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Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione, in Proverbi e in Diario.

Scritta da: Carlo Peparello

Cose che scompaiono

La vita da sempre immenso regalo non voluto
Ti toglie cose alle quali eri assuefatto
senza avvertire, come avaro creditore
Ti chiedi spesso il perché di molti ingiusti epiloghi
e hai paura ad ingoiare la logica risposta
Il saggio o il navigato sanno come godersi il momento
il gesto, il volto, la voce.
Come un punto di riferimento,
uno spicchio di quotidiana sicurezza
Quando tutto poi ti viene preso, reciso, cancellato
La domanda è sempre la stessa...
Ho vissuto davvero quello che domani non avrò più?
Ho abbracciato forte quelle spalle fragili?
Ho detto "ti voglio bene" quante volte? Abbastanza?
Quante volte la pigrizia o l'assenteismo mentale...
... ha vinto sul dovere e sugli umani sentimenti?
I rimpianti seguono sempre il destino infame.
Carlo Peparello
Composta mercoledì 14 aprile 2010
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    Scritta da: Carlo Peparello

    Rivoluzione

    Mi sento rilegato tra pagine di vita vissuta da altri
    Voglio bruciare e portare con me storie tutte uguali
    Brillare come una mina dimenticata
    e meravigliarmi del potenziale distruttivo

    Vivo per dare un senso a me stesso ma non solo
    Non c'è significato alcuno se l'illuminazione
    tocca solo chi fa nascere la scintilla
    c'è male e ipocrisia e non è giusto
    che l'anonimo pensatore l'accetti inerme

    Non è giusto che la giustizia non abbia ambasciatore
    è un tempo che racchiude tempi sprecati
    Un filo comune che ci lega come salami inermi
    Basta! Un piede avanzi e dia il tempo
    sicuro che i leoni sono solo addormentati

    Chi ha sbagliato con cupidigia
    si rimetta all'esasperato aggressore

    Le parole sproneranno e l'azione segni la giusta fine.
    Carlo Peparello
    Composta mercoledì 17 febbraio 2010
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      Scritta da: Carlo Peparello

      Quello che non è

      Le speranze che non hanno avuto vita
      sono le parole che mi sono morte dentro
      Il ritmo convulso di chi cammina a vuoto
      Istinto di mera conservazione
      Aiutare chi sta peggio per sentirsi meglio
      Non per convivere col sipario calato
      Non per illuminare un tramonto mai nato
      Suggellare l'incostanza del fanciullo mai domo
      Raccogliere quel seme nutrito dal vento
      appassire senza la poesia dell'autunno
      Non imbrigliare ideali ruggenti senza gambe
      Stringo i denti come se dovessi strapparmi l'anima
      suturando le ferite con grumi di stelle
      è un modo come un altro per far parte del nulla
      Un abbraccio invisibile di ciò che ero e che non sarò più.
      Carlo Peparello
      Composta domenica 31 gennaio 2010
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        Scritta da: Carlo Peparello

        Ultima fermata

        Rimarrò immobile ad aspettare un treno che non passa più da anni,
        da quando i colori hanno invaso i ricordi di carta.
        Guarderò i binari incastonati nel grigio livellato,
        chiedendomi cosa hanno visto.
        Mi guarderò bene dal voltarmi per scrutare addii morti nel ricordo,
        domandandomi quanta gente è partita sapendo di non tornare
        o di non trovare nessuno ad attenderli.
        Seguirò i sussurri del vento sperando che strappino le mie radici da questo tripudio di stanca ossessione. Non mi muoverò di un passo senza la speranza di un rifugio, dove mettere a letto il mio domani.
        Carlo Peparello
        Composta lunedì 1 febbraio 2010
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          Scritta da: Carlo Peparello

          Lisboa

          Lisbona attendeva che i tuoi occhi si aprissero
          Le Docas salutavano l'albeggio grondanti caos
          Anche l'ultimo vicolo del bairro era abbandonato
          Scendesti gli ultimi scalini inamidati di rugiada
          i ciottoli levigati da passi dimenticati
          quale dedalo avrebbe accolto il tuo cammino
          Facce straniere d'enigmatica indifferenza
          Lisbona come un silente calderone
          atavico abbraccio di circostanza
          Ondeggiava il veliero rimesso a nuovo
          e il tram sbilenco seguiva il verme d'asfalto
          Qualcuno stava già impregnando l'aria di aglio
          e tu ti sistemavi alla buona la sacca sulle spalle
          presto per una birra e tardi per un sospiro
          Il giorno a Lisbona non aspettava rimpianti.
          Carlo Peparello
          Composta mercoledì 20 gennaio 2010
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            Scritta da: Carlo Peparello

            Reprimordi

            Frenare non serve
            la strada scricchiola
            Mi sto perdendo nell'inerzia
            La polvere non da fastidio e non bestemmierò
            Non darò la colpa al freddo
            l'indifferenza generale mi stimola
            Anche tu non guardarmi
            Ti ricordi qualcosa di me
            Sono un frangiflutti di peccati veniali
            di corroboranti ferite aperte
            Sono i vostri errori rilegati sulla mia schiena
            Imparate a camminare e poi a dare calci
            Vi capirò e sosterrò il vostro sforzo
            manica scucita di anime stronze
            Soffiatemi via assieme alle foglie morte
            Non chiedo di meglio che sfumare alla vista.
            Carlo Peparello
            Composta martedì 19 gennaio 2010
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              Scritta da: Carlo Peparello

              Spettatore

              Nessun vicolo cieco per il bieco osservatore
              Sa dove scavare tra anime marcescenti
              Nascosto nel buio oltre il disco del lampione
              Ammicca come un gatto randagio
              Se quel vicolo potesse ingoiare ombre e bidoni
              Teatro inerte di accoppiamenti fugaci
              Che strenua lotta tra pedone e scacchiera
              Al diavolo le regole, sono vivo fino a domani
              All'alba non mi troverai tra i dimenticati
              Starò compiendo nuovi passi all'ombra del ponte
              Solo da far schifo ma con due dita di Gin
              e note che si perdono in un timido eco
              accompagnandomi senza mancia assicurata
              Svegliatevi presto io non vi aspetto
              Sono una distorsione e non v'appartengo.
              Carlo Peparello
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                Scritta da: Carlo Peparello

                Haiti

                Perché spazzi via ciò che esiste appena?
                Quale occhio annebbiato ti guida?
                Tutta questa furia per ricominciare il niente
                l'energia catalizzata tra fantasmi e pena
                Sei come una casalinga che spolvera il lucido
                trascurando le ragnatele stantie, visibili
                Non raccoglierai nemmeno cenere
                Anche quella era stata impegnata già
                Effimera chimica che ti genera
                Lascia in pace chi non vuol essere visto
                Tramonta per sempre
                Solca terre spaccate dall'odio
                Irrigate dal sangue e dalla cupidigia
                Infliggi pure la tua punizione al reo
                Consenti al sottomesso un alito di pace
                Ora e per sempre.
                Carlo Peparello
                Composta venerdì 15 gennaio 2010
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                  Scritta da: Carlo Peparello

                  Souvenir

                  Non basta il ricordo per conservare una esperienza
                  serve una foto, l'oggetto da mettere sulla credenza
                  Immortalare quell'istante in quel posto lontano
                  dove senza vergogna cercavi la sua mano
                  fermare per sempre una folla sconosciuta
                  un tramonto straniero o una sana bevuta
                  Un abbraccio con l'amico mai più rivisto
                  lontano ormai anni per colpa o imprevisto
                  Sfogliare quell'album dimenticato
                  pagina dopo pagina la storia dell'amore passato
                  Sono tanti souvenir di grigi pensieri, scintille di memoria
                  Opachi riflessi di cose che ormai sono storia...
                  Carlo Peparello
                  Composta lunedì 11 gennaio 2010
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                    Scritta da: Carlo Peparello

                    Inganni

                    Se cerchi la fortuna lascia stare gli amuleti
                    Se cerchi la verità lascia stare i preti
                    Diffida di ancor man e pontefici
                    di opinionisti e politici
                    Lascia stare esempi da copertina
                    Non invidiare il vip e la ballerina
                    Diffida del circo e della corrida
                    Di chi urla coraggio e fugge la sfida
                    Strappati di dosso il clamore
                    Ritrova colore e calore
                    Non vergognarti di sorridere
                    Non aver paura di percorrere
                    Non disdegnare la novità
                    Non finire in parità
                    Nessuno ti aspetta
                    Non avere fretta.
                    Carlo Peparello
                    Composta martedì 1 dicembre 2009
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