Poesie personali


Scritta da: Federica Vannacci
in Poesie (Poesie personali)

Primo Amore

Adorabile principe dallo sguardo spaziale,
sei stato tu il primo
le mie labbra a baciare,
sotto un manto di cielo stellato,
sei stato tu il primo
a cui il mio cuore ho donato.
Ogni tanto quando a quei ricordi attingo
rivedo ancora il tuo sguardo ramingo,
sorrido e penso a quegli anni lontani
come alla leggerezza della sabbia
che scorre fra le mani.
Passano gli anni e ragazzi non siamo più
ma chiuso in fondo al cuore
il ricordo mio più bello sei tu.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Federica Vannacci
    in Poesie (Poesie personali)

    A... come Amore

    Tu sei l'amore che era nascosto nel mio cuore,
    mi nutrivo di te ancora prima di scoprire chi fossi,
    ora che sei qui hai invaso la mia anima
    e riempito quel vuoto che mi lacerava dentro...
    Il tuo calore ha sciolto la nebbia che mi avvolgeva
    e come un sole il tuo sorriso ha piano piano,
    col suo tepore, riacceso in me la vita...
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Fabio Marinaro
      in Poesie (Poesie personali)

      Non troverò parole

      Quando si prova tanto dolore,
      non troverò parole,
      quando parte il mio amore,
      non troverò parole,
      quando sento il mio cuore,
      non troverò parole,
      quando sento la tua mancanza,
      non troverò parole,
      quando il tempo si fermerà,
      non troverò parole,
      quando tu ritornerai,
      non troverò parole,
      quando ancora mi vivrai, non troverò parole,
      quando un giorno mi amerai
      non troverò parole.
      Composta lunedì 2 maggio 2011
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: CINELLA MICCIANI
        in Poesie (Poesie personali)

        Tu sei

        Tu sei l'amore mio,
        grande, unico e speciale,
        il pensiero costante
        che vive nella mia mente
        e libera la fantasia,
        la gioia del sogno che si rinnova,
        la speranza di una favola eterna.
        Tu sei gli sprazzi di luce
        che penetrano nel buio del mio cuore,
        i cristalli luminosi,
        incastonati nell'anima mia,
        che illuminano
        il faticoso cammino della mente.
        Tu sei il desiderio mai cessato,
        l'emozione che toglie il respiro,
        il palpitare fremente
        cui segue l'estasi del dolce abbandono.
        Tu sei la parte di mondo
        che mi dà vita e forza,
        il confine d'ogni speranza e d'ogni desiderio,
        il cuore impazzito
        che si perde nell'infinito spazio
        mentre l'animo inquieto si ritrova.
        Tu sei la dolcezza d'uno sguardo
        che sublima le parole,
        sgorganti come fiumi dalla mia anima,
        sillabe parlanti
        che diventano un canto d'amore
        solo per te.
        Composta venerdì 9 dicembre 2011
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Gianni Berna
          in Poesie (Poesie personali)

          La stanza

          Chiuso in una stanza
          Porte non ce n'erano
          Non c'erano finestre
          Se il buio ha un regno
          Quella stanza era il suo regno
          Non si aprirono porte che non c'erano
          Non si schiusero finestre inesistenti
          Crollarono le mura
          La stanza non fu più la mia prigione
          Accecanti luci abbagliarono i miei occhi
          Pian piano le palpebre si aprirono
          In mezzo a tanta luce
          Come spuntar da densa nebbia
          Apparve
          Figura di una fata
          Ignoravo ch'esistessi
          Eri tu amore mio
          Da dove venuta io non so
          A condurre fuor dall'ombra
          Alla scoperta della luce
          Alla conoscenza della vita
          Un essere indolente
          Che si aggirava senza scopo
          In quella stanza senza porte
          Priva di finestre
          Che copriva l'esistenza
          Di un mondo sconosciuto.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Gianni Berna
            in Poesie (Poesie personali)

            Due stelle

            Vaga lo sguardo mio fra le stelle
            Una notte come tante
            La stessa paglia
            Sullo stesso suolo
            Morbida accoglie la mia schiena
            Per altri
            Oggi quel cielo è lo stesso d'ieri
            Non per gli occhi miei
            Un buco nero questa sera rompe l'incanto
            Frantuma un sogno
            Quel nero trasformato in lancia
            Trafigge la mia carne
            Penetra nel cuore
            Lo squarcia
            E infuocato sangue questo petto inonda
            Mancano due stelle
            Nel cielo questa sera
            Due stelle a completar quel firmamento
            Mancano i tuoi occhi
            Volati
            Non saprò mai perché
            In un angolo sperduto
            Di quell'universo immenso
            Dove giammai
            L'occhio mio potrà trovarli.
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Gianni Berna
              in Poesie (Poesie personali)

              Cartoline

              Impresse in mente mia
              Parole sussurrate
              In tempo che appare ormai tanto lontano
              Ricordo un fil di voce
              Vedrai che arriverà
              Quel giorno arriverà
              Ti prenderò per mano
              Andremo in giro per il mondo
              E insieme gioiremo
              Ad ammirarne meraviglie
              Ma il mondo
              Non l'abbiamo visto mano nella mano
              Ho intravisto solitario un altro mondo
              Immerso in tanto fumo
              Non so nemmeno s'era un mondo
              Vago un ricordo
              Attraversavo un tunnel a braccia tese
              E tremolanti
              Poi fu solo vuoto
              Eccomi ancora a te vicino
              La tua accarezza la mia mano
              L'antica promessa
              Non l'ho mantenuta
              L'avevo forse solo sognato
              Ed è rimasto sogno
              La realtà non è cambiata
              Il mondo da vedere insieme
              Resterà dov'era
              Dove è sempre stato
              Sulle cartoline.
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: la_dea
                in Poesie (Poesie personali)

                Napoli il sole dov'è?

                Sangue seminato come semi di un campo.
                Corpi frazionati e labbra aride.
                Fracassi e colpi.
                Sguardi irrorati di pianto iroso.
                Frasi imprigionate sulle strisce.
                Sogno di duellare.
                Nostalgia di onestà, bagliori malinconici.
                Mare sedato dalla pace ipocrita.
                Frotta che geme.
                Folla che attende la luce.
                Napoli commuove.
                Napoli non gioisce.
                Non brilla.
                Perisce derelitta a largo.
                Gocce scarlatte sui percorsi.
                Foglio disonorato.
                Occulti spiriti fuorviati circolano.
                Indoli cinerei albergano.
                Soffitto rivestito da angoscia.
                Il sole dov'è?
                Composta venerdì 9 dicembre 2011
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: la_dea
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Tu tronco noi rami

                  Colpire l'uscio, legno scuro.
                  Campanello impolverato.
                  Infinità ultraterrena.
                  Inconsueto, nel silenzio notturno.
                  Luci, placcate.
                  Ammirevole si divincola con onde sollevate.
                  Flutti che si sbriciolano, sui ciottoli.
                  Ti denigrano.
                  T'infliggono, la scomunica.
                  Ardiscono, lemmi avventati.
                  Esortandosi di sorreggere, sguarniti della tua conoscenza.
                  Governa le loro anime.
                  Ti percepisco disteso
                  sulla battigia della costa.
                  Massa di un reduce, occhi vaghi,
                  grinze che l'assediano.
                  Sguardo affranto
                  Chioma argentea diradata.
                  Spinge la frescura.
                  Bastoncello deteriorato
                  Scribacchia un nome sulla rena innaffiata.
                  Sparge sorsi di lacrime.
                  Osserva il nome scalfito nella rena.
                  Rammarico nello scorgerle disperse dalle acque.
                  Sfiorito, nessun ricerca. Nessun confida.
                  Ha incoraggiato. Ha incitato i nostri palpiti.
                  Albergando in ogni territorio ed epoca.
                  Tormentato, è salpato.
                  L'ultimo biglietto del battello.
                  Che sia lodato e premiato.
                  Sia in ogni materia dell'infinito.
                  Viva sulle labbra dello sconfinato.
                  Nei flussi dell'immensità.
                  Nello scintillio delle comete.
                  Lacrime e gioie.
                  Contese e battaglie.
                  Disfatte e trionfi.
                  Avanza si eleva dalla riva.
                  Scaglia il tralcio nella linfa.
                  Segue i passi, giunge.
                  Dispone la via.
                  Le rugosità sorgono placate.
                  Occhi bruciano di fuochi.
                  Non dona le armi all'ostile.
                  Nessuna rinuncia nessuna resa.
                  Guerriero e vittorioso.
                  La nave aspetta.
                  Non si abbandona.
                  Cardini di una stessa sostanza.
                  Fronde rianimate di sogni.
                  Tu tronco.
                  Noi rami.
                  Composta venerdì 9 dicembre 2011
                  Vota la poesia: Commenta