Potrei stare qui a guardarti per ore, tu che dormi così profondamente come quando la luce del sole ti accarezza lievemente.
Potrei stare qui a pensarti con tutto il mio cuore, mentre ammiri tutto velocemente come quando la notte senza dire parole ti risvegli improvvisamente.
Tu per me sei dovunque, anche nell'aria che respiro, e questo è una cosa straordinaria per chiunque;
ed a chi leggerà attentamente questo rigo, dirò adesso senza forse e senza dunque: tu per me sei una stella intorno alla quale giro.
Giudice Si dico a lei Giudice perché? No... Questa legge non va, non va giù, no. Gli avvocati trovano tra loro un accordo, nonostante quella donna non sia d'accordo. A nessuno frega niente, ciò che lei dice Giudice sai perché? Perché a loro non è successo quello che è successo a lei Dicono la storia è complicata, tirano le somme, abbreviano lo squallore, loro non hanno il suo dolore Non portano sulla spalle, e nella mente i silenzi, il dolore, il ricordo forte come un martello Il peso di essere incompreso non è riuscita ad essere difesa Giudice L'avvocato l'ha consigliato ma era sola Aveva bisogno di qualcuno forte accanto a se la paura di parlare, che ti porta a soffocare Qualcuno che tirava la sua mano Giudice
I suoi sogni non li vede nessuno, sono il suo incubo quotidiano, nessuno le da una mano Giudice Non ha più soldi per pagare a nessuno frega niente lei sta male Giudice Con questi incubi non riesce manco a lavorare perché il pensiero le porta a stare male A loro basta che qualcuno paghi Ma la beffa sai qual è? Di tutta questa storia che a pagare è solo lei Perché... Perché.
A te, a te, a te. Ti ricordi!, quando avevi paura? Ti rifugiavi nelle mie braccia, ti tenevo stretto, stretto, stretto. Le mie braccia sono spalancate ti aspettano, ti aspettano, ti aspettano. Perché ad aver paura ora, sono io.