Mamallapuran (India)
Mani azzurre di cielo
frenano lo scompiglio
delle onde che schiaffeggiano
le barche e le reti:
timori che si infrangono
sui massi erratici fino
a riemergere nei colori
di un sorriso di sole.
Composta venerdì 30 dicembre 2011
Mani azzurre di cielo
frenano lo scompiglio
delle onde che schiaffeggiano
le barche e le reti:
timori che si infrangono
sui massi erratici fino
a riemergere nei colori
di un sorriso di sole.
Ho perso la mia via, l'ho persa per la strada
ho dipinto lo sforzo di inseguirla,
confondendo immagine e reale
sentire da essere con semplice sentire,
consentire l'emergenza, l'abbaglio del mattino
subitanea distrazione di bellezza:
smarrita chissà dove.
Ti vedo per caso
ti guardo
i miei occhi si fermano sulla tua bocca,
tanto amata, penso
su quelle rughe al suo fianco
due solchi di vita
una bocca che parla
non sento
chissà se hai capito il mio dolore
penso di no
tu parli e io non ascolto.
Gennaio gioca sul vetro coi cristalli di ghiaccio.
Febbraio ti spruzza ultimi fiocchi di neve.
Marzo un po' pazzo con la pioggia ed il sole e le prime viole.
Aprile è la voglia di estate con le prime belle giornate.
Maggio sei fuori, tra fiori e colori.
Giugno è arrivato e ti offre ciliegie.
Luglio è il sole, il mare, l'amore.
Agosto è il più tosto col suo girarrosto.
Settembre con l'uva, il vino ed il mosto.
Ottobre con rossi colori, le castagne e buoni sapori.
Novembre nebbioso, perde le foglie e accende il camino.
Dicembre è bianco Natale e Gesù bambino e il vecchio anno nel fuocherellino.
Non sentire non è una soluzione:
non ascoltare, e sarai parte del problema,
o un altro guscio, troppo grande da vedere.
Però senti che inaspettata pace,
che silenzio,
quale dolcemente falsa quiete...
Scelte pesanti a volte stordenti
lambire scelte sconvenienti
cercare risposte senza domande
mistero di strada, mistero di Vita.
Sguardi leggeri, quasi timidi
penetrazione di desideri incompiuti
dispersi nella nebbia all'imbrunire
di un tempo passato.
Carezze dimenticate nei ricordi
gioie di attimi segnati dal tempo
sorrisi di candidi pensieri
calore di abbracci unici.
Pagine di memoria si perdono
parole che cambiano al vento
speranza all'alba di un risveglio
desiderio di orizzonti nuovi.
Orizzonti senza fine
senza un perché ma infiniti
alla ricerca continua
di un nuovo mondo
di un nuovo amore
di un senso
di un perché
di una nuova pace
di TE
si cambia.
Non ho nulla da offrirti se non i miei sogni. Saranno sassi e terra dove potrai camminare, dove potrai riposare e se vorrai potrai vivere in essi. Sii leggera quindi perché cammini sui miei sogni.
Anima sciocca, insapore e melensa,
resta lontana dai miei territori,
che si governano senza censori,
senza la lagna tua, viscida e densa.
Con altri làgnati rei peccatori,
e di costoro frequenta la mensa;
và dalla gente che tanto ti incensa,
và ad esaltare patetici amori.
Tu mi tormenti anche a mezzo di terzi:
"Se non hai l'anima la vita è brulla;
son privi d'anima questi tuoi scherzi".
L'animo mio, eppur, si trastulla,
benché io l'anima sempre la sferzi,
ch'è laida vecchia, non pura fanciulla.
"Ma così sei il nulla!",
esclama qualche amico spaventato.
Uff! Comprerò un bel bastone animato;
così il Commissariato
attesterà, con l'autorizzazione,
che un'anima possiedo nel bastone.
Che inferno colga occhi vuoti,
ragioni che non sentono,
non vedono fiori,
sprecano vita.
Indifferenti occhi
bruciano tempo,
prendono nulla.
Che inferno colga mani piene,
ragioni che non sentono,
non seminano fiori,
sprecano terra.
Indifferenti mani
seminano nulla,
prendono carestia.
Che inferno colga bocche avide,
ragioni che non parlano,
non cantano fiori,
sprecano vento.
Indifferenti bocche,
respirano aria,
prendono vuoto.
Che inferno vi colga
ignavi.
Profondi sono i tuoi sentimenti,
ancorati in un cuore
che palpita ancora per la vita.
Sono rubini eccelsi
perfetti, e gettati
nel mare agitato dell'umanità.
Le onde impetuose,
hanno fallito contro di te,
contro il tuo amore.
Lacrime, tue preziose,
saranno raccolte in un otre
e io le custodirò!