero
      il sapore di un nuovo azzurro.
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        I limoni

        Ascoltami, i poeti laureati
        si muovono soltanto fra le piante
        dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
        Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
        fossi dove in pozzanghere
        mezzo seccate agguantano i ragazzi
        qualche sparuta anguilla:
        le viuzze che seguono i ciglioni,
        discendono tra i ciuffi delle canne
        e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

        Meglio se le gazzarre degli uccelli
        si spengono inghiottite dall'azzurro:
        più chiaro si ascolta il susurro
        dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
        e i sensi di quest'odore
        che non sa staccarsi da terra
        e piove in petto una dolcezza inquieta.
        Qui delle divertite passioni
        per miracolo tace la guerra,
        qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
        ed è l'odore dei limoni.

        Vedi, in questi silenzi in cui le cose
        s'abbandonano e sembrano vicine
        a tradire il loro ultimo segreto,
        talora ci si aspetta
        di scoprire uno sbaglio di Natura,
        il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
        il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
        nel mezzo di una verità
        Lo sguardo fruga d'intorno,
        la mente indaga accorda disunisce
        nel profumo che dilaga
        quando il giorno più languisce.
        Sono i silenzi in cui si vede
        in ogni ombra umana che si allontana
        qualche disturbata Divinità

        Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
        nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
        soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
        La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
        il tedio dell'inverno sulle case,
        la luce si fa avara - amara l'anima.
        Quando un giorno da un malchiuso portone
        tra gli alberi di una corte
        ci si mostrano i gialli dei limoni;
        e il gelo del cuore si sfa,
        e in petto ci scrosciano
        le loro canzoni
        le trombe d'oro della solarità.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          La curva dei tuoi occhi intorno al cuore

          La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
          ruota un moto di danza e di dolcezza,
          aureola di tempo, arca notturna e sicura
          e se non so più quello che ho vissuto
          è perché non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

          Foglie di luce e spuma di rugiada
          canne del vento, risa profumate,
          ali che coprono il mondo di luce,
          navi cariche di cielo e di mare,
          caccia di suoni e fonti di colori,

          profumi schiusi da una cova di aurore
          sempre posata sulla paglia degli astri,
          come il giorno vive di innocenza,
          così il mondo vive dei tuoi occhi puri
          e tutto il mio sangue va in quegli sguardi.
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            Il giudice Somers

            Come accade, ditemi,
            che io, il più erudito degli avvocati,
            che conoscevo Blackstone e Coke
            quasi a memoria, che feci il più gran discorso
            che il tribunale avesse mai udito, e scrissi
            un esposto che meritò l'elogio del pretore Breese —
            come accade, ditemi,
            che io giaccio qui, dimenticato, ignoto,
            mentre Chase Henry, l'ubriacone della città,
            ha un cippo di marmo, sormontato da un'urna,
            su cui la Natura in un capriccio d'ironia
            ha seminato un cespo in fiore?
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              Scritta da: Silvana Stremiz

              Sarah Brown

              Maurizio, non piangere, non sono qui sotto il pino.
              L'aria profumata della primavera bisbiglia nell'erba dolce,
              le stelle scintillano, la civetta chiama,
              ma tu ti affliggi, e la mia anima si estasia
              nel nirvana beato della luce eterna!
              Và dal cuore buono che è mio marito,
              che medita su ciò che lui chiama la nostra colpa d'amore: -
              digli che il mio amore per te, e così il mio amore per lui, hanno foggiato il mio destino — che attraverso la carne raggiunsi lo spirito e attraverso lo spirito, pace.
              Non ci sono matrimoni in cielo,
              ma c'è l'amore.
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                Scritta da: Silvana Stremiz

                Rinascita

                L'esangue primavera già tristemente esilia
                L'inverno, tempo lucido, tempo d'arte serena,
                E in me, dove un oscuro sangue colma ogni vena,
                L'impotenza si stira ed a lungo sbadiglia.
                Crepuscoli s'imbiancano tiepidi nella mente
                Che come vecchia tomba serra un cerchio di ferro,
                Ed inseguendo un sogno vago e bello, io erro
                Pei campi ove la linfa esulta immensamente.
                Poi procombo snervato di silvestri sentori,
                E scavando al mio sogno una fossa col viso,
                Mordendo il suolo caldo dove, sbocciano i fiori,
                Attendo nell'abisso che il tedio s'alzi... Oh riso
                Intanto dell'Azzurro sulla siepe e sui voli
                Degli uccelli ridesti che cinguettano al sole!
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