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L'occhio sul tavolo, l'orecchio alla finestra

Un tavolino nobilitato a scrittoio,
uno spazio minimo
dove ho raccolto le mie "cose per adesso",
tre penne stilografiche,
una sveglia,
due libri,
tanti fogli bianchi,
un paio di occhiali rotti,
due candele.
Danno vita a questo mio ultimo pezzo di mondo rimasto.
Giù in basso scorre una giornata banale,
una voce che urla racconta ancora una volta di una "vacanza indimenticabile",
i dettagli sul cibo "come a casa",
sul vino "buono e forte",
sul tempo "volato.
I clacson che suonano
sembra lo facciano per dirgli di tacere,
non per" incazzatura da traffico"
oppongo ai troppi rumori
un inutile fragile muro,
ed il gracchiare del pennino sul foglio.
Alexandre Cuissardes
Composta sabato 20 ottobre 2012
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    Le brutte statuine

    Si va verso l'inverno,
    diciamo così per illuderci di poterci muovere, di essere in grado di comandare i nostri corpi, in realtà è lui,
    l'inverno,
    che viene verso di noi,
    che ci soffia addosso,
    ci lascia il suo segno
    e continua la corsa.
    Restiamo qui,
    in attesa che anche la primavera faccia il suo lavoro,
    come l'estate,
    l'autunno,
    poi di nuovo l'inverno.
    Alexandre Cuissardes
    Composta sabato 20 ottobre 2012
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      il commiato,il pignoramento

      Sono qui,
      fra le mie cose di sempre,
      fra ciò che ho usato ogni giorno,
      fra le cose lasciate ferme da una parte,
      fra quello che mi è stato utile o inutile,.
      Le tocco,
      ci parlo,
      spiego loro
      che sono io che preferisco lasciarle,
      piuttosto che vederle andar via.
      Alexandre Cuissardes
      Composta sabato 20 ottobre 2012
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        il compagno di sempre

        Un tempo stavo davanti agli amici
        con un bicchiere di vino in mano,
        poi
        mi sono trovato davanti ad estranei,
        diviso da loro da un bicchiere di vino,
        adesso sono solo,
        con un bicchiere vuoto,
        non ho davanti nessuno,
        ma sto dietro
        a chi mi mette un po' di vino nel bicchiere.
        Alexandre Cuissardes
        Composta sabato 20 ottobre 2012
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          Viaggio organizzato

          C'è chi parte per le vacanze alternative,
          un kit di sopravvivenza
          tanta voglia d'avventura
          l'auto lasciata nel posto stabilito
          ed un po' di vita in solitudine.
          C'è chi parte col kit di morte certa,
          fogli per scrivere le cose del momento,
          corda,
          bottiglia e sigarette,
          L'auto lasciata con un "vaffa" secco,
          e tanta rabbia in corpo.
          Alexandre Cuissardes
          Composta domenica 14 ottobre 2012
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            Le riflessioni di un oggetto stanco

            Ti segue il trolley,
            col suo brontolare da ruote storte,
            ti segue nelle fughe,
            negli improvvisi arrivi,
            ti annuncia a chi ti aspetta
            ed a chi non ti aspettava.
            Poi resta lì in attesa,
            mentre frequenti i letti,
            tuo campo di lavoro,
            sa che sarà per una notte,
            fino al mattino tardi.
            Conosce la tua vita
            più di ogni altro,
            porta la biancheria
            che ti consegna buona ad eccitare
            e la riporta indietro
            sporca da lavare.
            A volte non sopporta il puzzo del mattino,
            da quello riconosce gli uomini della notte.
            Mentre parli da sola
            ti ascolta,
            a volte si commuove
            se gli piangi addosso
            un po' del tuo star male,
            ma ti sopporta solo perché fa il suo mestiere,
            non perché ti vuole bene.
            Solo per questo
            tiene ancora insieme quelle ruote storte,
            anche se il grande sogno
            è farsi gettar via
            e finalmente stare
            insieme ad altri ferri
            ad aspettar la pressa
            in una "discarica di riposo"
            Alexandre Cuissardes
            Composta domenica 14 ottobre 2012
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              Senza sonno, occhi aperti

              Vedo le foglie muoversi,
              illuminate dai riflessi,
              di là dal vetro.
              Pezzo d'inverno che cade stanotte,
              colori da novembre
              temperatura di settembre,
              acqua che non guarda i mesi.
              Pezzo d'inverno che si affaccia,
              rumori per adesso leggeri,
              anticipo dell'anno che verrà,
              per chi ci sarà
              per chi ne avrà voglia.
              Alexandre Cuissardes
              Composta domenica 14 ottobre 2012
              Vota la poesia: Commenta