In quei momenti

Quando mi morì la vita
non fui colto impreparato,
o forse si.
Io non li chiusi
gli occhi,
quando mi morì la vita.
Li abbassai,
per rispetto.
Non ero disteso
quando mi morì la vita,
ero in piedi,
come sempre sugli attenti.
Fu quando mi morì la vita
che vidi tutto in un momento.
Non più pensieri
ma immagini colorate,
lame sottili e taglienti.
Pellicole del film vissuto
a scatenarsi come impazzite
nella testa,
diventata sfera
di fragile cristallo
oppure la testa dura
di quando sbagli...
Come era tardi per riconoscersi,
e come era tardi per pentirsi.
Come fu tardi
per ogni cosa
quando mi morì la vita,
quando mi si spense il cuore.
Alexandre Cuissardes
Composta lunedì 23 dicembre 2013
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    non ascolto più

    A chi mi parla di futuro
    che cosa devo dire?
    Non vedo neppure il mio prossimo minuto.
    Ed intanto frugo
    dove frugano
    le mani di tutti,
    ma non trovo più
    neppure le tracce
    del mio terzultimo decennio.
    Preso da sconforto
    lascio le mani al loro inutile lavoro
    e torno a sedermi
    sulla scomoda sedia
    della mia sala d'attesa.
    Alexandre Cuissardes
    Composta domenica 22 dicembre 2013
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      dopo il diciotto di dicembre

      È cosi tanto che non ti vedo,
      ma ti riconoscerei
      anche fra migliaia di "mille".
      E sentirei ancora il tuo profumo di latte,
      piccolo cucciolo
      cresciuto da solo.
      E finalmente
      mi potrei commuovere
      e far scoppiare le lacrime che ho dentro,
      nascoste in questa cassa
      fatta di pelle e rughe
      che mi fa da corpo.
      E mischiarmi alla folla che fa il mondo,
      seguirti,
      senza più perderti di vista,
      sfiorarti la mano,
      come per abitudine
      come se ci fossi sempre stato.
      Alexandre Cuissardes
      Composta venerdì 20 dicembre 2013
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        Diciotto dodici duemila tredici

        Abbi per te
        un giorno nuovo.
        Quel giorno che si riserva ai giusti,
        quel giorno lungo
        da far durare,
        il giorno che sposta un anno.
        Abbi quel giorno
        che ci si sente bene,
        che ci circondano gli auguri
        e i complimenti.
        Quel giorno
        che finisce al chiaro giorno nuovo,
        dell'"altro giorno".
        Quel tuo giorno
        che amo immaginare,
        mentre vago nel nero della mia notte.
        Alexandre Cuissardes
        Composta mercoledì 18 dicembre 2013
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