Questo sito contribuisce alla audience di

Post di Silvia Nelli

Disccupata, nato giovedì 14 giugno 1973 a Pisa (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritto da: Silvia Nelli
Indubbiamente fiera! Fiera di aver capito che nella vita solo alla mia coscienza devo render conto e dimostrare chi sono... il resto è solo il pensiero di chi mi vede con gli occhi suoi... oppure solo il banale giudizio di chi mi guarda come in realtà, dovrebbe guardare se stesso.
Silvia Nelli
Composto lunedì 25 settembre 2017
Vota il post: Commenta
    Scritto da: Silvia Nelli
    Sei donna quando sai esattamente quello che vuoi e di ciò che "potrebbe anche bastarti" non ti accontenti più. Sei donna, quando non risparmi il vero volto dei tuoi pensieri a nessuno, esprimendoli con schiettezza e senza paura delle conseguenze. Sei donna quando conosci te stessa in ogni angolo, in ogni minimo dettaglio e in ogni sfumatura. Quando conosci meglio i tuoi difetti, i tuoi limiti e le tue paure di quanto tu possa conoscere i tuoi pregi, le tue qualità e il buono che c'è in te. Sei donna quando non nascondi la mano se sbagli, ma sai chiedere scusa senza preoccuparti del fatto che possano essere accettate o meno. Perché "scusami" non è una parola di cui doversi vergognare. Sei donna quando di ciò che sei non ti vergogni più, quando non ti nascondi dietro false vesti per la paura di un giudizio... sei donna quando non proverai gelosia ed invidia verso altre donne, ma saprai valutare quali di esse potrebbero starti vicino in modo pulito e sincero. Sei donna quando classificare, sminuire o distruggere non ti interessa più perché una vera donna conosce già il suo valore ed ha capito da un pezzo che non aumenta screditando gli altri, ma solo lavorando su se stesse. Sei donna soprattutto quando non hai interesse a mostrare ciò che sei, non serve ostentare... ormai sei abbastanza saggia e matura per sapere che ad una vera donna ciò che basta è potersi permettere di camminare a testa alta con una coscienza pulita e la dignità ancora intatta.
    Silvia Nelli
    Composto domenica 24 settembre 2017
    Vota il post: Commenta
      Scritto da: Silvia Nelli
      Dobbiamo vivere più sereni, perché niente può mettervi avanti o dietro a niente e a nessuno... tutto ciò che vi mette avanti o dietro ad altre persone è solo opinione (ed è soggettiva) o giudizio... e il giudizio non è ciò che voi siete, ma ciò che gli altri vogliono farvi apparire.
      Silvia Nelli
      Composto domenica 24 settembre 2017
      Vota il post: Commenta
        Scritto da: Silvia Nelli
        Odiami, non importa, in fondo cosa mi cambia. Disprezzami, non fa niente, vivo lo stesso. Non mi sento nemmeno dispiaciuta del fatto che la mia serenità possa crearti disagi e fastidi, scusami, ma non lo ritengo un mio problema. Ho una vita, tutti abbiamo una vita, ma la differenza che passa tra me ed altre persone è che io mi occupo e mi concentro proprio sulla mia di vita e non su quella degli altri. Non ho super poteri, non ho niente di speciale, non ho niente in più o in meno di nessuno, semplicemente esisto. Semplicemente respiro e vivo. C'è chi mi ha sostenuto, chi mi ha aiutato, chi mi ha voluto davvero bene per ciò che sono... poi c'è chi mi ha schifata, detestata, odiata e addirittura mi ha augurato la "morte"! Che tristezza... ci sono frasi che a mio avviso possono uscire solo da bocche ignoranti, prive di buoni sentimenti e superficiali. Frasi che solo menti estremamente fragili e annullate dal rancore e dalla frustrazione, possono partorire. Non sento il bisogno di dare importanza a queste persone, alle loro uscite di poco conto, ma tutto questo mi spinge solo di più verso le mie mete. Ho sempre pensato che l'odio non fosse buona cosa, si può avere simpatie o antipatie, affinità o non affinità, ma mai ho dato spazio a sentimenti malvagi perché tali sentimenti sono distruttivi solo per chi li prova. C'è stato anche per me il tempo in cui ho provato rabbia nel subire cattiverie anche gravi da alcune persone ed ho provato dolore nel sentirmi schiacciata dal loro odio. Poi un giorno ho capito che il loro scopo era proprio questo, farmi sentire "niente", annullarmi, distruggere la mia positività, la mia serenità interiore, la mia forza ed è stato li che ho smesso di ascoltare, di assorbire e di reagire. Reagire mi portava ad alimentare un pessimo stato d'animo, ma soprattutto davo loro modo di gioire nel vedere che avevano fatto centro, il loro bersaglio era stato colpito e prima o poi sarebbe affondato. Tutto ciò mi conduceva verso reazioni che non hanno mai fatto parte di me, facendo di me una persona diversa, una persona che non andava più d'accordo con tutti, ma era incattivita con il mondo, nervosa ed erano più le volte che litigava di quelle che comprendeva ed ascoltava. Ogni volta che mi colpivano e reagivo, la mia rabbia, il mio schifo ed il mio rancore verso di loro aumentava inconsapevolmente anche verso il mondo e questo faceva in modo che io ogni giorno fossi sempre più vicina al "diventare come loro"! Ogni giorno davo loro un "punto", ogni giorno ero più sola. Ed era questo il loro gioco... volevano vedermi sola, schifata da tutti, odiata, scansata e non amata! Peccato! L'odio non mi ha divorata e non è stato lui a prendere possesso di me, ma io della mia persona. Peccato! La mia intelligenza mi ha detto: "fermati"! Così, mi sono seduta ed ho riflettuto. Mi sono guardata dal di fuori ed ho notato che molti dei miei atteggiamenti erano diventati esattamente come quelli che fino a poco tempo prima criticavo e ritenevo stupidi, ingiusti e non sani! Ho mollato l'ascia di guerra e ho ripreso me stessa. L'ho cercata dietro i muri pieni di rancore e dietro quella fitta e densa voglia di "fargliela pagare". Ecco che finalmente ho avuto la gioia di poter accogliere il ritorno della voglia di "giustizia", dicendo definitivamente addio alla voglia di "vendetta"! Non tutto si può perdonare e credetemi che certi gesti mai li perdonerò, ma la vendetta non serve a nulla se non ad arricchire ancora di più la vita di chi vi detesta. Si può vincere contro queste persone! Non assorbire il loro odio e lasciare che le cattiverie, le parole sbagliate, le trame, le trappole e tutti i gesti infami che esse compiono possano scivolarci addosso. Ricordate sempre che chi vive per mettervi in un angolo è perché al centro della stanza brillate troppo. Oggi non odio, non disprezzo e non porto rancore a queste persone. Semplicemente sono inesistenti. Eccola la differenza tra me e voi: voi mi augurate la morte... per me avete già smesso di esistere pur respirando ancora! Questa è la vera vittoria. Una volta che muori... muori... ma quando agli occhi di molti sei come morto pur essendo ancora vivo, credetemi è vivere morendo un po alla volta... ogni giorno. Non sono nessuno per dirvi chi siete e cosa dovreste fare, ma sono sufficientemente saggia da augurarvi che possiate trovare un "interesse" superiore alla vita degli altri che vi porti a generare amore e non a covare odio. Vi regalo bene e speranza in cambio del vostro odio perché capiate che è come si vive che fa la differenza e non quello che si dice. Vi regalo gratitudine. Si! Vi dico grazie! Perché anche questa è stata per me una lezione di vita! È stato un passaggio che ha segnato un grande cambiamento in me, una crescita interiore non indifferente. Grazie, perché il percorso che mi avete offerto è stato nettamente a mio favore. Io oggi sono una persona migliore. Una persona che ha imparato ad usare la rabbia non in modo distruttivo scagliandola verso gli altri, ma in modo costruttivo per se stessa. Una persona che ha imparato a capire che certe azioni nascono da profondi vuoti e lacune interiori, di cui non sono colpevoli gli altri, ma che solo noi possiamo guarire. Guardarsi dentro fa paura e a volte fin troppa... io l'ho fatto! Cominciate anche voi... prima cominciate e prima tornerete a vivere. Sia ben chiaro che non dimentico e il non cercare vendetta non significa che lascio correre, ci sono cose che non si possono lasciar correre, ma per ogni cosa c'è il momento giusto, la sede giusta ed i tempi giusti. Perché il tempo passa e prima o poi ad ognuno rende il suo! L'odio si può vincere e non lo insegna Dio, ma l'anima e i valori che uno porta dentro!
        Silvia Nelli
        Composto sabato 23 settembre 2017
        Vota il post: Commenta
          Scritto da: Silvia Nelli
          Oggi mi è successa una cosa e ve la voglio raccontare:

          Su Facebook spesso girano annunci pubblicitari di agenzie immobiliari. Improvvisamente nella Home mi appare sponsorizzato uno di essi e mi cade l'occhio sulla prima foto... una cucina. La guardo attentamente e non so come spiegarlo ho come la sensazione di esserci già stata. Clicco la foto e la guardo meglio e comincio a scorrere le altre foto... La sala, una camera e man mano che sfoglio ho come la sensazione di entrarci in quella casa. Poi ecco la foto della camera più piccola ed è esattamente lì che ho capito! È stato esattamente lì che l'ho riconosciuta! Era proprio lei si... La mia prima casa! La casa dove sono nata e cresciuta. La casa di Porta a Mare a Pisa. Esattamente lei, in quella corte, al quarto ed ultimo piano di quel palazzo. Improvvisamente sfogliando quelle stanze mi rivedo là... Mi rivedo bambina:

          Mi rivedo in quella cucina fare colazione, oppure in piedi su una sedia da piccolina quando mamma mi vestiva per l'asilo. E sono riuscita anche a ricordare il mio panierino rosa, con il tegamino dove mamma mi metteva il pranzo ogni giorno. Il mio asciugamano rigorosamente contrassegnato dal simbolo che l'asilo mi aveva assegnato: "Un Dado"! Rivedo la mia camera, il mio letto sulla sinistra, quello di mio fratello sulla destra ed un'enorme scrivania al centro proprio sotto la finestra. Rivedo me e mio fratello piccolissimi in piedi sul mio letto guardare fuori dalla finestra i fuochi d'artificio la notte della Luminara di s. Ranieri.
          Nel ricordare tutto questo, ecco che riaffiorano anche le sensazioni...
          Riaffiora mamma con la sua camicia da notte di flanella a costine con quei fiorellini ricamati in alto sul petto attorno ai bottoncini. Cavolo, mi sembra quasi di sentirne anche il profumo di quella camicia. Perché quelli erano tempi in cui se si stava male, per guarire era sufficiente il suo abbraccio, il suo profumo e quel magico "Va tutto bene". Rivedo babbo rientrare la sera con la sua divisa da lavoro; pantaloni, giacca e cravatta blu, camicia celestina e il suo borsello. Me che gli corro incontro e lui che appoggia la sua mano sulla mia testa, sorride e dice: "Ciao birbante". (Ero già capa tosta da piccola evidentemente: p ). Ma il ricordo più bello l'ho avuto ricordando l'ingresso...
          Quell'ingresso dove in fondo si innalzava grandissimo l'albero di Natale che ogni anno io e mio fratello facevamo, ma non è stato tanto questo a commuovermi, ma quello che la mia mente ha riportato alla luce subito dopo:

          Due bambini nel loro letto la mattina di Natale; io e mio fratello Andrea. Ci svegliavamo sempre molto presto quella mattina, perché il pensiero che quella notte Babbo Natale passava a lasciarci i suoi regali ci faceva dormire poco. Così molto spesso alle 4/5 del mattino eravamo già svegli. Ecco, è stato li che mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, quando ho risentito il dialogo mio e di mio fratello risuonarmi nella mente, quel dialogo che era lo stesso ogni anno la mattina del 25 Dicembre, un dialogo fatto sottovoce, quasi impercettibile:
          Andrea: "Silvia"...
          Io: "è"...
          Andrea: "Sei sveglia si"?
          Io: "Siiiii sveglissima"...
          Andrea: "Si va a vedere"?
          Io: "Si, andiamo"...
          Andrea: "Corri"...
          e scattavamo fuori dai letti come due cavallette, ma eravamo due topini, lui di 5/6 anni io circa 4. Così arrivati sotto l'albero magicamente ci dimenticavamo che era presto e che dovevamo fare piano perché mamma e babbo ancora dormivano. Ma la felicità tracimava in l'euforia:
          Andrea: "Silviaaaaaaaaaaaaa guardaaaaaaaa la Gru che volevooooooo guarda come è grandeeee brummmm brummmm"...
          Io: "Adreaaaaaaaaaaa (che manco riuscivo ancora a dire il suo nome io tra un po: p) tato tato guardaaaaaaaa ciccio belloooooooooooo"...
          Mi scendono due lacrime anche adesso riscrivendolo e quindi lascio che questo ricordo termini così:
          Con l'immagine esatta di due bambini meravigliosi. L'immagine di un fratello ed una sorella complici che dopo 40 anni, ancora si amano e si rispettano. Con due anime bellissime, piene di sogni e speranze. Due cuccioli felici dei doni ricevuti da Babbo Natale, perché credere a Babbo Natale è una delle cose più belle che ci sia. Vi lascio con l'immagine di due bambini cresciuti nell'amore e nei valori di una vita semplice. Due bambini che hanno avuto alle spalle una famiglia che del poco che aveva ha saputo fare in modo che a loro non mancasse mai niente dentro. Ecco... soprattutto dentro perché quei due bambini mai, credetemi, mai... Si sono sentiti vuoti o soli. Silvia Nelli ©.
          Silvia Nelli
          Composto venerdì 22 settembre 2017
          Vota il post: Commenta
            Scritto da: Silvia Nelli
            Non mi dispiaccio più come prima per alcune cose. Semplicemente accetto! Accetto che con chi non mi capisce, probabilmente non ho affinità. Non mi dispiaccio più per quei giudizi affrettati che mi cadono addosso. Quando hai imparato a continuare a camminare anche di fronte ad essi, capisci che scivolano via velocemente. Perdonate il mio egoismo nel voltarmi e lasciarvi dove siete. Perdonate la maleducazione che posso mostrare non avendo più voglia neanche di ascoltarvi. Perdonate la mia arroganza apparente nel dirvi: "più lontani state... più felice mi fate"! Poi a pensarci bene credo che ho ben poco da esser perdonata, del resto, da persona libera, sono libera di scegliere chi tenermi vicino. Comprendete che se oggi siete "niente" è perché quando eravate importanti non avete saputo mantenervi il posto. Evitate di dare sempre la colpa agli altri, ma ricordate una cosa molto semplice: "spesso ciò che ci viene riservato, dipende anche da ciò che facciamo o non facciamo noi"! Quindi quando puntate il dito contro un mio atteggiamento sarebbe bene che prima di farlo, deste una bella sbirciata al vostro.
            Silvia Nelli
            Composto giovedì 21 settembre 2017
            Vota il post: Commenta
              Scritto da: Silvia Nelli
              Ci sono persone che non capiranno mai chi sei veramente. Non conta il bene che puoi volere loro, il tempo che gli dedichi e quanto tu possa impegnarti per farglielo capire. Ci sono persone che non sono proprio capaci di vedere oltre il loro "io", il loro naso e le loro convinzioni. Purtroppo, malgrado una delle più grandi verità asserisca che: "solo lo stupido non cambia opinione" sapranno dimostrarti quanto la stupidità appartenga loro. Persone che su ogni tua parola ricameranno intere righe piene di parole solo per il gusto di elevare all'ennesima potenza ciò che hai detto e successivamente distorcerlo a loro piacimento. La verità è che a queste persone non è mai interessato veramente chi sei. A loro piace fare in modo che tu ti senta sbagliato, stupido e perennemente in errore. Perché questo stato d'animo che creano dentro te farà in modo che tu torni sempre, dando vita pian piano ad una sorta di chimica malata, di calamita mentale dalla potenza indescrivibile. Avere a che fare con queste persone è qualcosa di difficile e spesso distruttivo per chi lo vive. Manipolatori mentali e dello stato d'animo altrui. Malgrado il passare del tempo porti sempre più alla luce chi abbiamo di fronte, in modo molto strano ci renderemo anche conto che più ci sarà chiaro e più ci sarà difficile distaccarci. La loro assenza apparirà come "aria" che ci viene a mancare, ma in realtà, inconsapevolmente la loro presenza è aria ed energia che ci verrà sottratta. Vittime di loro stessi e incapaci di gestirsi faranno di te il loro "bersaglio" sul quale scaricare la frustrazione generata dalla loro incapacità. Liberarsi di queste persone non è facile, malgrado siano estremamente pericolose e sbagliate diventano praticamente essenziali a noi stessi. Capaci di farci provare un sentimento simile al "grande amore", ma in realtà è solo un sentimento malato e guidato da una dipendenza mentale e psicologica da loro stessi generata. Non abbiate paura e non rimandate troppo dicendo a voi stessi: "vediamo"... i narcisisti manipolatori mentali si distruggono solo con il silenzio e si sopravvive a loro solo accettando e stando loro lontani.
              Silvia Nelli
              Composto giovedì 21 settembre 2017
              Vota il post: Commenta
                Scritto da: Silvia Nelli
                C'erano tempi in cui le cose erano semplici. Tempi in cui esistevano persone felici di ciò che avevano e non infelici per ciò che non avevano. Tempi in cui la priorità era prendersi cura delle certezze quotidiane, di chi era al nostro fianco e del poco che la vita ci donava e non una corsa al massacro verso il potere, la ricchezza, il lusso ed il superfluo. C'erano tempi in cui esistevano persone che amavano più ascoltare, che parlare e soprattutto quasi inesistenti quelle che amavano "sparlare"! Persone che amavano condividere l'anima e non gif e selfie. Persone che si sfidavano a chi beveva più birre su una spiaggia qualunque, a chi cantava più stonato di fronte ad un falò seguendo quattro note di una chitarra logorata dal tempo e recuperata in chissà quale soffitta. Non esistevano sfide all'ultimo like, per chi è più bello, più seguito e soprattutto non esistevano menti malvagie pronte a distruggere chi è più amato. Perché l'amore era qualcosa che non si comprava e non si otteneva distruggendo quello altrui, ma era qualcosa da conquistare, guadagnare e meritare. C'erano tempi in cui la spaghettata di mezzanotte il sabato sera era d'obbligo, come era rituale al rientro di una serata con amici fermarsi a fare colazione tutti assieme aspettando l'apertura dei bar e il sorgere del nuovo giorno. C'erano tempi in cui tenersi per mano era prezioso, baciarsi in strada creava un po' di imbarazzo e dichiarare di amare qualcuno era qualcosa che veniva fatto con estrema attenzione, difficoltà, calma e pazienza. C'erano tempi in cui corteggiare era qualcosa per cui venivi ammirato e non una perdita di tempo o qualcosa per cui venivi deriso. C'erano tempi in cui senza un adeguato corteggiamento non eri degno nemmeno di guardarla una donna. Tempi in cui una donna faceva "desiderare" prima di "concedere" e soprattutto concedeva prima il cuore e poi il resto. C'erano tempi in cui fare colazione la domenica mattina in famiglia era motivo di grande gioia, perché pranzare, cenare e radunarsi tutti assieme attorno ad una tavola era "rispetto", "famiglia" e "casa". C'erano tempi in cui non si portavano rancori così malvagi dentro l'anima, rancori che oggi portano a covare solo il "male" e l'autodistruzione. C'erano tempi in cui "il bene" era ciò su cui si lavorava e su cui si costruiva la propria vita, era la cosa più bella che potevi sentire nel cuore, la cosa che rendeva fieri e ricchi d'animo. Soprattutto c'erano tempi in cui "uccidere" non era quotidiano, non era quasi un diritto nelle mani di coloro che credono di possedere la vita di qualcun altro. Tempi in cui esistevano uomini che andavano fieri delle donne che portavano a fianco e non le avrebbero mai tradite, svendute o trascurate per una facile e di poco valore. Tempi in cui gli uomini lottavano per loro perché proteggerle e non far loro mancare nulla era segno di grandissimo onore e dell'essere veri uomini. C'erano tempi in cui la donna era fiera di una casa pulita, dell'educazione dei propri figli e non dei like su due squallide foto mostrate al mondo. C'erano tempi in cui la vita ci apparteneva, ci appartenevano i sentimenti e la dignità. Tempi in cui chi aveva un potere superiore, faceva l'interesse del popolo e non soltanto il proprio. C'erano tempi i cui la "vita" strappata veniva punita e pagata in modo degno da chi commetteva l'atroce atto. Tempi in cui tutto aveva più valore. E se oggi, le persone, la loro vita, la loro dignità non ha più un prezzo e un valore... niente sarà mai più come prima. C'erano tempi che oggi sono solo un malinconico, dolce e allo stesso tempo triste e doloroso ricordo.
                Silvia Nelli
                Composto martedì 19 settembre 2017
                Vota il post: Commenta
                  Scritto da: Silvia Nelli
                  Libera di fare della mia vita ciò che voglio.
                  Libera di scegliere chi portare con me e chi lasciare dietro.
                  Libera di farmi restare sulle balle chi voglio e quante persone voglio.
                  Libera di avere simpatia per chi decido io.
                  Libera... punto!
                  Libera di essere buona o cattiva a seconda della situazione. Libera di fare una carezza o prenderti a calci a seconda di cosa meriti.
                  Libera di esprimermi.
                  Libera di essere ciò che ho scelto di essere.
                  Libera di amarti o ignorarti.
                  Libera di tacere o di parlare.
                  Libera... punto!
                  Libera di piacere o non piacere.
                  Libera di rispettare e pretendere altrettanto.
                  Libera di incazzarmi come, dove e quando mi pare.
                  Libera di darti conforto o riservarti un "vaffanculo".
                  Libera di dare la mia opinione.
                  Libera... punto!
                  E fin quando sarò libera, e la mia libertà riguarda i miei spazi, ad essa, freni e limiti li applico e li decido solo io!
                  Silvia Nelli
                  Composto sabato 16 settembre 2017
                  Vota il post: Commenta