C'è un vento che scompiglia i capelli. Lo senti se ti avvicini alla finestra a quest'ora ora. Ha un modo particolare di accarezzarmi il Vento. Sembra vestirsi di me sembra appropriarsi di quella pelle ambrata dal sole sembra che gli appartengo. Le finestre di fronte sono aperte come se tutti gelosi ne volessero un po'. Quel po' che accarezza e corteggia. Come un fidanzato innamorato cerca conferme che non do. Che non ho. Un pensiero che va e viene trova risposte in un numero e una sola parola. La vita da pensieri da adulti e sogni da bambina. Sognavo di volare da piccola di avere Ali e colori. I know we're broken. Stai con me? Come at Home! Ho ventitré lune e una stella tre oggi e quattro domani. Ho un HP con riconoscimento di impronta digitale e un paio di Carrera nere. Ho sushi e riso alla cantonese Ho colori e due armadi. Ho una Luna che è storta e un'altra mi ha prestato un sorriso. Ho "Where is my mind?" dei Placebo in cuffia e una sigaretta in bocca Ho il telefono scarico e ancora da fare la spesa per la dieta. Ho Vita e Amore. E chiedo ancora. Non mi basta mai. Chiedo Ali!
S'io fossi meno timido e discreto forse te canterei nà serenata ma sono più portato cò la penna nun è la mano ma er core che comanna. perché si stò davanti all'occhi tua a me pure la voce me va via ma resta pe' fortuna L'emozione D'avecce stà ragazza dentro ar core.
Quanno la sera m'affaccio a la finestra e vedo quelle stelle co' la luna le guardo da sinistra fino a destra eppure come te non c'è nisuna. Lo sò, so' paragoni un po' banali che vanno bene solo pe' le rime ma chi me piace a me, sei te, ali e pè capillo nun tocca esse delle cime.
Mò spero che sti quattro ritornelli scritti da un poeta principiante risultino pe' te almeno belli magari co' un qualcosa e'eccitante in modo che ogni volta che rileggi ste frasi che t'ho scritto questa sera nasca dall'occhi tua un soriso... pe' me sarebbe un sogno che s'avvera!
Allungare la mano tra le lenzuola e non trovarti Chiudere stretti gli occhi per provare a immaginarti Cercando di rimettere insieme tutti gli odori I sogni, i baci, i giochi e le sensazioni di nuovi amori Cercare te ovunque e illudersi che non sia finita E non credere che tu sia uscita dalla mia vita E sentirsi ancora solo perché è stato un attimo Capire che piangere, ora, è legittimo. Per trovarti in una lacrima Pregando che sia l'ultima. Maledire il cielo, prendere a pugni il muro Mostrarsi al mondo sicuro E far finta di niente Per riviverti ogni giorno nella mente.
Tu che mi taci, e che ti volti quando mi incroci. Tu che hai la mappa dei miei pensieri, e la usi come guida sempre più di ieri. Tu che hai lottato per stare sempre insieme, e sai che questa lontananza non ti fa star bene. Tu che per orgoglio non chiederesti mai perdono e ti aspetti che sia io, a farti questo dono. Ora mi leggi, e sai già che parlo di Te, ed un brivido ti sfiora, pesando ancora a Me; ma non basterà una semplice poesia, a portare pace, in questa tua follia, che ci ha costretti lontani nel cammino, nonostante le foto, sul nostro comodino. Forse verrà il giorno che torneremo ancora insieme, perché questo distacco davvero non conviene, e come ogni anno ritorna primavera, vedrai che questo sogno, prima o poi si avvera. Si è fatta notte fonda e ti devo salutare, ma ricorda che forse entrambi abbiamo molto da imparare.
A volte la tristezza gioca brutti scherzi Lentamente ci si avvicina alla pazzia. Farebbe differenza essere più ingenui, più inconsapevoli di ciò che ci sta attorno? Anche sperando che tutto si aggiusti, pregando che magari la realtà svanisca nel nulla. Bel modo di diferdersi, far finta di non capire. E cosa succederebbe se sbattessimo il naso contro il passato? Torturare la nostra mente con inutili domande non ci salverà dal destino. Oggi sorriderò a chiunque mi si avvicini.
Dipendesse da me, sarei già lontano, via da tutto e da tutti. È questo che mi blocca, il fatto che sono unita senza speranza ad altre persone, che mi bloccano e mi imprigionano. Dipendesse da me, sarei già morta. Probabilmente non lo voglio davvero, ma, dipendesse da me, sceglierei sempre la via sbagliata. Risolvere i problemi non è il mio forte. Sono più brava a creare caos, a convincere chi mi sta vicino che il Mondo non è poi così bello. Dipingere la mia vita come un oscuro dipinto è la mia più grande abilità. Dipendesse da me, sarei sempre a letto, cercando di far passare il più velocemente possibile i secondi, i mesi, gli anni. Dipendesse da me, non avrei mai una soluzione per nulla. Dipendesse da me, cancellerei il mio sorriso in ogni fotografia, perché il ricordo è sempre una maledizione. Dipendesse da me, non guarderei in faccia nessuno. Se davvero tutto si riconducesse a me, e a quel che sono, non avrei più ragione d'esistere.
Fortuna per me... Noi viviamo, siamo legati e soprattutto dipendiamo dagli altri.
Sogno una vita migliore. Sogno una vita senza ipocrisia. Sogno la verità e la giustizia. Sogno di non sognare. Sogno gli incubi. Sogno una rivelazione. Sogno un ideale. Sogno il tempo perso. Sogno un motivo. Sogno il pessimismo. Sogno di stare bene. Sogno la speranza.
Il sogno rasenta la pazzia. Il sogno è solo un modo per stare meglio. Il sogno non esiste mai.
La speranza di qualcosa al di là. La speranza che il ricordo. La speranza di un sorriso. La speranza dei tempi migliori. La speranza di parole e parole e parole senza un senso. La speranza di un pensiero. L'unico mezzo è la speranza.
Venne con presagio. Un'incognita certezza interpretata da un mediocre teatro. Fu sentimento mio, fu sentimento tuo, fu sentimento altrui. Bruciato. Scorza dipinta d'esperienza e consumata dal pennello rinasce la mia parola e diventa buccia d'emozione con anima di piombo.
Non sono un pezzo pregiato di questo mondo, non sono l'astro che illuminerà le vostre notti, perché sono un uomo semplice con semplici sogni, un banale burattino nelle mani del tempo. Il mio nome non vivrà più a lungo di me e le mie parole muoiono ad un palmo dal mio naso, ma sappiate che ho scelto di barattare col mondo tutto quello che aveva da offrirmi in cambio di un brandello d'amore. Esatto signori, ho scelto l'amore e non la ribalta, ho scelto l'emozione di guardarla negli occhi e morire di passione tra le sue labbra, tenerle la mano e sfiorare il cielo. Povero sciocco.
Sono salito per un viottolo di montagna, quasi per scherzo, seguendo una farfalla che giocava tra le foglie e senza accorgermene mi ritrovai in cima. La luce del sole mi abbacinava eppure non potevo non guardare oltre... Nuvole bianche sembravano comporre figure, una coppia d'uccelli volava verso il proprio nido, il vento s'annunciava scuotendo gli alberi ed il mio cuore volle gridare il tuo nome. Prima fu un bisbiglio, poi, crebbe d'intensità, fino a diventare un urlo che non potei trattenere. La mia voce lo sussurrò dolcemente, per non disturbare tanta bellezza, ma si propagò tra le valli come il frastuono di una cascata. Sorpreso ed intimorito, incominciai a ridiscendere, il mio cuore ora gridava e batteva forte, finché il vento, carezzandomi, mi portò la tua voce gioiosa che diceva "Ti sono vicino, ti amo..."