Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Carlo Peparello

Ribellione e libertà

Se ti chiamano diverso perché non hai interrogativi sull'universo
Se ti chiamano anormale perché ti senti un po' animale
E ti dicono come vestire perché non ti piace apparire
Se la misura è colma e il dado è tratto
Perché col destino non hai stretto alcun patto
Evita scaramanzie, non barattare mercanzie
Non cedere il passo e lancia il sasso
Non nascondere la mano, non nasconderti il viso
Se compiangi gli sposi e non gli tiri il riso
Se per te la libertà non è questione puritana
E sei degno di chiamarti gran figlio di puttana
Lascia che la sponda trattenga le scorie e non l'energia
Lasciati trasportare verso l'unica via
È una traccia sulla sabbia lasciata da qualcuno
Fatti furbo e non aspettare nessuno.
Carlo Peparello
Composta lunedì 3 gennaio 2011
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Carlo Peparello

    Storie

    Storie di confine
    dimenticate, scomode
    Racconti di tormenti in bianco e nero
    di tradimenti e brividi illusori
    Di gente che ora non ha più un viso
    Storie di incroci pericolosi
    di tragedie annunciate
    di sorprese e di strade senza uscita
    Storie senza inizio nate dalla fine
    scritte da nessuno e vissute da sconosciuti
    Flash back e deja vu senza un perché
    Passi senza semina, echi senza valli
    Storie di pensieri morti nel sonno
    di soddisfazioni effimere, di ombre e luci
    Storie di chi vive o ha già vissuto
    Protagonisti senza nome in calce
    di comparse che hanno uno scopo
    di perché senza interesse
    Storie al limite e storie statiche
    Vite da raccontare o da dimenticare
    Ci siamo dentro, tutti.
    Carlo Peparello
    Composta domenica 12 dicembre 2010
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Carlo Peparello

      Contaminazioni

      È un germe che fa appassire
      Cerca l'annullamento ma devi partire
      Spogliarti di foglie morte
      Di falsi ideali e speranze contorte
      Evitare frasi fatte da bocche cucite
      Salutare fresche figure sbiadite
      Non ci si eclissa dalle illusioni
      Non si evitano ninfe e pigmalioni
      Si assorbono scorie e lamenti
      si vomitano ombre ai quattro venti
      Non barcollare davanti al vuoto
      attraversa l'oceano nero a nuoto
      È un pozzo sconfinato pieno di gente
      Vittime del passato e non hanno più niente
      Non appartenere ad insuccessi di altri
      Creati la fortuna e buttala pure nel cesso
      Finché sporcherai le tue di mani
      Potrai sempre sperare in un labirintico domani.
      Carlo Peparello
      Composta martedì 30 novembre 2010
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Carlo Peparello
        Smetto di appartenere al mondo
        come fosse un vizio corrosivo
        È una questione di certezze mancate
        Mai biasimare chi sfida le fiamme
        Potrai sempre ricordarmi per come non sono
        Un'ombra inquieta che chiede scusa a se stesso
        Non capiterà più che venda la vita al mercato nero
        Preferisco discernere i traguardi dalle soddisfazioni
        Incontrare lo sconosciuto della strada deserta
        Fissarmi sul solitario zampillo di una fontana in disuso
        Dimenticato mausoleo dell'infanzia coperta di fogliame
        Non è tristezza che richiama l'ennesimo autunno
        ma l'eco di uno spirito che ho addormentato senza canzone
        Seguitemi voi che battete le mani a chi parla leggendo
        Non sono verità quelle scritte da altri
        ma solo prospettive abbandonate.
        Carlo Peparello
        Composta domenica 28 novembre 2010
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Carlo Peparello

          Dio non ti guarda

          Non sputerò mai alla felicità
          Conosco troppo bene il sapore della sconfitta
          Ogni volta metto gli insuccessi in soffitta
          E guardo al domani con crescente attività
          Ma devi fare i conti con mille insidie
          Cuori deboli, dubbi e invidie
          Se sapessero quanto poco ci vuole per trovare l'aurora
          E quanta fatica costi guadagnarsela ancora
          Ti chiedi perché la gente sia cieca e impotente
          Davanti un sentimento così inaspettato e potente
          Forse non ne conoscono la forza ne l'energia
          E guardandosi indietro la lasciano scappare via
          Ma tu scrollati dalle spalle ogni dubbio e rancore
          Non sei tu ad aver perso l'amore
          Ne conserverai per chi saprà ascoltare
          In un gesto, un momento, la freschezza e la forza del mare.
          Carlo Peparello
          Composta lunedì 22 novembre 2010
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di