Poesie personali


Scritta da: Matteo Mazzoni
in Poesie (Poesie personali)

Dal sol pensier di lei tormentato

Un cuore colpito, trafitto
Da quei sì begli occhi lucenti
Grondante di rossi rubini.
Da un tal dolor straziato
Che pare ucciderlo,
E fra lacrime e sangue
Lasciarlo annegare.
Da rovi avvelenati stretto
Facendo sì vano ogni
Tentativo di liberarsi dal dolore.
A lui non rimane che soffrire
Muto e all'ombra per
Non recarle più danno.
Morente, dal sol pensier di lei tormentato.
Composta domenica 13 settembre 2009
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    Scritta da: Matteo Mazzoni
    in Poesie (Poesie personali)

    Non so

    Non so e il non saper non mi spaventa,
    spinge a camminare cieco nel buio
    con passo sicuro se accanto avrò te,
    che siccome me non puoi vedere.

    Lontano fino a toccar le stelle o
    Pochi semplici passi, proprio non so,
    forse cadere, ma allora rialzarsi
    ridendo insieme, col tuo bel sorriso.

    Senza disegnar freddi progetti,
    ma vivendo sì cladi sogni.
    Composta martedì 6 dicembre 2011
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      Scritta da: silvi55
      in Poesie (Poesie personali)

      Leggera...

      Leggera mi lascio trasportare...
      Dalle mie emozioni...
      Come una foglia che piano scende verso il mare
      Sapendo che la sua fine ormai è vicina...
      Ma che finalmente
      Si sente libera
      In quell'immensità...
      Dove finalmente...
      Troverà la sua pace...
      Composta domenica 11 dicembre 2011
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        Scritta da: tomalb
        in Poesie (Poesie personali)
        Ho camminato sulla neve candida,
        le mie impronte mi seguivano
        i miei pensieri cadevano e lasciavano tracce

        tracce di te
        che non sei più qui da tanto tempo
        che mi segui ovunque lo stesso
        di cui non riesco a liberarmi

        Ho camminato sulla neve candida
        ho desiderato che si sciogliesse al mio passaggio
        niente più impronte
        niente più tracce.
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          Scritta da: Gabriella Afa
          in Poesie (Poesie personali)

          Crepuscolo

          Si incupisce l'aria
          e un fruscio di foglie
          mi porta a capofitto nei ricordi...
          un brivido nell'anima
          scandisce il dolore
          e sono di nuovo là
          in quel buco nero
          che mi divora.

          Offendo una lacrima
          negandole di uscire
          cerco un sorriso tirato
          che indolenzisce il viso
          e volgo lo sguardo ferito al sole
          per colorare l'anima di arancio dorato.

          I sogni miei,
          facili prede di venti gelidi.
          Si perderà in una stella lontana
          il ricordo sbiadito di attimi di te.
          Composta sabato 3 settembre 2011
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            Scritta da: Gabriella Afa
            in Poesie (Poesie personali)

            Tre passi dietro a te

            Sarò con te
            nel vento sul tuo viso
            nel colore del tramonto
            nella spuma del mare
            seguirò la tua anima
            nelle corse e negli affanni
            sarò nel tuo sorriso
            e nelle tue lacrime.

            Invisibili mani
            nicchia del tuo cuore
            sarò con te
            nei tuoi respiri
            nei tuoi sogni
            vivrò di te
            e con te
            ti troverò ovunque
            nello spazio e nel tempo
            riconoscerò le tue orme tra mille
            e sarò amorevole ombra
            tre passi dietro a te.
            Composta domenica 11 dicembre 2011
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              Scritta da: Eric Gentili
              in Poesie (Poesie personali)

              Ganimede

              Tra rovine di templi
              coperte dal sangue del Sole
              piange Ganimede
              in solitudine
              accompagnando il mare
              con i suoi lamenti

              aspetta Zeus
              che lo innalzò nel Cielo
              con ali d'Aquila
              riscaldandolo col suo corpo
              stringendolo a lui
              sussurrandogli parole
              dettate da Eros
              che strinsero il suo cuore
              come rovente catena

              ora sta lì
              dopo giorni
              ed aspetta
              il suo ritorno
              di udire in lontananza
              la voce amata
              e di poter stringere
              il corpo che gli diede
              il caldo piacere
              per ora piange
              troppe lacrime da asciugare
              sul bel viso
              aspettando
              lui
              il suo calore
              e gli fanno compagnia
              i templi distrutti
              muti maestri
              che un tempo egli ascoltava
              ed ora ricambiano.
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