Mattina presto

È andata come è andata,
che ci dobbiamo dire.
Quando siamo partiti
era un altro sperare.
Adesso che è finita
possiamo solamente
ammettere l'errore,
mettere nei nostri sacchi
le cose alla rinfusa,
uscire,
dirsi ciao
sapendo che è un addio
e prendere due strade
che vadano all'opposto.
Alexandre Cuissardes
Composta sabato 27 luglio 2013
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    L'ora dell'aperitivo velenoso

    È per sentito dire
    che so della tua vita,
    certo ne parlano
    per farmi stare male.
    Sai come sono gli amici,
    spesso tutto fuorché amici.
    Sembra che prendano la mira
    quando mi vedono apparire,
    sembra che armino le lingue
    per poi sparare.
    Sparare parole che feriscono ogni volta
    ma feriscono soltanto.
    Non si può far morire
    chi ci fa un po' divertire.
    E c'è chi gioca
    a fare finta di non sapere
    e ripete di nuovo
    il - come va -
    della volta prima.
    C'è poi chi se la gode
    del mio gran soffrire
    e ride soddisfatto
    guardando in viso il suo bicchiere.
    Qualcuno parla meno
    come se non gli importasse
    ma aspetta solamente
    "la prossima occasione"
    l'occasione giusta
    per il colpo di frusta.
    Contribuiscono tutti quanti,
    ognuno a modo suo,
    al mio soffrire.
    Ma solo quando mi volto
    si fanno i complimenti.
    Davanti alla mia faccia
    sono pieni di premure.
    Non perdono occasione
    per farmi ricordare
    che ancora esisti
    e che stai bene,
    che io non ho perso niente.
    A parte "tutto"
    penso io.
    Ma era un tutto così nascosto
    e solo da parte mia
    che neppure so dov'era
    se c'era,
    adesso dove sia.
    Ed anche per stasera
    ho già pagato il prezzo per la compagnia.
    Volto le spalle a tutti
    ed esco a capo basso,
    ed ai richiami per restare
    scuoto la testa
    come i cani dai lunotti delle auto
    e faccio no-no con l'indice su dritto.
    E non mi volto non per non lo fare
    ma solamente per non far vedere
    che anche stasera hanno mirato giusto,
    parlato agli occhi per farli lacrimare.
    E penso dentro me:
    - schifosi amici buona notte,
    adesso fate un giro di bicchieri
    alla salute della battuta più cattiva.
    E datevi appuntamento per domani,
    tanto è sicuro che ritornerò
    a farvi divertire,
    a farmi schifo,
    a stare
    come solo si sente
    chi come me
    non ha la forza per cambiare,
    ed in quel tutto che ha perduto
    ha al primo posto la dignità
    e poi l'onore.
    Alexandre Cuissardes
    Composta sabato 20 luglio 2013
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      Un saluto di canapa

      Io
      questa morte,
      l'ennesima morte che non vale niente
      la voglio dedicare a un po' di gente.
      Vi faccio un regalo che per voi
      vale di certo poco
      ma che a me costa molto caro.
      Un regalo che vi meritate,
      un regalo d'estate.
      Vi regalo un uomo appeso,
      un corpo sospeso.
      Sospeso a un albero,
      a una trave.
      Pezzi di legno
      diventati all'improvviso boia loro malgrado,
      costretti ad ascoltare le ultime bestemmie
      nomi cognomi e fatti,
      accuse,
      e quel
      -facciamo presto per favore-
      che però non possono esaudire,
      perché non sanno cosa fare
      non sono nati per impiccare.
      Restano fermi,
      lì,
      mentre invece la corda non sente per mestiere
      cultura e antiche parentele
      o forse non ha cuore
      e stringe,
      senza provare alcun dolore.
      Ed ecco fatto,
      il giorno dopo
      un morto in più sulla coscienza,
      non per un gesto disperato
      ma per un uomo assassinato.
      Io questa morte ve la voglio dedicare
      con una dedica originale,
      mandandovi a cacare,
      voi con i vostri studi e le carriere,
      voi che tornate casa tutte le sere,
      con la coscienza sporca
      ed il domani assicurato.
      Voi che guardate in viso i vostri figli
      che hanno di fronte un padre disgraziato.
      Voi che strisciate sempre
      con quel permesso in testa di poter far tutto,
      separati dagli altri da un abisso e un muro.
      A voi riservo
      come finale,
      il mio affezionato caldo ed eterno vaffanculo.
      Alexandre Cuissardes
      Composta sabato 20 luglio 2013
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        Addio

        Ti conterò le rughe,
        quelle in faccia
        e quelle sul corpo,
        per ricordare gli anni che hai.
        Ne avevo perso il conto,
        degli anni e delle rughe,
        era da tanto che non ti guardavo.
        Ti conterò le righe,
        quelle lasciate
        dagli elastici che stringono forte
        per tenere insieme abiti troppo stretti
        e pelle troppo vizza.
        Ti conterò gli anelli
        tutti da poco prezzo
        per ricordare i tuoi tanti fidanzati per una sera.
        E gli abiti negli armadi,
        destinati ad ogni loro uscita
        a scivolare a terra per un po'
        sul pavimento di una camera d'albergo,
        sempre dopo una cena ed un presente.
        Osserverò i tuoi graffi,
        uno per ogni uomo che hai portato a letto.
        E mi domanderò il perché
        siano stati così tanti
        i graffi,
        gli amanti.
        E mi domanderò il perché
        uno che fosse uno non fosse velenoso
        non ti abbia ucciso.
        E te lo griderò sul viso
        quante rughe ti ho contato
        per ricordarlo a te gli anni che hai,
        che hai avuto.
        E ti rinfaccerò gli anelli
        e le collane,
        il prezzo da pagare per averti.
        Ma è inutile che chieda
        che urli,
        dovevo solo un po' sfogarmi.
        Adesso sei distesa
        ed è certificato
        che ormai ti sei giocata
        quell'ultimo respiro.
        Sei lì
        ormai incapace di far male,
        di dare spiegazioni.
        Del resto cosa importa,
        anche se a caro prezzo
        ti sono sopravvissuto
        con gli abiti
        gli anelli e tutto il resto.
        Alexandre Cuissardes
        Composta sabato 20 luglio 2013
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          pace imposta

          È successo.
          In un momento
          da troppi a uno,
          col consenso di nessuno.
          È finita la baruffa,
          quel continuo battagliare,
          quell'imporsi con l'inganno
          e con la truffa.
          C'è chi ha messo tutti a posto,
          quelli in alto e quelli in basso,
          quelli a destra e quelli a manca.
          Ci han pensato in quattro o cinque
          con al seguito i cannoni
          carri armati
          e soldati a battaglioni.
          Da domani si comincia.
          Tutti in fila di mattina,
          e la sera a letto presto.
          Toni bassi nella voce,
          il dovere di ubbidire.
          A qualcuno mancheranno
          quelle risse da cortile,
          qualcun'altro ci dirà
          - era l'ora finalmente-
          Ed ognuna delle parti
          canterà la sua vittoria
          o cantando una faccetta
          o inneggiando a una bandiera,
          mani aperte
          o chiuse a pugno.
          Ma non sanno che fra un po'
          si saprà la verità,
          che hanno perso tutti quanti.
          A seconda del colore
          potran scegliere se stare
          dalla parte di chi prende schiaffi in faccia
          a mano aperta
          o cazzotti
          a pugno chiuso.
          Ed a tutti per giustizia
          anche molti calci in culo.
          Alexandre Cuissardes
          Composta giovedì 18 luglio 2013
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