Scritta da: Jessica Piermatti
in Poesie (Poesie personali)
Ricordi
di attimi mai vissuti,
di pelle mai toccata,
di notti di lacrime senza un abbraccio,
di occhi mai visti.
Ricordi,
solo di un telefono
e di qualche parola.
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Ricordi
di attimi mai vissuti,
di pelle mai toccata,
di notti di lacrime senza un abbraccio,
di occhi mai visti.
Ricordi,
solo di un telefono
e di qualche parola.
C'è un mostro che graffia.
Si nutre, beve e mi assaggia.
Ha gli occhi grandi
e pupille che riflettono l'infinito.
Dita lunghe e unghie scheggiate
che tranciano la notte.
Quando dorme, io vivo bene:
mi alzo alla mattina,
faccio colazione con i mei sogni,
burro di emozioni
e marmellata di vento
sopra fette biscottate fatte di nuvole.
Vivo ogni giorno come se fosse l'ultimo,
corro a perdifiato lungo la collina
fino a che ogni respiro è fuoco
e ogni battito di ciglia sabbia.
Corro a perdifiato verso una meta
che non conosco
ma che vedo in lontananza.
Torno alla mia casa
di marzapane e stelle
e mi riposo
cercando di fare miei tutti i momenti del giorno.
Intanto assaggio la notte.
Poi si sveglia.
Sento i denti allargarsi in un ringhio.
Tutti denti uguali, tutti canini,
le unghie lacerano a fondo
mentre gli occhi si voltano a guardarmi.
Lo stomaco si apre in un buco nero,
le braccia faticano a muoversi
e le dita cigolano.
La testa si svuota
mentre il nero nelle viscere
inizia il suo gioco.
Non posso fermarlo.
Ci provo ma è troppo forte.
Mi tengo la testa tra le mani
e cerco di urlare.
Sento i capelli muoversi al vento
e capisco che ha preso il controllo.
Bastassero almeno
quelle poche briciole
di amore
che ci vengon tirate
a sfamare un cuore
che ha sempre più fame
di un amore
che neanche
ha davvero mai conosciuto.
Da domani lo giuro farò,
sarò, non so
ma in qualche modo
migliorerò,
partirò,
ricomincerò,
continuerò
darò quello che so,
qualche cosa mi inventerò
ma domani.
Quello che di me non so?
qual è il mio scopo,
la faccia del destino
come in un gioco,
scrivo quel che vivo
come in un salto nel vuoto,
ecco! l'istinto
lascio a domani le risposte.
Che si risolva da sé.
Torno verso domani,
ma a che ora non so.
Da domani lo giuro sarò
più matura,
più sincera,
meno dura,
più sicura.
Giuro domani farò,
sarò,
giuro che non giurerò,
mai cambierò.
Da domani prometto,
sarò,
farò
ma se poi ci rifletto,
non avrò niente perfetto,
e proverò, vedrò,
ma domani.
Darei piccoli colpi alle lancette
per far terminare le giornate
una dietro l'altra
per arrivare al giorno con te.
E poi tornerei indietro
per utilizzare al meglio
il tempo perduto.
Avrei preferito vivere con l'illusione
che il ricordo mi dava.
Pensieri affollati
che urlano
piangono
s'incazzano
litigano
m'interrogano.
"Ti metto 3, di più non posso darti";
interrogazione andata male,
non ho saputo rispondere.
Stordita
dal troppo pensare
riflettere
decidere
programmare
valutare
e ovviamente sbagliare.
Ma vorrei fosse chiaro,
che non decido per farmi male
ma decido perché vi amo;
pur con i miei miliardi di difetti
io penso a voi,
a qualcosa solo per voi.
Mi sento nuda anche coperta di vestiti.
Mi sento vuota e fredda anche durante una festa in piena estate.
Piccolo,
scusami,
quasi quasi mi devo sentire in colpa per gli eccessivi messaggi che ti spedisco a cellulare...
Non desidero aiuto,
non mi manca il tuo ascolto,
è meraviglioso il tuo silenzio,
ma mi manchi da morire sul serio.
Pervaso
dalla fioritura
di condivisi desii
due stelle contemplo
nel tuo amabile sorriso
scintillanti~vividi occhi.
Liete brezze percorrono
l'universo corporeo:
gioiose~sensuali
tenere~virili.
Là dove
Il vivifico piacere
è libero corale canto.
Là dove
il corpo è l'arpa
ove trarne magiche note
virtuose ~ dolci armonie.
La dove
incondizionato amore
è bastante
all'amore che non possiede
né
vorrebbe essere posseduto.
La dove
ci si schiude al mistero
del reciproco donarsi
fragranze d'amore.