Poesie personali


Scritta da: Debora Guerriero
in Poesie (Poesie personali)

Sgretolata sarò

Ho sentito il silenzio urlare
"torna, torna".

Come spiegargli che ora non posso,
che la vita mi impone altri percorsi.
Come dirgli che ora devo restare
in mezzo al caos che non mi appartiene.

Datemi parole che non si possano sentire,
datemi lacrime che non sappiano di sale,
datemi carezze che sappiano placare
il vento rovente che mi trascina
verso la dimora della mia anima.

Non urlare così forte...
non far tremare le mie fondamenta
perché questa casa sta già crollando
e presto sabbia sarò, sì, per te
mio amato deserto.
Composta giovedì 2 agosto 2012
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    in Poesie (Poesie personali)

    Matrix

    Ho vissuto come un ricordo,
    in un ricordo ho perduto
    tanto
    che adesso è tardi
    per ripensare.
    La tristezza
    che riveste il cuore
    come un serpente perde pelle.
    Adesso
    rimane solo la nutrice,
    la parte più limpida di cuore
    perché esso
    è stato limato dal malumore.
    Adesso
    emerge la parte
    più sensibile alla vita,
    come quando
    perdi la crosta della ferita,
    ma non sanguini più,
    rimane solo una macchia
    è questa la linea
    limite da non valicare
    per non vedere le oscurità dell'accaduto.
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      Scritta da: Wine
      in Poesie (Poesie personali)

      Quel dì

      Concedimi ancora una volta
      il tuo calice
      colmo del tuo lussurioso
      profumo,
      e ancora
      per un solo infinito secondo
      annebbiami la vista
      e fammi viaggiare
      sul tuo corpo,
      peccaminosa dimora dei sensi.

      Te ne prego,
      un sol bacio
      per poter ripescar dai ricordi
      soppressi
      il tuo divino sapore,
      o un sussurro,
      un respiro
      per poter stampare ancora
      col fuoco
      il tuo viso sul mio.

      Concedimi il viaggio,
      è l'ultima volta
      ti giuro,
      ma rilascia
      di nuovo il tuo fiore
      perché io
      assetato
      possa saggiarne
      il profumo,
      dissetarmi con la
      sua calda
      rugiada raggiante.
      E tu,
      tu accetta il mio spirto,
      accogli il mio fuoco
      e poi
      vai.

      Vai, vai
      via, lontano cosicché
      sfuggan al tuo sguardo
      le vergognose
      ferite saline che mi rigano
      il viso,
      voltati solo per osservarmi le labbra,
      il mio ultimo sorriso.
      Composta lunedì 5 novembre 2012
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        Scritta da: Giulio Micheletti
        in Poesie (Poesie personali)

        Quanno non capivamo

        Me ricordo quanno da Roma er mare era lontano,
        da mamma mia se prenneva er filobus
        poi da termini a sotteranea,
        che dritta dritta al litorale te portava.
        La fila se faceva pe affittà na cabina,
        arredata cor tavolo, quattro sedie
        e puro lo specchio.
        Pe capì, ar mare ce se annava
        a passà tutta na giornata.
        A ritorno, era na pasqua su la metropolitana,
        con tutta a gente intorno,
        se sentiva n'odore de prima
        che sapeva de arghe e pelle arrossata.
        Tante vorte se trovava puro na signora gentle che t'offriva na pagnottella che ar mare er fjo nun s'era magnato.
        Mo che er mare sta più vicino
        c'annamo co li mezzi propri,
        partimo e subbito se incodamo
        sulla via dell'annata.
        A ritorno invece tutti zitti stamo fermi,
        per ore a n'incrocio intasato
        de vetture imbottite de persone
        che so ite ar sole a passà
        na gornata de piacere,
        ma non era mejo prima che,
        volenno, sur trenino te facevi na pomiciatina?
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          Scritta da: Giulio Micheletti
          in Poesie (Poesie personali)

          l'amore

          L'amore è per il poeta
          la forma più evidente
          per colpire la gente.
          Amo lui,
          amo lei,
          amo la mamma,
          amo mio fratello.
          Io non ho mai amato,
          si,
          non conosco l'amore,
          ma dov'è l'amore?
          Nelle strofe dei letterati,
          quello decantato come un sogno
          mai avverato.
          L'amore scritto dal sangue,
          non è vero, ma l'hai trovato,
          fin da quando sei nato.
          Non voglio accusare la mamma
          che dice al figlio
          "tesoro quanto ti amo",
          è un fatto convenuto e non cercato.
          L'amore senza interesse
          non si tesse.
          Anche Romeo con Giulietta
          d'amarsi hanno scelto
          perché il mondo circostante
          era così degenerato.
          Non conosco ancora un uomo che
          tragga ragione dal suo grande amore.
          Forse non sono sincero,
          un amore vero io l'ho visto, in un bambino,
          che offriva la sua gioia,
          il suo bel gelato
          con tutte le creme adornato.
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            in Poesie (Poesie personali)

            Deboli e presuntuosi

            Noi discutiamo,
            ognuno mette la forza che ha
            per ottenere le sue ragioni.
            Intanto
            cala il sole
            senza chiedere permesso
            a nessuno,
            e cade l'acqua,
            come scende
            la notte,
            o si compie un destino
            che butta tutto all'aria,
            sforzi, progetti e sogni.
            Eccoli,
            I veri forti di sempre
            che ridono
            della nostra forza,
            concessa a tempo determinato
            e molto limitata.
            Composta domenica 4 novembre 2012
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              in Poesie (Poesie personali)

              sempre in caciara

              E tanto per non farsi mancar niente
              anche per le ricorrenze,
              tutti insieme al cimitero
              trovano il modo
              per litigare fra di loro.
              Per gli avversari
              le fosse son comuni
              e quindi comuniste.
              Per gli avversari degli avversari
              i mazzi di fiori
              sono fasci di fiori
              ed i fasci son fascisti.
              Non è politico pensare
              che sono solo i luoghi
              dove ci sono i morti
              a riposare.
              I tanti che li guardano
              guardano le buche pronte,
              sguardi d'intesa,
              chissà che qualche buca
              prima di stasera
              non ospiti qualcuno
              non arrivato con un super volo,
              ma con un volo popolare
              chiamato volgarmente
              calcio in culo.
              Composta domenica 4 novembre 2012
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                in Poesie (Poesie personali)

                L'ultima non visione

                Dalla cima dello stare
                seduto sul mio trono,
                una giacca gettata a terra
                basta che allunghi gli occhi,
                ecco il mio regno,
                lo vedo fino al mare,
                e lì mi fermo,
                per rispetto.
                Dal fondo del mio vivere
                basta che allunghi il collo
                e chiuda gli occhi
                e tiri il fiato,
                e riemergo
                da quel mare oltre confine.
                Ma se non voglio far fatica
                ne con gli occhi
                ne col fiato ne col collo
                basta che allunghi la mano,
                e la bottiglia
                da buona segretaria
                mi risolve ogni problema,
                di confini
                di riemersioni
                di beghe da monarca.
                Composta domenica 4 novembre 2012
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