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Scritto da: Lina Viglione
Buoni o cattivi?
A questa domanda arrivo alla conclusione che ognuno di noi ha una parte buona ed una cattiva, c'è chi la manifesta più frequentemente e chi invece riesce a controllarla o reprimerla.

Ma anche in base alle proprie esperienze sappiamo cosa è più giusto far prevalere. Per tanto non sono d'accordo quando si dice che cattivi si nasce, ci si può anche diventare per che probabilmente anche gli eventi possono cambiare la nostra vita e farci diventare amorali.

Ma se poi prevale che cattivi si nasce, direi che anche i buoni sanno esserlo e sono i peggiori cattivi quando lo diventano.
Impediamoci di diventare cattivi. Impediamo ai dolori di usare il rancore come una lama per colpire - finché c'è... tempo. Perdoniamo e perdoniamoci. Essere... buoni e riconoscere con semplicità che veramente buono è solo Dio.
Lina Viglione
Composto mercoledì 1 gennaio 2014
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    Scritto da: Lina Viglione
    I cattivi e i buoni
    Il parere dei saggi (che condivido) e che i cattivi e i malvagi sono sempre stati protagonisti nella storia della letteratura. William Shakespeare non avrebbe potuto scrivere meravigliose tragedie se non si fosse servito di malvagi come Iago in "Otello" o Lady in "Macbeth".

    Così come "i promessi sposi" di Manzoni non sarebbero stati tali senza la cattiveria don Rodrigo e "Cuore" di De Amicis non ci avrebbe fatto versare fiumi di lacrime se non avesse raccontato il terribile Franti.

    Senza dimenticare le malvagie matrigne di Biancaneve e Cenerentola. La triste verità però è che molto del male viene compiuto da persone che non si decidono mai...
    se essere buoni o cattivi.
    Lina Viglione
    Composto martedì 1 gennaio 2008
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      Scritto da: Lina Viglione
      Un viaggio mentale.
      Il mondo che io sognavo esiste solo nella mia mente, un mondo dove regna solo la pace sovrana, dove tutti si prendono per mano e si amano, senza la cattiveria, e la parola "il male" " venisse cancellato dal vocabolario.

      Un mondo in cui la vita di ogni uomo fosse il valore più importante, senza violenze di nessun genere. Un mondo in cui a vincere non fossero gli astuti e i facoltosi, ma tutti quelli che davvero lo meritano. Un mondo che riconsegnasse a chiunque il vantaggio di riscattarsi dai propri errori i.

      Ma non sarebbe mai completo tutto questo, perché per fortuna siamo umani e fallire è una nostra caratteristica.

      Altrimenti sarebbe un gran bel mondo. Il male non sussisterebbe sulla faccia della terra, ma in verità la imbecillità umana non ha confini, credo che una cosa del genere possa sussisterebbe solo in Paradiso.

      Non è facili eliminare il male, ognuno persona non dovrebbe farsi trasportare dalla pigrizia, dalla scarsa profondità, e dalla mancanza di coscienza.

      Nessuno può modificare il mondo, ma se ognuno di noi se modificasse il proprio mondo, ovvero si impegnasse a favore di ogni individuo e del frangente che incontra, lo sviluppo dell'umanità sarebbe più visibile.

      Un mondo in cui gli amor di sé, i più cupi non devono mollare considerandoli come assoluta attendibilità che dà il vero senso della vita.

      Un mondo in cui io Lina giunta alla fine, mi faccia dire che è stato effettivamente fantastico avere vissuto, essendo considerata anche io come un piccolo punto di un miracolo che con Volontà celestiale che mi trascende...
      ha voluto concedermi.
      Lina Viglione
      Composto mercoledì 1 gennaio 2003
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        Scritto da: Lina Viglione
        L'inganno dei sensi.
        Per me ogni giorno che passa e come se fosse sospeso ad un filo affilato, trà un trapassato di ricordi che bene non mi fanno e un futuro solo di dubbi. C'è qualche cosa dietro uno spigolo che sbalordisce e da l'inganno dei sensi di felicità.

        I vincoli umani sono spesso una sciagura umana perché gran parte del genero umano non si rende conto ce che entrare nel cuore delle gente non è una presa ma una stupenda occasione. Le transenne più difficili da superare sono quelle inavvertibile.

        A volte vorrei fuggire, andare in un mondo tranquillo a me ignoto dove si incrociano solo persone vere, che mi sanno amare così come sono, e che mi rendono la vita quasi ideale, senza alcun limite oltre ogni cosa.

        Ma ho capito che non devo prediligere, è la scelta che sceglie me. Ed io voglio essere sempre fiera di me. Una ragione in più per non consegnarmi al nemico. Con la testa posso demolire ogni limite

        Ognuno rincorre sempre qualche cosa, ma e una opera da Dio, o d'addio. Abbandonarsi ai sogni aiuta, perché desideriamo ottenere ciò che nella vita non si ha.

        Ma meglio stare con i piedi per terra è non vivere di solo fantasia perché da quelle prima o poi ci si deve pure svegliare e fa molto più male. Sta poi a me decretare se cadere in avanti...
        avanti o all'indietro.
        Lina Viglione
        Composto mercoledì 1 gennaio 2003
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          Scritto da: Lina Viglione
          Una coscienza pulita.
          C'è chi ha la coscienza sporca e chi pulita. Ma quella sporca è così abbondante e diffusa che non esiste nulla per poterla distruggere. L'uomo, nel percorso della sua vita, accetta dei ruoli con, delle maschere che gli derivano dalle società condizionate, senza neppure rendersi conto.

          Ogni individuo, assume un atteggiamento diverso, ed necessita di assumere maschere diverse. Ne consegue quando una persona a passeggia per le strade, come vede uno specchio si ferma e si osserva, ma improvvisamente, si accorge che quello che vede riflesso, non è affatto lui.

          E tuttavia in un attimo sfuggente si rende conto che sta mettendo sotto terra il suo "io" per essere gradito agli altri senza neppure rendersene conto, ovviamente. Ed è in quei momenti che si rende conto di aver dilapidato la sua vita, di essere stato solamente un fantoccio nelle mani degli altri.

          Ecco che lo specchio diventa l'irripetibile ponte di accesso a ciò che in realtà lui è, e finalmente se ne rende conto, si sente all'improvviso un criminoso e ne ha quasi terrore, poiché solo alla vista, lo potrebbe portare a una vera paranoia. La coscienza è quell'ente che porta dolori quando le altre parte del corpo si sono in ottima forma.

          Lo specchio indica l'atto di guardarsi dentro per fare un esame di coscienza, e gli spaventa vedere il male che c'è in lui. Come metafore, teme "Lo specchio dell'anima" che potrebbe presentargli la sua coscienza imbrattata. Ma per la sua salvezza ci sarà sempre la speranza, quando la coscienza si presenta a lui a lui per rimproverarlo.

          Scrisse Totò: Di notte, quando sono a letto, nel buio della mia camera, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano, sono gli occhi...
          della coscienza.
          Lina Viglione
          Composto domenica 30 novembre 2008
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            Scritto da: Lina Viglione
            La gioia e il dolore.
            La gioia è il dolore non hanno maschera. E ila sorgente da cui esce a a fiotti il nostro sorriso, ma anche quando è pieno di lacrime.

            Quanto più a fondo si scava il dolore, tanta più gioia potrebbe contenere. Quando siamo felici, guardiamo nel fondo del vostro cuore e capiremo che è proprio ciò che ci ha dato dolore a darci ora tanta gioia.

            E quando siamo malinconici, guardiamo di più nel profondo nel nostro cuore e avremo la certezza che stiamo piangendo per ciò che ieri era stato la nostra delizia.

            Taluni pensano che la gioia è più grande del dolore, altri pensano che è più grande il dolore. Ma a dire il vero sono indivisibile.
            Arrivano insieme, e se l'una si siede con noi alla vostra mensa, l'altro si addormenta nel vostro letto.

            In verità noi siamo come una bilancia che oscillano tra il dolore e la gioia. Solo se quando siamo evacuati siamo adeguati e ben saldi.

            Come quando il tesoriere alza l'oro e l'argento per mettere nella bilancia entrambi. Così la nostra gioia e il dolore dovranno...
            rialzarsi oppure ricadere.
            Lina Viglione
            Composto giovedì 1 gennaio 2009
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              Scritto da: Lina Viglione
              Io la penso così
              La verità è che noi abbiamo tutto per essere felici e malgrado tutto puntiamo sempre più in alto e non badare alle le cose che abbiamo.

              Forse ci occorre un piccolo esame di coscienza che ci faccia capire che nel terzo mondo ci sono persone si che compiacciono anche di un po di riso. È questo che non riusciamo a capire.

              Noi abbiamo tutto per essere felici! E abbiamo la necessità solo di rendercene conto di questo. In questo modo si può essere felici, autonomamente si è poveri, o ricchi,...
              se si ha tutto o nulla.
              Lina Viglione
              Composto martedì 1 gennaio 2013
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                Scritto da: Lina Viglione
                L'armatura della vita.
                La sofferenza è la forza della mente, non lasciamo che il dolore sia l'unico trionfatore della nostra vita. Non è per questo che siamo su questa terra.

                Rendiamo taglienti le nostre armi, prepariamoci i bardamenti, montiamo l'armatura e lottiamo per la nostra libertà.
                I demoni non sono così forti come vogliono sembrare.

                Solamente dopo essere scesi negli abissi del dolore, riusciremo a capire la complessità che ogni essere umano comporta. Proviamo compassione non solo per noi ma per tutte le altre creature viventi che soffrono.

                Rendiamo onore al nostro coraggio e doniamo comprensione, e amore a tutti a tutti i i...
                quali ne hanno bisogno.
                Lina Viglione
                Composto sabato 1 gennaio 2011
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                  Scritto da: Lina Viglione
                  Il bivio della vita
                  Siamo sempre a un crocevia, ogni volta che pigliamo una decisione ogni volta che adoperiamo una condotta piuttosto che un altra operiamo coscientemente o...

                  incoscientemente una scelta che definisce un percorso, e ci troveremo a combattere situazione a volte migliori a volte peggiori, ma non dimentichiamoci che sono sempre le nostre scelte, anche se ci piace pensare che la fatalità ci ha messo lo zampino.

                  Tante volte ci viene il rimpianto di pensare che se avessimo fatto una scelta diversa forse le cose avrebbero preso una piega diversa. Ma non dipende da come noi viviamo i nostri eventi, tuttavia se siamo persone ottimiste qualsiasi scelta si fa ci andrà sempre bene.

                  Se invece siamo pessimisti qualsiasi scelta si fa andrà comunque sempre male. Non sono gli avvenimenti ad essere diversi ma è come siamo noi a renderli diversi, siamo noi il fulcro di tutto, qualunque strada noi prediligiamo non potremo discostarci da quello che siamo.

                  Quindi si giunge alla ad una decisione finale che le strade sono tutte simili a fare la differenza è il modo in cui noi le attraversiamo. Non so qualcuno aderisce questo mio pensiero, giusto...
                  o sbagliato che sia e mio.
                  Lina Viglione
                  Composto lunedì 1 gennaio 1996
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                    Scritto da: Lina Viglione
                    L'indifferenza dei buoni.
                    L'universo non è né avverso né amorevole. È solamente indifferente, ma spaventa ugualmente.

                    Lui non ha occhi, tanto non le occorrono perché guarda ma non vede e non ascolta nessuno, pensa che nessuno merita il suo tempo o la sua valutazione.

                    I suoi occhi sono rivolti a sé stesso al suo proprio interesse al suo benessere, e poco gli interessa il disagio degli altri. Anche se osserva e scruta un problema altrui ha subito una risposta;

                    Ma cosa potrei fare in fondo io? Che si scervellassero gli altri. Lui i ha dentro di se radici profonde nell'egoismo e nella vanità. La scienza trova tante cure per la maggior parte di tanti mali, ma non è ancora riuscito a trovare alcun rimedio per il peggiore di tutti, verso l'indolenza degli esseri umani.

                    Come a voler dire a se stesso; Io sono il centro dell'infinito, solamente quello che sta bene a me è fondamentale, gli altri per me non ci sono neppure, anzi non li vede neppure

                    . Così la sua percezione non avverte nemmeno la triste amarezza di non aver fatto quello che avrebbe dovuto fare.

                    Ed ha come sua attenuante di non avere avuto il tempo, è che aveva mille impegni da fare, che lavorava, e aveva pure il diritto di riposarsi. Tutte invenzione dove goccia su goccia si scava la roccia.

                    Non tentare di soccorrere un bisognoso, un ammalato, fosse anche con gesto, una parola un definito problema, è davvero una vera cattiveria e l'Indifferenza...
                    credetemi e... vigliacca.
                    Lina Viglione
                    Composto sabato 1 gennaio 2011
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