La fretta sa truccare la ragione rendendo vano il frutto dell'azione, pensieri come ruote senza freni annuvolano i cieli più sereni, saette le parole stravolgono il linguaggio incontri in movimento catene di montaggio. Frenetici momenti di geometrica vitalità, gesti copiati... la moda fa realtà nuvole di finzione oscurano gli specchi dell'anima sguardi veloci fuggono come voltar di pagina. La fretta non ascolta l'emozione non sa n'eppur cos'è. Ma tu fermati un attimo e guarda dentro te c'è un mare d'emozione pronto a farti vibrare, la fretta non ascolta i battiti del cuore, la fretta non ti potrà mai aiutare. Perché la fretta non sa amare.
Mentre passeggiavo per un viale alberato, rincorrendo i miei pensieri, una leggera brezza portò con sé un profumo, un buon profumo, che suscitava straniamento al cuore, ed il mio sguardo incominciò a vagare. Una farfalla, ebbra di sole, si lasciava carezzare dal vento, volteggiando, ed io pensai al mio cuore alato, in cerca di un raggio di luce che lo riscaldi e di un amore che lo faccia volare lungo il sentiero della vita.
Notte senza stelle, con la luna che nega a queste vie la pallida bellezza dei suoi raggi. Il rumore dei miei passi sul selciato scuote la silenziosa quiete ed una tenera brezza m'accompagna portando profumi primaverili che fanno riaffiorare dolci ricordi. Davanti ai miei occhi si formano immagini che non riesco a trattenere, una voce riecheggia nella mente ed il cuore, sussultando, trova un po' di tepore.
Più forte che mai l'amore bussa senza tocchi delicati senza suono di vento È tempesta che travolge solleva turbini di sabbia muta il profilo intorno Questa mia terra sconvolta desolata giace disfatta e ferma ora solo in attesa della pioggia.
Padrona del vento non ho pentimento, cammino tranquilla tra monti e colline non c'è stagione che fa opposizione. Padrona del vento accarezzo le foglie di nulla vestita giro la vita passando le soglie sbattendo le porte creo scompiglio in un batter di ciglio. Io sono forza per nulla impaurita sfido i mulini di un'intera vita, giro nei boschi, nei campi, nelle vie a me si ispirano mille poesie. Non pensate che io sia presuntuosa non è per dispetto che faccio le cose, ma sono in cerca di una vela spiegata da spingere ancora finché c'è vita.
Chissà se ce la farò. Chissà se il tempo che sto impiegando verrà ripagato con occhi soddisfatti e sorrisi increduli. Già sogno quel debutto: la mia prima coreografia. Chissà se piacerà, chissà se sarà criticata, chissà... se era il momento... o con le persone giuste... Confido tanto in questo: Spero di non crederci da sola, spero di trasmettervi almeno un po' del mio entusiasmo. Chissà se ci immedesimeremo bene, chissà se risulteremo come è già scritto nella mia testa. Quanti "chissà"... Credeteci con me! Provate a sentire quello che viene da dentro per poi buttarlo fuori con dei movimenti. Provate a ballare con la mente quella canzone e immaginate di essere in quegli anni, con quei vestiti che rispecchiano il vostro ruolo. Siamo noi, saremo solo noi in quella pista. Possiamo farcela e chissà se i sorrisi e quegli occhi saranno sinceri.
Ho fatto delle nuvole di cristallo e le ho riempite dei miei sogni. Le ho affidate al cielo confidando che il vento le sospingesse lontano e che i raggi del sole, attraversandole, le donassero miriadi di colori. Il Tempo, trasformandosi in tante aquile, le ha raggiunte e distrutte... Se, guardando un tramonto od un arcobaleno, vedrai briciole di colori, scorgerai i sogni di un uomo.
Sei li... Al centro della piazza, tra cori e preghiere, tanti volti ti fissano per l'ultima volta, quasi a volerti trattenere ancora, in una dimensione che non è più tua. Sale alto l'odore dell'incenso, voci tremolanti si mescolano a gesti solenni, mentre una lacrima scende lenta, segnando il viso di una ragazza. Tutti sono in ascolto, aspettano che il tuo silenzio si tramuti in parola e giunga al cuore per donare un nuovo calore. Ad un tratto tutto si ferma, ed il vento, alzatosi improvviso, che sfoglia il Vangelo, sembra la carezza del Creato, l'abbraccio degli Angeli, il bacio del Padre.
Ti ho scorto tra gente che, trafelata, correva per la via, la tua aura sfolgorava, levandosi alta, elegante, non potevo fare a meno di guardarti, calamitavi me e come non sorriderti. Ti bacio per suggere dalle labbra il tuo mondo, per vivere dentro me le tue emozioni, per far mio il tuo sorriso, per lambire la tua anima. Ti bacio per assaporare la tua vita, per bere dalla tua voce, che abbatte ataviche difese, che dolcemente si riversa nella mente mia... Ti bacio per strada, all'improvviso, ma anche se dormi o parli, per fermare il Tempo, per gustare gli attimi, dilatarli. Ti bacio per sentire il tuo fiato dentro me, per annegare nei tuoi occhi verdi, luccicanti come le onde del mare, colmi di luce inebriante. Ti bacio per far giocare due anime, che, rincorrendosi, si cercano, per un abbraccio lungo un sogno, una stagione, una vita intera. Ti bacio.
Splende stasera la fulgida luna in un cielo brillante di stelle un niveo cerchio disegna sul mare dei variegati oleandri risalta le tinte in mostra tra i bordi recintati dei viali: nel chiarore, in silenzio, vado. Sbucato dal nulla, un cane fulvo girovago solo mi accompagna non parla ma di istinto intende la solitudine e il lutto del mio sguardo. Ne sono passate di lune argentate da che mi desti un ultimo bacio lontana donna dei miei sospiri: inverno poi primavera e io solo privo di significato, senza di te andante fiacco tra andane di ricordi. Non posso inchinarmi al nulla che vuoi lasciarmi prediletta: le farfalle le fole e l'amore senza una meta non si librano, nessun alato può spiccare voli sfiorare la veste dell'arcobaleno o atterrare tra gli odori di una corte. Se impallinato fu dalla rosa di uno schioppo o ingabbiato. Oh pur se tu venissi in autunno non sentirei l'inferno di quest'estate, l'afa opprimente della tua assenza si farebbe oggi dolce tepore di attesa refrigerio il sentore di ritrovarti. E come al ritorno di marea o piena che straripi dopo secche, un onda tremore tornerebbe al riflusso di un passo familiare che si avvicini con sorrisi e sospiri! Se sogno o presagio sia quel passo non dico e non so ma è tutto quello che nell'effondersi di una mancanza innamorato ancora chiamo speranza.