Scritta da: L. Orlandi
in Poesie (Poesie personali)
Lacrime
Rinvengo esultanza
circondata da compagni.
Al mio arrivo, abbandoni ogni cosa
e celato soffri piangendo.
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Rinvengo esultanza
circondata da compagni.
Al mio arrivo, abbandoni ogni cosa
e celato soffri piangendo.
Nei disagi sfuggi,
natura morta la tua vita,
egli ti sostiene, nei difetti tuoi
lamento di donna.
I suoi cari doni,
irrisori e poco aspirati da te,
ricerchi dimora eccellente bramata e invisibile,
tu con te stessa deludente e smaniosa,
passato baule nascosto,
sorte maligna ad ogni evento.
Rimpianti, mancati momenti,
capriccio,
orienta sguardo al cielo
afferra le nuvole
bocca zittisci
cuore intendi
e non frugare ciò che non è mai stato.
Allegre amiche discorrono,
lui osserva sognante e
mira lo sguardo,
tra tutte, della più bella.
Dolce attesa del
passaggio
di migranti occhi blu
da paesi lontani.
Noi, qui, tra storie
e sentimenti...
noi qui,
forti di dubbi,
timorosi di certezze,
noi, guardando ieri,
affrontando oggi con fatica,
sbigottendo per domani...
eterno via vai
tra sogni e realtà,
tra attese e mete prossime...
Noi qui, semplici individui
che chiedono rifugio
nello sguardo che comprende,
che dialoga,
che rinnega prepotenza,
che conforta
e da speranza all'esistenza
che prosegue, spesso,
con molteplici rese
e delusioni ma soprattutto
con l'inesauribile volontà
di farcela a tutti i costi.
Noi qui, per respirare
e ricordare con dolcezza
chi non c'è...
Ma ecco che, ogni volta,
quando una piccola vita nasce,
ci riabilita di speranza,
presto avvertita prediletta di bene
e allora vivere è incontro meraviglioso
che costruisce passi
seguendo nei sentieri
dei suoi limpidi innocenti occhi
la vergine felicità!
Ora tutto è più pulito
e ritorno a riscoprire l'orizzonte
la tua immagine... l'infinito.
Seguo con lo sguardo la polvere che piano si deposita
mentre sbriciolo terra con le dita.
Seguo... mi deposito... oltre la vita.
Mani
A volte... mani che respingono,
che scappano,
mani strette in un pugno,
mani che soffrono
chiuse in sé stesse...
... ma poi... mani che accarezzano,
che abbracciano,
che stringono,
che toccano...
mani che vorrebbero trattenere...
Mani che danno speranza,
mani che rispettano e non giudicano,
mani che sostengono,
che danno gioia...
mani che accolgono...
Mani che non respingono...
Non più... in nessun caso...
Le mie mani...
Ti aspetto
nella velata solitudine
intrisa di speranza
cornice attonita è la notte confusa tra ombre
squarciate di illusioni
Ti aspetto
anima mia
nuda di quell'orgoglio smesso
accantonato
urlato e rinnegato.
Ninna nanna di madre Africa,
radici cantate
sconfinata melodia di sole,
gazzelle e leoni,
prede e vincitori senza vittoria.
Ascolta bimbo mio,
la tua Terra non è lontana,
ti canto la tua Terra,
sarai la tua Terra.
Canto di cicala oltre le fronde ombrose
mi sovrasta e mi assorda.
Melodia consonante,
frenata da istanti di pausa.
Cara,
dai occhio alla formica.
Sfida tra cielo e terra,
incrocio dei due mondi
orogine di formica volante.