Poesie personali


Scritta da: Alessio Fabretti
in Poesie (Poesie personali)

Arriva la sera

Tenue s'appresta il blu perlaceo
all'orizzonte, è sera.
Luci s'accendono lungo le strade
i muri e le vetrine
scintillanti.
Nuvole bianche rincorrersi
tra i bagliori della città e,
il traffico serpeggia rumoroso
per le vie nel rientro serale.
È la sera che scende,
scivola sui miei pensieri,
ripercorre antichi sentieri
e nuovi viottoli ove il mio
piede incespicando per i
sassi sconnessi
ricerca un equilibrio che, ormai
è perduto, lontano nella gioia
del mattino, ove la corsa verso
la luce ben s'addiceva.
Venere è apparsa
luminosa all'orizzonte
ed ora respiro.
Ed ogni respiro lontano, mi avvicina
al tuo respiro.
Corro da te e, vengo a bussare
alla tua porta.
Composta lunedì 28 gennaio 2008
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    Scritta da: Alessio Fabretti
    in Poesie (Poesie personali)

    Nella sera

    Ascoltami e non con sussiego.
    Leggi queste parole
    scaturite dal profondo dell'Anima.

    Non avere mai
    nessun padrone.
    Non cedere mai,
    ma il solo padrone
    fa che sia l'Amore.
    E più tardi poi
    nel solitario respiro
    della sera, fa che
    ogni respiro lontano,
    sia più vicino al
    Tuo respiro, guardando
    i Tuoi occhi e le tue labbra.
    Composta mercoledì 13 febbraio 2008
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      Scritta da: Alessio Fabretti
      in Poesie (Poesie personali)

      La Sera

      Il Tuo corpo caldo
      di promesse.

      I Tuoi baci languidi.
      Schiuse le labbra Tue
      percorsa da un fremito
      la Tua pelle, quando
      leggere perle di sudore
      irrorano e infiammano
      le Tue gote.

      E le Tue mani cercano
      il mio corpo.

      Percorsa un lampo
      di desiderio, avvinghia
      e scalda la pelle in un
      impetuoso cingersi, cercarsi,
      rotolarsi, volersi.

      La voce rauca Tua implora,
      prendimi...

      Cademmo esausti,
      l'uno nelle braccia
      dell'altro, ma non
      vinti dall'Amore.
      Composta mercoledì 30 gennaio 2008
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        Scritta da: Alessio Fabretti
        in Poesie (Poesie personali)

        Ieri sera

        La sera s'avanza
        lenta, quando il sole
        stanco si tuffa nell'oceano
        lontano ad Ovest
        in mille vapori fumanti.
        Allora guardo la mia figura
        riflessa nell'acqua,
        i miei calzari
        il mio mantello polveroso.
        Tornando sui miei passi
        lasciando il mare
        il mio cuore trema
        guardando una scritta

        "Perché non sei qui stasera?"

        E ti cerco per le strade
        nei volti dei passanti.
        Poggio la mano sorreggendomi,
        il respiro mi manca,
        chiudo gli occhi e...
        vedo attraverso i tuoi.

        Mani sollevano il capo,
        pietose, ed il selciato tiepido
        attraversa le mie ossa.
        Chini i visi, lieve il bisbigliare.
        Una mano accarezza
        il mio volto rigato e stanco.
        Cerco nella memoria.
        Le Tue mani sfiorano lievi
        i miei occhi tergendoli
        allora... ti guardo
        mentre una pace profonda mi prende,
        m'invade.
        La bocca arida sussurra
        sei... tu...
        ed una fresca rugiada
        bagna le mie labbra
        da tanto tempo inaridite
        sei... tu...
        mentre il respiro m'abbandona.
        Composta domenica 10 febbraio 2008
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          Scritta da: Alessio Fabretti
          in Poesie (Poesie personali)

          Lassù

          Lassù nel palazzo antico
          dietro le finestre in alto,
          chiuse le imposte
          mentre dormi sonni agitati
          lentamente il tenue chiarore
          penetra dalle fessure.
          Rischiarando lambisce le tue mani
          il tuo viso ed i
          capelli sparsi sul cuscino.
          Allora un raggio di sole
          si fa largo e sfiora lievemente
          i tuoi occhi di un alone
          luminoso svegliandoti.
          Allorché pieno il chiarore ormai
          e di luce la tua stanza,
          sei
          Lassù,
          ove, sola con i tuoi pensieri
          soffri
          ancora nel silenzio
          mentre la notte trascorsa
          rigirandoti tra le lenzuola
          intrise del tuo profumo
          non hanno dato quel
          risultato in cui speravi
          di calma e serenità.
          Ferito il fisico e il Tuo Cuore
          volgi lo sguardo al cielo
          ed... una lacrima
          riga il Tuo bel viso
          allora penserai e...
          ricorderai.
          Composta mercoledì 14 gennaio 2009
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            Scritta da: Alessio Fabretti
            in Poesie (Poesie personali)
            Ascolta ancora,
            ancora una volta con pazienza
            e, non con sussiego queste parole.
            Prendile per quelle che sono
            alle volte.

            Un velo di tristezza
            pervade la mia mente e
            lo sguardo di malinconia,
            mentre il mio cuore ferito
            cerca invano e grida
            "Amore dove sei?
            Dove sei se esisti?"

            Anima persa, non vagare
            nelle ombre del passato,
            nei ricordi di tempi ove
            sussurri, baci furtivi
            e sguardi languidi, di gioia
            colmavano, circondando di allegria
            come corone d'alloro il capo.
            Il mio cuore che cantava

            "Amore quanto sei bella.
            Amore,
            Le tue labbra vermiglie
            cercano i miei baci come
            i tuoi occhi con i colori
            dell'arcobaleno, e la tua pelle diafana,
            di olii profumati cosparsa,
            bianca come la luna
            cerca un abbraccio, e,
            lo sguardo accarezza lieve,
            avvolge e mi trascina
            in un'oblio, lontano.

            Socchiudo gli occhi ed
            una melodia prende le mie mani
            lasciandomi andare.

            Andare... Andare...
            Cerco in ogni volto,
            in ogni sguardo i tuoi occhi
            e domando...
            Sei tu?... Sei tu?... Sei tu?...
            Composta venerdì 4 settembre 2009
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              Scritta da: Alessio Fabretti
              in Poesie (Poesie personali)

              La notte

              Ho ascoltato la tua voce
              nel silenzio della notte.
              Anche se la stanchezza del giorno
              pervade le mie ossa e a nulla
              vale la leggera brezza che
              s'alza nell'ora più tarda,
              misero refrigerio nel tormento
              che s'appresta nelle pieghe
              della mia anima.

              Ho ascoltato la tua voce
              nel silenzio della sera.

              Mentre i pensieri lasciati liberi
              nel fluttuare, vagare alla ricerca
              di un posto, nelle braccia
              di chi ti ama nel silenzio
              percorrendo lo spazio infinito,
              e come le nuvole spinte dal vento
              unirsi, riformarsi e fondersi,
              così i nostri pensieri.

              Ho ascoltato la tua voce
              nel silenzio della sera.

              E, ascolto la tua voce
              nel silenzio del giorno
              che sta per nascere di la dal mare.
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                Scritta da: Alessio Fabretti
                in Poesie (Poesie personali)

                È Sera

                Cala la luce del giorno
                ed il nero mantello
                percorre velocemente
                le strade del mondo.

                È sera,
                ma i miei occhi stanchi
                vedono attraverso i tuoi.

                È sera,
                mentre trascorrono lenti
                i minuti che ci separano.

                È sera,
                e la solitudine alle volte
                sì cauta, si insinua
                nella mia mente.

                È sera.
                Tu non ci sei. Dove sei.
                Rispondi.

                È sera,
                e ti cerco continuamente
                per ogni angolo della Terra.

                È sera.
                Tutti nelle case. Si ode
                il tintinnio delle stoviglie,
                ma io son qui che aspetto.

                È sera.
                Ti aspetto come ogni sera che
                tu arrivi, col cuore in gola
                nell'attesa di rivederti e
                di riabbracciarti.

                È sera,
                e la notte è vicina.
                Ascolto il vento e
                le tue parole.

                È sera,
                quando dici
                "È Sera", desidererei
                viverla con te,
                la sera.
                Composta domenica 11 ottobre 2009
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                  Scritta da: Alessio Fabretti
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Quanto vorrei

                  Quanto vorrei, vederti
                  ed è sempre come
                  un arcobaleno senza fine.

                  Quanto vorrei, che il desiderarti
                  è sempre come il primo istante
                  quale fuoco inestinguibile.

                  Quanto vorrei, carezzare
                  i tuoi capelli sì da sentirne
                  il tessuto rimanere impigliato
                  tra le dita quale
                  "sole nascente".

                  Quanto vorrei, correrti incontro
                  e abbracciandoti gridare al
                  mondo intero "ti amo".

                  Quanto vorrei, che
                  il mio leggero bacio sulle tue
                  labbra ti comunicasse
                  il mio immenso amore.

                  Quanto vorrei, sfiorare
                  con le dita il tuo ovale e
                  le labbra tue, così che il
                  mio silenzio ed il mio sguardo
                  parlassero per me.

                  Quanto vorrei, che le mie braccia
                  ti cingessero sì da sentire
                  il tuo alito su di me.

                  Quanto vorrei, che le mani tue
                  accarezzassero il mio viso,
                  e in un abbraccio sentire
                  il calore ed il profumo
                  della tua pelle.

                  Quanto vorrei...
                  che le parole tue dicessero
                  Quanto vorrei...
                  sì da sentirsi mancare il respiro
                  amor mio.
                  Composta venerdì 2 ottobre 2009
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                    Scritta da: Alessio Fabretti
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Ricordi

                    La villa quieta accoglie i mie passi
                    varcando i cancelli rugginosi del tempo.
                    Bambini corrono gioiosi sull'acciottolato.
                    Le anziane sulle panchine
                    seguono, lo sguardo festoso,
                    mentre le giovani mamme
                    rincorrono i fanciulli giù per la scesa
                    sino a una fontana asciutta d'età,
                    vociando "attento".
                    Scendo alcuni gradini antichi
                    consunti dai passi, delimitano
                    ai lati sassi,
                    e una balaustra sciupata dal tempo,
                    mi appoggio.
                    Passo lungo il viale, gli olmi e gli ontani
                    intrecciano i rami come colonne gotiche
                    di una cattedrale antica;
                    una cupola
                    atterrata, spazzata dal vento
                    e intemperie consuma.
                    Uno scoiattolo si arrampica
                    sul tronco, mobili gli occhi
                    lanciando uno sguardo, curioso squittisce,
                    fugge tra i rami.
                    Distante un laghetto,
                    le papere al largo giungono alla riva,
                    i piccoli in processione seguono.
                    Una panca di pietra mi alloggia.
                    Il liscio marmo racconta
                    tempi lontani e una scritta:
                    divus caesar ornavit.
                    Chiudo gli occhi e penso.
                    Odori di terre lontane:
                    sandalo e spezie giungono,
                    una vasta distesa sabbiosa,
                    e una palma abbracciano i miei pensieri.
                    Composta lunedì 23 novembre 2009
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