Sulla scena del...

Sono tutti lì
sul luogo dell'accaduto.
Uomini in divisa
tengono un po' a distanza la folla dei curiosi.
I cellulari in aria
sono al servizio dei cretini.
Girano intorno al corpo
con fare professionale
i poliziotti e il magistrato,
i vigili del fuoco.
Aspetta il furgone nero
solo un po' più distante.
È quello dei senza fretta,
quello dei morti male.
Quelli che vanno tutti sul tavolo di marmo
stesi ben fermi
per l'ultimo controllo,
giusto per confermare:
-il morto è morto,
è morto per davvero-.
Lo stato è lì presente
e potrà senza dubbio dire:
-c'ero,
c'era un mio funzionario. -
Ma tutti sanno che
è lì solo a certificare.
È certo che non c'era
al momento di impedire
che maturasse il gesto
la voglia di morire.
Come se gli fregasse qualche cosa
a chi è partito così male
ed a chi resta
di come è morto ed a che ora,
di chi sta lì a certificare.
Quello che a tutti importa
è quel "perché",
per maledire non qualcuno a caso
ma chi c'è da maledire.
E come sempre accade
in questo strano mondo
tutto viene archiviato
con un referto ed un verbale,
lavoro da sbrogliare.
Finisce in burocrazia
l'ennesimo suicidio
magari liquidato
come gesto insano,
un gesto sciagurato.
Ma noi sappiamo
che il gesto è provocato.
Alexandre Cuissardes
Composta venerdì 2 agosto 2013
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    la minaccia del perdente

    Tu che sei ricco sulla mia povertà.
    Abbi paura
    non delle mie proteste,
    ma delle strade buie,
    non delle maledizioni,
    ma dei rumori alle tue spalle.
    Abbi paura per chi ti è caro,
    perché come tu hai colpito me
    e chi mi è caro,
    io
    prima della fine
    farò altrettanto con te,
    e con pieno diritto.
    E non avrò paura
    delle punizioni
    perché qualunque condanna
    sarà più leggera di quella
    che sconto adesso,
    e molto più leggera
    di quella che sarà toccata a te.
    Alexandre Cuissardes
    Composta venerdì 2 agosto 2013
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      Tempo addietro

      Dove eri
      quando ero al meglio di me,
      quando potevo amare.
      Dove eri
      quando avevo bisogno d'amore,
      quando dicevo si a qualcuno
      sperando che fossi tu.
      Dove eri
      quando inventavo dispiaceri
      per affogarli in un bicchiere,
      quando cercavo bicchieri
      per affogarci i dispiaceri.
      Ed io dove ero
      quando mi camminavi accanto
      e non ti vedevo,
      quando dicevo "presente"
      ma sapevo di non esserci.
      Ho una fortuna oggi,
      anzi due.
      Non ho più il bisogno di farmi domande,
      di avere risposte,
      ed il bicchiere è rimasto con me.
      Alexandre Cuissardes
      Composta mercoledì 31 luglio 2013
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        Sono confuso

        È come
        se viaggiassi sempre col vaso in mano,
        in attesa dell'ultima goccia
        -quella che lo faccia traboccare -
        È come
        se scegliessi sempre le strade più lunghe
        per poter dire che mi manca il tempo.
        Tutto mi serve ad illudermi di poter scegliere.
        Ma niente è come vorrei.
        Non arriva mai quell'ultima goccia,
        le strade più lunghe non mi portano a niente.
        Giro su me stesso
        per guardarmi intorno,
        ma non vedo nulla.
        Forse
        perché tengo sempre la testa bassa,
        guardo la brocca che ho in mano
        e la goccia
        l'ultima goccia
        mi cade sulla testa.
        Alexandre Cuissardes
        Composta mercoledì 31 luglio 2013
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          I portici di Bologna

          Il tuo telefono continua a squillare,
          arrivano messaggi.
          Il tuo telefono trasmette la rabbia,
          il dolore di chi ti perde.
          Noi siamo in tre,
          quattro col telefono.
          Tu ti senti vincitrice,
          io non partecipo alla tua vittoria.
          Mi sento perdente,
          come chi continua a chiamarti
          a cercarti.
          So che se scappo
          mi rincorrerà
          il tuo urlo di disprezzo.
          So che se resto
          fra un po' sarò io
          quello che è lui adesso.
          L'uomo che ti chiama,
          quello che ti cerca,
          che ti serve
          perché tu possa far vedere alla prossima vittima di turno
          quanto è fortunato
          ad entrare nella lista,
          a soffrire per te.
          Alexandre Cuissardes
          Composta sabato 27 luglio 2013
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