Poesie personali


Scritta da: Tiziana Cesta
in Poesie (Poesie personali)

La terra

La terra si sgretola sotto le mie mani,
essa è una sensazione di appartenenza ad essa.
Profuma di muschio e di radici,
io raccolgo quello che essa mi concede,
la sua generosità è infinita.
La sento sotto i miei piedi,
soffice e vellutata,
involucro di un mondo nascosto.
Habitat naturale di esseri viventi,
che convivono senza pretese.
Essa è il piedistallo della mia esistenza.
Composta venerdì 9 novembre 2012
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Stefano Medel
    in Poesie (Poesie personali)

    spazi liberi

    Guardo,
    intorno a me ancora notte,
    silenzio,
    calma notturna,
    assenza di tutto,
    sonno scappato a metà;
    raccolgo i pensieri persi
    per strada,
    come foglie secche adagiate
    a coltre pere terra,
    penso a tante cose e a niente
    nello stesso tempo;
    stanchezza e occhi pensanti,
    stanco di ascoltare
    le parole false della gente,
    stanco di perdere tempo
    per le opinioni altrui,
    stanco di sentire,
    di sprecare tempo;
    voglio solo silenzio,
    calma,
    spazi liberi
    nella vita mia;
    tendere le braccia e volare via,
    sognare,
    come da bambino,
    dimenticare,
    tutte le balle
    e le scemate,
    non sapere,
    e non vedere;
    solo tempo per me,
    per me.
    Composta venerdì 9 novembre 2012
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: margherita1
      in Poesie (Poesie personali)

      Amicizia amor perfetto

      Cos'è un'amicizia sincera?
      È qualcosa di morbido
      dove appoggiare il cuore
      quando fatica nel suo battito.
      Sponda sulla quale approdare
      quando le gambe cedono
      sotto il percorso della vita.
      È l'ironia triste di una risata
      tra lacrime ed un soffiar di naso.
      È una cioccolata calda sul divano
      nel mese di Gennaio
      mentre suona una vecchia canzone.
      È la telefonata nel cuore della notte
      per saper che non sei solo,
      il cinema la sera chiacchierando
      in prima fila,
      è parlarsi senza dire una parola
      e quella sbagliata viene sempre perdonata.
      È un tesoro ritrovato tra macerie della vita,
      si conserva in cassaforte con codice segreto
      ci accompagna oltre il tempo e le ragioni
      ma non tradisce come fa l'amore.
      Composta venerdì 9 novembre 2012
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie personali)

        Senza Dio

        Calpesto la rugiada
        a levar di sole,
        e segue la luce
        il mio pensiero
        inquieto.
         Io l’ho sempre pensato,
        che ognuno di noi ha il suo Dio,
        che la sua immagine
        è in ogni cosa meravigliosa
        che vedono gli occhi,
        e chi è cieco
        è perduto nell’eterno buio,
        e in ogni battito di cuore
        c’è l’intero mondo
        senza
        Dio
        Composta venerdì 9 novembre 2012
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: seilion
          in Poesie (Poesie personali)

          Nicolò Paganini

          I natali, ebbe a Genova, città matrigna, il figlio non ha saputo onorare,
          in passo Gatta Mora, papà Antonio, il mandolino insegnò a suonare,
          la chitarra sapeva intonare, ma col violino, che i cuori, faceva vibrare.

          Parma, lo conobbe adolescente, importante per la sua maturazione,
          non ancora uomo fatto, Firenze, Milano, crescevano la sua affermazione,
          le capitali Europee, decretarono la giusta incoronazione.

          Quando in teatro si esibiva, gli spettatori, le melodie, seguivano incantati,
          col suo splendido "cannone", ha reso spettacolari, i suoi staccati,
          se voleva mandare in delirio, faceva vibrare le corde, coi pizzicati.

          Quante volte, suonando sul palco, quei suoni melodiosi, improvvisava,
          la gente entusiasta, di riascoltare quelle note, gli implorava,
          ma Paganini, mai replicava.

          Di salute cagionevole, nell'Italica Nizza, la sua vita volse alla fine,
          la Parma riconoscente, di quel grande violinista, le spoglie volle,
          a Genova rimase in dono, il "cannone" lo Stradivari sublime.
          Composta venerdì 7 settembre 2012
          Vota la poesia: Commenta