Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
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Scritta da: Carlo Peparello

Vorrei

Vorrei essere un corpo di luce
una reazione di energia che conduce
Un astrazione della visione
un punto di comunione
Una particella di infinito
Il punto lontano che indica il dito
Una meteora che brucia silente
L'ultimo pensiero che muore nella mente
Un concentrato di idee innovative
il rimedio alle azioni tardive
Il nemico numero uno del rimpianto
Il fazzoletto che asciuga ogni pianto
Vorrei essere essenza e illusione.
Carlo Peparello
Composta venerdì 1 novembre 2013
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    Scritta da: Carlo Peparello

    Spirit

    Siamo riflessi paralleli
    Onde anomale confuse
    Bruma che nasconde il velluto
    Orme sbiadite, sussurri nell'eco
    Comunione tra bene e male
    Istinto primordiale
    Fuori del tempo ci bagniamo i piedi
    Nel nulla troviamo la scintilla
    Cerchiamo domande e non risposte
    e non ci accontentiamo
    Regaliamo colori ai sogni
    e porte chiuse all'ovvio.
    Carlo Peparello
    Composta sabato 21 settembre 2013
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      Scritta da: Carlo Peparello

      Barcelona

      Barcellona si fa i cazzi suoi
      Scansa le critiche e vive
      Ordinata in un caos familiare
      Ti offre da bere e un mare infinito
      Il suo vociare è linfa per chi non dorme
      nessun disturbo, dammi la mano
      Quanto camminammo a Paseo Colon
      riposo e refrigerio all'ombra della palma
      Barcellona non rimane nel cuore
      se ne impadronisce
      e ti chiedi chi fosse Gaudì
      per modellare ad arte fantasie proibite
      Stasera pesce o un churros, fa niente
      Ma datemi las rambla e la Luna catalana
      o una chitarra che accompagni i miei sogni.
      Carlo Peparello
      Composta martedì 17 settembre 2013
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        Scritta da: Carlo Peparello

        Quello che voglio

        Per me non esistono vizi o passioni, ma pure necessità
        Per me è necessario inventare quanto respirare
        Ho bisogno di immaginare quanto di dormire
        Di amare l'astratto come se avesse un volto familiare
        Di alimentare l'infinito come fosse l'assoluto
        Ho bisogno del disordine del caos
        Della sconfitta come maestra
        Dell'esaltazione e dei miraggi
        Di una frase che ne racconti mille
        Di bere una birra con chi non conosco
        Di mescolarmi a luoghi e odori lontani
        Ho bisogno che la mia anima non muoia mai
        e che la mente come logica non prenda mai il sopravvento.
        Carlo Peparello
        Composta lunedì 2 settembre 2013
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