Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Carlo Peparello

Dio non ti guarda

Non sputerò mai alla felicità
Conosco troppo bene il sapore della sconfitta
Ogni volta metto gli insuccessi in soffitta
E guardo al domani con crescente attività
Ma devi fare i conti con mille insidie
Cuori deboli, dubbi e invidie
Se sapessero quanto poco ci vuole per trovare l'aurora
E quanta fatica costi guadagnarsela ancora
Ti chiedi perché la gente sia cieca e impotente
Davanti un sentimento così inaspettato e potente
Forse non ne conoscono la forza ne l'energia
E guardandosi indietro la lasciano scappare via
Ma tu scrollati dalle spalle ogni dubbio e rancore
Non sei tu ad aver perso l'amore
Ne conserverai per chi saprà ascoltare
In un gesto, un momento, la freschezza e la forza del mare.
Carlo Peparello
Composta lunedì 22 novembre 2010
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Carlo Peparello

    Revolutiòn

    Era un anno lontano senza più protagonisti
    Mi ricordo di donne ansimanti e fancazzisti
    C'era chi non poteva più sperare in niente
    Chi per non soffrire spegneva la mente
    Era l'anno della rinuncia e della resa
    Non c'erano lacrime per piangere né soldi per fare la spesa
    Le tinte erano opache e sbiadite, senza contorno
    Costava al cuore pompare fiducia e guardarsi attorno
    C'era chi osava avanzare urla e pugni al vento
    chi con le giacche strappate era vigile e attento
    Bastava una scintilla e le pecore avrebbero lasciato il posto
    a giovani leoni dal viso scolpito che stringevano un testo
    Parole di riscatto vergate da mani morenti
    Scardinavano coscienze e aprivano menti
    Ne fui protagonista di quel nuovo vigore
    di come mandammo a fanculo la legge e il rigore.
    Carlo Peparello
    Composta sabato 20 novembre 2010
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Carlo Peparello

      Chi non deve vergognarsi di nulla

      Se chi ti conosce non ti riconosce più
      TI SEI PLASMATO
      Se hai imparato a chiedere scusa
      TI SEI MIGLIORATO
      Se hai compiuto passi che prima rimandavi
      TI SEI EVOLUTO
      Se ti sei prestato ad azioni che prima fuggivi
      TI SEI VOTATO
      Se hai fatto tue le difficoltà altrui
      TI SEI APERTO
      Se hai fatto tutto questo per una persona sola
      TI SEI INNAMORATO
      Se questa persona non ha apprezzato
      TI SEI BRUCIATO
      Se non hai rubato ma dato
      SEI CRESCIUTO E GUARDERAI AVANTI.
      Carlo Peparello
      Composta sabato 13 novembre 2010
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Carlo Peparello

        Ripensandoci

        Quanti pensieri coglierai domani
        Ti getterai nel mare di occhi e di mani
        Folle di anime che ti vengono incontro
        cercando un sussurro, un sorriso o uno scontro
        Non saprai mai chi ti sei lasciato sfuggire
        Qualcuno che voleva parlare, esultare o morire
        Nessuno ricorderà il tuo passaggio
        La tua presenza non sarà né un evento né un oltraggio
        Sarai un'ombra agli occhi del distratto
        Un interrogativo per un matto
        Fonte di interesse per il sesso opposto
        Fonte di invidia per l'uomo più mesto
        Si chiederanno perché alzi il mento
        Del perché del tuo sorriso e passo lento
        Si domanderanno se sei ricco o pezzente
        scrolleranno le spalle senza leggerti la mente
        Non saprai mai chi dovevi incontrare
        con chi osare e poi parlare
        Troppi dubbi inconsistenti che pagano poco
        La vita è un'opportunità da cogliere al volo.
        Carlo Peparello
        Composta giovedì 4 novembre 2010
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Carlo Peparello

          Scorcio di ferro

          Ricordo quell'ombra sotto il ponte
          odore di ferro, di acqua vecchia
          di lacrime asciugate
          Quello scorcio appassito
          all'epoca ci camminavo sotto e sopra
          a volte di fretta
          spinto da ragioni puerili e da scarni motivi
          altre volte contemplando i miei passi
          su quella stessa strada
          che tanti hanno percorso
          ballerine dai piedi gonfi
          sbevazzoni senza casa ne anima
          gangster pronti all'atto estremo
          Era un pezzo di mondo senz'arte eppure...
          Anche lì si respirava una poesia senza firma
          Era un luogo ora immortalato come retrò
          Non tornerà più
          Mai i miei occhi vedranno più la verità
          Il ponte c'è ancora. Il ponte c'è ancora...
          Carlo Peparello
          Composta domenica 10 ottobre 2010
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di