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Poesie di Ada Roggio

Acconciatrice, nato giovedì 29 giugno 1961 a Floersheim am Main (Germania)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Ada Roggio

Cammino

Cammino in silenzio.
Attraverso il viale della vita.
Risalendo la via.
La salita sdrucciolevole.
Le insidie che trovo attraversandola sono quasi insormontabili.
Ma continuo a risalire nel silenzio che mi porta il dolore.
Ricevuto gratuitamente.
Sguardi che si intrecciano.
Sguardi che si rivoltano quasi vedessero un fantasma uscito dall'oltre tomba.
Sguardi assenti.
Sguardi impietriti.
Sguardi intriganti.
Sguardi attoniti.
Sguardi che mi accompagnano quasi vorrebbero impedirmi la risalita.
Fermi li ad aspettare che io possa ricascare.
Ma cammino, cammino senza aver paura.
Cammino ho davanti a me la mano sicura.
Una mano ferma e decisa.
Mi indica la risalita.
La mano mi riaccompagna.
La sua parola è la mia dolce compagna.
È la luce che sa emanare che mi porta oltre mare.
Oltre l'infinito oh mio Dio!
Tu sei il mio unico amico.
Camminiamo.
Ada Roggio
Composta mercoledì 26 agosto 2009
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    Scritta da: Ada Roggio

    Turbi i pensieri

    Era sereno, era vivo
    serenamente viveva la vita.
    Viveva la vita con simpatia, in allegra compagnia.
    Usciva, rideva, viveva.
    Poi!
    Sei riapparsa tu con uno squillo
    tutto hai tramutato, è tornato a rivivere il passato.
    Triste, stanco, illuso, confuso.
    Un amore perduto, illuso.
    Lui non riesce a rinunciare, e continua a farsi male.
    Tu sei lì pronta a ricominciare,
    col telefono gli fai tanto male.
    Lo illudi stasera esco.
    Lui stupido innamorato casca nel tuo operato.
    Aspetta, aspetta, aspetta. Non ha fretta.
    Resta a guardare, continui a fargli del male.
    Continua a farsi male.
    Ada Roggio
    Composta mercoledì 3 luglio 2013
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      Scritta da: Ada Roggio

      Eccoti qui

      Eccoti qui, sei arrivata, io lo sentivo, ci speravo.
      Non so dirti quanto, ma nel mio cuore già lo sapevo
      felice di averti rivista, di averti incontrata
      non condividere mai con nessuno i tuoi tormenti
      ognuno ha opinioni diverse sull'amore, stai attenta al tuo cuore
      non condividere mai con nessuno i tuoi pensieri
      ognuno ha opinioni diverse sull'amore, stai attenta al tuo cuore
      non sciupare tutto ascoltando le opinioni
      solo il tuo cuore sa, dove si è posata la felicità.
      Ada Roggio
      Composta mercoledì 17 luglio 2013
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        Scritta da: Ada Roggio

        La certezza della vita

        Da tanto tempo, tanto.
        Da tanto tempo, chiedevo.
        Da tanto tempo, troppo.
        Si troppo tempo, tanto da farmi invecchiare.
        Allora,
        ho rimesso la mia vita a posto
        si l'ho rimessa al primo posto.
        Avevo dato meno valore, predominava l'amore per te, te, te.
        Te che sei parte di me.
        Poi ogni volta stavo male, troppo, tanto
        tanto fino a sentirmi soffocare.
        Oggi penso a te, te, te.
        Ma non soffoco più,
        lotto per non cancellarmi, per non essere cancellata.
        Non posso vedermi morire.
        Non posso star zitta, e sempre annuire.
        Oggi la mia vita ha ripreso la salita.
        La vita mi ha sorriso.
        La vita mi ha dato una carezza.
        È una dolce brezza.
        Ada Roggio
        Composta domenica 27 febbraio 2011
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          Scritta da: Ada Roggio

          Abbiamo tutti un pozzo senza fondo

          Abbiamo tutti un pozzo senza fondo.
          Vorrei chinarmi, su di esso,
          che se ne sta li assorto.
          Lì,
          dove ho scordato,
          i sogni d'un tempo,
          le risa della mia giovinezza,
          allegria.
          L'innocenza,
          che avvolge gli occhi di bambina,
          gli sguardi sperduti nel vuoto,
          la paura del buio.
          Questo vecchio...
          vecchio pozzo incantato,
          pozzo senza fondo,
          dove ci versi tutto,
          la tristezza e l'amore
          di questo mondo.
          Ada Roggio
          Composta venerdì 1 febbraio 2008
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            Scritta da: Ada Roggio

            I capelli

            I capelli non sono una lavagna,
            su cui scrivi e poi cancelli.
            Sono la raffinata tela di un pittore,
            la ricerca minuziosa di colori e sfumature,
            l'ispirazione e la fantasia,
            il gesto di una mano.
            Ecco, plasmare, realizzare
            quello che diventerà un "capolavoro" unico.
            Ricorda,
            non distruggere ciò che hai realizzato.
            Di venditori di illusioni ce ne sono tanti,
            tu regali capolavori.
            Ada Roggio
            Composta sabato 8 aprile 2006
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              Scritta da: Ada Roggio

              Crisalide

              Crisalide il mio cuore
              non sento alcun dolore
              sono diventata impermeabile
              per sopravvivere,
              accarezzo la donna di sempre
              gemella mia
              svuotata delle cose più belle.
              Degli amori più cari
              crisalide chiusa.
              Il dolore rimbalza,
              pronto per farti esplodere la mente,
              che ancora intrattiene la saggezza della vita recuperata.
              Il mio dolore è l'ossigeno,
              la linfa di ogni artista che defluisce in ogni sua creatura,
              la mia anima è vuota, mi hanno lasciata lì.
              Ada Roggio
              Composta sabato 1 agosto 2009
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                Scritta da: Ada Roggio

                Un padre speciale, unico

                Un padre speciale, unico.
                Una carezza sempre pronta, una parola
                ho guardato il cielo azzurro,
                ho respirato l'aria fresca,
                ho guardato il divano, tu non c'eri,
                la tua assenza ora molto presente in me ha segnato il cammino.
                Ricordo i tuoi consigli rino.
                Rimetti tutto a posto, fai attenzione.
                Ogni gesto è determinato da un'azione.
                Io che volevo far di testa mia, ricordo quanto abbiamo parlato.
                Il mio cuore è molto triste per la tua assenza.
                Auguri a te che sei nei miei pensieri nel tuo ricordo vivo come ieri.
                Ada Roggio
                Composta mercoledì 19 marzo 2014
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                  Scritta da: Ada Roggio

                  C’ nan vu scì a scol, ta m’barè nu mestir!

                  Iè ovar,preim iern altr’timp!
                  Iern altr’timp,
                  iern chiù r’spettous chi cristian,e chi genitour,i fighje!.
                  Iosc’ nan c’ stè chiù n’sciouna  educazion.
                  Tutt’ iann tutt’,a colp jè a nostr, chess’ jè a nuova generazion!
                  Preim ,t’aviva m’barè  nu mestir c’ nan vuliv scì a scol!.
                  Iosc’, i mannem a scol , non vol’n fè nint ,e tutt.’vol’n!
                  Tutt’vol’n,e noi fiss’ ca ci dam’,cellulare, palestr, pleisteiscion, sciuch,
                  sold ind e sech,e c’ nan ci dè,t’ mett’n mezz’ a na strad,e sà sempr chiù pov’r i famigliar!
                  Preim i mestir s’ambarev’n, d’generazion ,in generazion .
                  Ca strad lucch’lav’n
                  Stav  l’arrutein,
                  ” V’arruat l’arrutein ca mulasc curtid e furc”.
                  Stav u m’brella’r,
                  ” U m’brell,u’m’brlla’r,aggiustatv u m’brell”?
                  Stav u’ capplar,
                  “V’arruat u capplar c s và taghiè i capill i doc nu bicchir o na mappein”!
                  C’ stav u falegnam,
                  “ V’arruat u falegnam  c s và aggiustè i frustill,i sigg,i vanghetidd”!
                  Stav’n i putàn, u varvir,a parrucchir,a sert, a ricamatreic’,u falgnam’…
                  U   falegnam” ambarav i fighje a l’vghè,e s’ghè,aggiustav u berò, u stpet,a colonnett,i sigg,u tavlir,
                  U panettir ambarav i fighje a impastè a pest , a infurnè.
                  U zappator ambarav i fighje a spruè, a putè,a n’ztè,a zappè,a ruma’scè,a n’ zulfè,a sciuppè,.
                  U murator ambarav i fighe a impastè a calc’,a carscè i mattoun.
                  U p’ttor,l’elettcist,u tubbist.
                  Nuscon rumanav satt e l’nzol
                  Ci ca studiav ch’addeventè  dottor,
                  professor , raggiunir.
                  Tutt facev’n nu mstir.
                  “C’ nan vu scì a scol, ta m’barè nu mestir!”
                  Ada Roggio
                  Composta sabato 10 dicembre 2016
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