Poesie personali


Scritta da: Anna D'Urso
in Poesie (Poesie personali)

Scusa

Ti chiedo scusa ed è difficile dirlo,
ma sono stata la prima a non capirlo,
pensavo a me stessa non a quel che provavi
mi spiace aver chiuso davanti a te le mani.

Non volevi che fossi parte di te
in quel momento in cui non eri un re,
eri stanco di aver fatto male,
ma non eri stanco di voler soffrire.

Volevi proteggere la cosa più bella
non capivo che ero una stella,
così ti ho accusato in un momento di rabbia
di aver seppellito l'amore con la sabbia.

Mi spiace davvero,
il mio cuore è sincero
spero soltanto di essere in tempo ancora
per avere il tuo perdono sperato finora...
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    Scritta da: Anna D'Urso
    in Poesie (Poesie personali)

    Sei mesi

    Sono trascorsi sei lunghi mesi
    da quel mattino che ci ha presi,
    sei mesi di amore, di tuffi al cuore,
    di speranze lasciate appassire al sole.

    Tu sei l'eterno,
    io sono l'inferno,
    tu ora il grano
    io falce spietata che ti porta lontano.

    Non c'è via di scampo,
    è finito in un lampo
    scatenato dal tempo tiranno
    non si ferma l'affanno.

    So che i fiori crescono ancora
    nel tuo giardino di dura pietra
    ed è sempre per me un onore
    essere nel tuo cuore di poeta...
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      Scritta da: Anna D'Urso
      in Poesie (Poesie personali)

      Quel che il cuore vorrebbe

      Vorresti avere vent'anni per avermi
      smettere di inseguire i sogni eterni,
      sparsi nell'erba fresca del mattino
      volare per sempre, con me vicino.

      Vorresti che il tuo amore ritornasse
      a quelle notti in quelle fosse,
      dove passavi la vita tra le ossa
      di scheletri scarniti dalle affannose corse.

      Il tuo andar per mari sconosciuti
      ti porta a non essere nessuno
      e tanti amori li hai già avuti
      ma hai veramente amato qualcuno?

      Non conta quel "ti amo"
      se giri la tua faccia,
      chiudi la coscienza
      affinché il tuo cuore taccia!
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        Scritta da: Roberto Strati
        in Poesie (Poesie personali)

        Come un adagio

        Fermo, resto in ascolto del mio respiro,
        assaporo la leggera brezza del vento estivo,
        le dita disegnano gesti quasi per conto loro,
        mi guardo in giro per sentirmi vivo.
        Serro gli occhi e bimbo mi rivedo,
        quando correvo felice a braccia aperte incontro alla vita,
        sorridevo gioioso al Tempo e di fermarlo pensando,
        di coccole avido e tra mille carezze correvano le dita.
        Crescendo di valori e di sentimenti mi son nutrito,
        convinto che l'esser presente valesse più d'ogni cosa,
        parole, gesti, attenzioni ho ricolmato all'infinito,
        gli anni son volati pensando alla Vita come ad una rosa.
        Invece gli anni mi hanno regalato tanta amarezza,
        la mia voglia d'amare ed il mio sentire ho donato,
        nel crogiuolo dei giorni ho immesso la mia purezza,
        con il cinismo e l'utilitarismo di tanti mi son scontrato.
        D'amore e d'amicizia ho intriso il mio quotidiano,
        ma con dolore e tradimenti sono stato ripagato,
        volti riverberano ancora quella luce da cui fui abbacinato.
        Il mio cuore scandisce il trascorrere delle stagioni,
        il pensiero vola verso chi lo ha gettato via a calci,
        come carta straccia lo ha strappato distruggendo emozioni,
        eppur ancora anela luci d'amore che lo rapiscano dolci.
        Una foglia cadendo, dal lieve mio pensare, mi ridesta,
        scorgo un bimbo che grida felice contro un cielo grigio,
        ma sì, è lo scorrere della Vita che regala e toglie lesta,
        pare una musica lieve ma incessante, come un adagio...
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          in Poesie (Poesie personali)

          Verrà il giorno dopo la notte

          Verrà il giorno dopo la notte
          e io non so se sarò qui o là
          se su un bigio muro scorrerà
          domani ancora la mia ombra
          all'allungo dell'arco del sole.
          Non so più nulla di me
          del mio cuore e della vita
          e tendo a indovinare
          se di essi mi chiedono;
          sulla porta delle attese
          più non c'è più nessuno
          che chieda di entrare
          e non so per quale ragione
          ne tanto arrossisco o apro bocca
          se una donna incontro e mi parla.
          Resto il bersaglio fisso
          per una nera arciera
          che se non arma l'arco
          o sbaglia mira domani
          mi lascerà oculare testimone
          di me stesso, spettatore
          del dissolversi in aria
          di un guscio di soffione,
          di gente che gira in tondo
          a speranze e illusioni.
          Come oggi come ieri
          al monotono rullio delle ore.
          Chi mescola le carte
          e rifà destini è assente
          pure l'oroscopo manca
          e io non so più nulla
          né della luce né del buio.
          Oltre i paletti i recinti e le nubi
          portami via con te vento
          or che come piume son caduti i sogni
          stappata è la vela e franti sono i remi...
          Di essere durare e amare
          svampato il desiderio nulla più
          di umano si inventa la vita:
          la baldracca stanca e impallidita!
          Risucchiami ora vento tra le tue trombe
          smembra i miei atomi e sia polvere:
          a che serve restare fino al tramonto
          e poi attendere il sogghigno delle ombre.
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            Scritta da: Orion'91 Morrison
            in Poesie (Poesie personali)

            Anche gli Alberi Piangono

            Mentre ero in una barca
            Cullato e libero nel fresco fiume
            Che ondeggiava silenziosamente
            Fra il boschetto tranquillo
            E i larghi peschi in fiore
            Vidi l'acqua bagnarsi flebilmente,
            Non era la pioggia fitta e leggera,
            Erano gli alberi eterni,
            Che col vento mostravano il loro nascosto sentimento,
            Lasciando volare l'acqua raccolta
            Dalle verdi e large foglie,
            E insegnandoci che anche senza le parole,
            Si possono aprire i nostri animi.
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              Scritta da: Anna D'Urso
              in Poesie (Poesie personali)

              Non c'è domani

              Distese di inutili sforzi,
              di amori andati, ormai morti,
              un chicco di grano è sbiadito
              nel quadro dipinto sul mio viso.

              Colori che non hanno tempo
              prendono il volo, non sento,
              nessuno è signore per dire
              che devo amarti fino all'imbrunire.

              Col fiato dipinto di nebbia
              attraversi la strada deserta,
              lo sguardo fisso lontano
              hai perso per sempre la mia mano.
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