Poesie personali


Scritta da: margherita1
in Poesie (Poesie personali)

La bella pesca

Sul ramo frondato
la pesca sdraiata al sole,
beveva il suo calore.
Rotonda con le guance
rosse dell'estate
attendeva.
La sua polpa matura
spandeva profumo
intorno e richiamava
al bacio api.
L'attesa dopo il freddo
era giunto alla fine.
Quando una mano
si sporse e abbracciandola
la depose sul palmo.
La bocca avida baciò
il miele dentro
gusto, sapore e profumo
si liberarono in un
unico istante.
E fu premiato il miracolo
del tempo atteso.
Composta mercoledì 7 marzo 2012
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    in Poesie (Poesie personali)

    Quello che dovevo dirti

    Guardo le tue mani
    e mi emoziono
    Guardo i tuoi occhi
    e mi emoziono
    Guardo il tuo sorriso
    e mi emoziono
    Guardo te
    e ti amo
    Se è vero che
    ad ogni grande amore
    nasce una stella
    allora guarda il Sole
    e pensa a me
    Se è vero che la penna
    è più affilata della lama
    allora avrei già vinto
    la guerra per il tuo amore
    L'unica ragione per svegliarmi
    l'unica cosa che
    mi fa smettere di sognarti
    è vederti
    éparlarti
    Sono un codardo
    non ho il coraggio di parlarti
    e di dirti quel che provo
    ma spero che lo sia anche tu
    Spero che il 22 Giugno
    sia dietro l'angolo
    così da svoltarlo
    e regalarti la chiave
    la chiave del mio cuore
    per entrarci e
    non uscirci mai più
    Non deridermi
    non ferirmi
    ho solo scritto
    quello che pensavo:
    ti amo.
    Composta martedì 28 febbraio 2012
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      Scritta da: V. Lena
      in Poesie (Poesie personali)

      A te

      Non esitai a lungo,
      tesi una mano verso il cielo e colsi una stella,
      non la più luminosa, ma l'unica che fuggiva al mio sguardo.
      Condivise con me il suo mondo,
      illuminò gli angoli più bui del mio cuore,
      m'insegnò a guardare il mondo con occhi diversi.
      Ma per quanto bella, nessuna stella è fatta per rimanere sulla Terra,
      la strinsi più forte, ma inutilmente,
      il mio cuore gridò il suo nome con tutta la forza che aveva,
      cercai di non lasciare la sua mano,
      ma lei era destinata a risplendere più in alto degli altri.
      Ora mi guarderai da lassù,
      sarai orgogliosa di me, ora, che grazie a te, ho imparato a vedere col cuore.
      Non esitai a lungo,
      volsi il mio sguiardo al cielo e le regalai una lacrima...
      Composta venerdì 9 marzo 2012
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        Scritta da: Carmelo Cossa
        in Poesie (Poesie personali)

        A Te Donna

        Una scia di luce attraversa il cielo e tu
        agitata ti rigiri in una notte insonne
        l'aria frizzante dell'aurora ti desta mentre
        il sole nasce e porta un giorno nuovo e tu
        ti proietti alla vita, a oggi, a domani, a sempre.
        Non urlare nel silenzio i tuoi sospiri ma ama come solo tu sai fare.
        Non nascondere l'amore in fondo al cuore
        non dormire senza sogni,
        non sprecare il tempo con chi non sente la tua voce
        non ascoltare chi non parla col cuore.
        Non servono parole con chi dovrebbe già sapere.
        Ma se non sa... Se non capisce ciò che sei, non ti intristire!
        L'anima che ti dice ancora e il cuore che sussurra amore
        ti rendono regina e ancella, amante e amica,
        figlia, madre e nonna insieme.
        Sei fiore da guardare per goderne l'incanto
        nettare da bere per assaporarne il gusto
        aria da respirare per goderne la fragranza
        velluto da carezzare per sfiorare il cielo.
        In un'unica parola sei la magia della natura!
        Sì donna; fa che questa magia non abbia mai fine.
        Composta mercoledì 7 marzo 2012
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          Scritta da: Jessica Piermatti
          in Poesie (Poesie personali)
          In silenzio l'ha vista arrivare.
          Senza dire nulla
          ha visto tutto c'ho che è accaduto,
          ha sentito ogni parola,
          ha visto ogni lacrima
          ma non ha mai provato a fermarmi.
          Non avrebbe potuto comunque.
          Lui non svela i miei segreti,
          né quegli episodi che nessuno racconta mai.
          Ha visto che non l'ho voluta,
          mi ha visto provare a combattere,
          ha visto come urlavo,
          ha ascoltato i silenzi.
          Ha visto tutti gli orrori
          anche quelli che io non riesco a fronteggiare.
          Ha visto il sangue e annusato gli odori,
          ma è stato li
          e non se n'è andato.
          Quando era tutto finito ed ero sola
          l'ho stretto forte ed è stato lì ad ascoltarmi
          mentre parlavo di quel dolore che era mio.
          È forse banale,
          o forse anche stupido,
          perché è solo un gatto,
          che mangia, graffia
          e fa disastri in ogni angolo della casa,
          ma è il mio unico conforto,
          il mio amico della notte,
          l'unico da cui non mi devo nascondere mai.
          È il mio Amico, l'unico vero che ho.
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            Scritta da: L. Orlandi
            in Poesie (Poesie personali)

            Dimora del non

            Il luogo che un tempo mi accoglieva
            dove trovavo energia e ispirazione,
            improvvisamente mi è nemico, mi indispone.
            Comincia tutto da un sogno...
            di notte, nel bosco, a lato della strada
            vedo in terra gambe d'uomo
            in pantaloni rossi e scarpe.

            Non tronco, non viso, non braccia
            solo gambe, abbandonate così
            senz'altri indizi.

            Le osservo inorridita
            e si gonfiano a dismisura.
            Il risveglio, trafelata con angoscia.
            Ciò che mi ha lasciato e non ritroverò
            è la risposta,
            ma qual è la domanda?
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              Scritta da: L. Orlandi
              in Poesie (Poesie personali)

              Accoglilo

              Beviamo il tuo caffè
              col tuo oro nero traversiamo strade
              mangiamo frutti succosi della tua terra
              perché non dovremmo accoglierti?
              Parti dal natale suolo con speranze e aspettative,
              a volte, troppe volte,
              non raggiungi ciò che brami.
              Il mare ti rapisce e ti addormenta.
              Atre volte arrivi a terra,
              freddo nelle ossa e nell'anima,
              hai lasciato tutto
              amori e cuori,
              e qui cosa trovi?
              Celle fredde con sembianze umane,
              un lavoro che non verrà,
              se non agli ordini dell'oro rosso,
              speranze vane.
              Comprendere, aiutare
              le ragioni dell'altro sono le mie ragioni,
              occhi smarriti
              paura dell'ignoto e della morte,
              aiuta coloro che non hanno altro.
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                Scritta da: Jessica Piermatti
                in Poesie (Poesie personali)
                E se continuassi a cadere?

                Caro Diario,
                ti scrivo con le lacrime agli occhi, oggi non sono forte.
                Oggi. Come ieri e l'altro ieri.
                Penso di aver buttato al vento tante cose,
                ho creduto troppo in quei sogni e in me stessa.
                E ora? Mi sento terribilmente inutile e fallita.

                E se continuassi a cadere?

                Dovrei riprendere il mio cammino, un passo per volta
                ma non ho la forza nemmeno di arrivare a domani.

                E se continuassi a cadere?

                Io posso farcela, niente è perduto, vero?
                Vero che sono ancora in tempo?

                Ma se continuassi a cadere?

                Rispondimi, ti prego.
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                  Scritta da: Jessica Piermatti
                  in Poesie (Poesie personali)
                  La tregua è stata davvero troppo piccola,
                  non poteva durare ancora un giorno in più?
                  Il volo è cominciato da molto in alto
                  e ho sbattuto la faccia contro il pavimento
                  colorato da tutto ciò che è troppo facile immaginare.

                  Perché non si accontenta mai
                  e ogni volta che faccio il primo passo
                  ricomincia con i suoi eventi del cazzo
                  che sempre tutti insieme arrivano,
                  come un pullman pieno di trenta persone
                  affamate e curiose con la fotocamera appesa al collo.
                  Mi sento gli occhi puntati addosso,
                  in ogni strada, in ogni luogo,
                  perché le piace torturarmi
                  e se ne fotte della mia stanchezza
                  perché sa che non getterò mai la spugna.

                  Sono stanca
                  ma eccomi di nuovo qua,
                  con la vita in un sacco
                  a risalire di nuovo tutte quelle scale.

                  Perché mi spetta qualcosa di bello alla fine

                  anche solo per un secondo
                  ma so che sarà bello.
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