Un giorno in cui la testa non era in sciopero

Mi è mancato di vedere
me partire
me viaggiare
me tornare.
Mi è mancato
di vedere quei luoghi
che sembrano fatti apposta per farti pensare
che sei sempre vissuto nel posto sbagliato,
ma sei in tempo a cambiare.
Mi è mancato
di conoscere quelle persone che ti fanno capire che hai sempre frequentato gente sbagliata,
ma sei in tempo a cambiare.
Mi è mancato di salire su
dalla mia cantina.
Il peggio invece non mi è mai mancato.
Alexandre Cuissardes
Composta lunedì 2 settembre 2013
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    Cammina cammina, striscia striscia, giaci giaci

    Questa è la casa delle cento pareti,
    delle feste vissute
    con le donne che uscivano dalle torte,
    e ballavano sui tavoli,
    e noi tutti intorno.
    Qui
    è dove ti ho vista ballare,
    sbucata da una torta
    portata lì per festeggiare qualcuno
    o qualcosa.
    E ridevi
    e sorridevi,
    hai ballato fino al mattino.
    Unico rimasto
    ti ho vista stanca,
    lasciarti andare su un divano,
    il viso col trucco squagliato,
    gli occhi cerchiati,
    la poca voce rimasta
    usata solo per lamentarti del mal di piedi
    del mal di tutto.
    Da donna a un'altra donna.
    E già ti immaginavo
    non dentro ad una torta
    ma dentro una cucina,
    donna di casa
    dal festoso passato
    (per gli altri).
    Questa è la casa dei tanti corridoi
    dove ti portavo per mano,
    via da quel tuo mondo.
    Ed è la casa dei cento specchi
    dove ho visto te e me
    metterci in posa
    come davanti a cento fotografi,
    per un matrimonio
    un viaggio di nozze,
    i battesimi,
    le tante ricorrenze.
    No,
    in questi corridoi
    ci sono gli specchi
    dove ho visto i miei volti
    dei giorni di rabbia
    o mi sono visto appena
    dopo le notti in bianco
    con la ragazza della notte prima,
    quella dell'unica notte.
    Questa è la casa dove cammino al buio,
    perché gli specchi non mi possano vedere
    e giudicare.
    Questa è la casa delle cento porte,
    tutte chiuse
    con me dentro
    senza poter uscire.
    Questa è la casa dei giorni peggiori
    di tutti i giorni.
    Alexandre Cuissardes
    Composta lunedì 2 settembre 2013
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      Ignoro me stesso

      C'è qualche cosa che so di me
      ma non voglio sapere cos'è,
      e non voglio che si sappia in giro
      che io so
      anche se dico sempre di non sapere.
      C'è qualcosa che vorrei sapere
      ma che ho paura di scoprire.
      Mi capita di mettere in tasca le orecchie
      quando parlo,
      per non sentirmi dire ciò che dico,
      ma la mente lo sa ciò che dico,
      e lei non mi sta in tasca.
      Ma tutto questo è sempre troppo poco
      o troppo,
      porta solo confusione.
      Alexandre Cuissardes
      Composta lunedì 2 settembre 2013
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        il giorno di mercato

        Triangolini di carta
        schizzati di un umano marrone,
        aspettano bocche da pulire,
        o sporcare.
        E tu
        che mi tieni per un braccio,
        che descrivi le tue strade
        come se volessi trattenermi,
        frenare la mia fretta.
        Io che voglio scappare,
        tornare a nascondermi,
        rinchiudermi
        col mio male perfetto.
        Ho la testa già là
        più avanti del corpo,
        ha già salito le scale,
        si è già messa in un angolo buio,
        aspetta che arrivi il mio corpo
        col tuo braccio attaccato.
        Alexandre Cuissardes
        Composta sabato 31 agosto 2013
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