Scritto da: Lina Viglione
La malinconia possiamo scacciarla così come e quando abbiamo cominciato ad accettarla. Se noi imparassimo a trattarla come un ospite, questa malinconia prima o poi, dovrà per forza andar via da noi. Non è vero che lei ci abbia fatto visita, se noi che non vogliamo reagire, quasi a renderci vittima di questa specie di tristezza. Noi siamo convinti che se ci affacciamo alla finestra, uscendo con un amica etc etc, tutto ciò che vediamo e osserviamo, non ci riguarda per nulla. Siamo noi che non vogliamo adattarti agli avvenimenti esterni che possono crearci problemi o dispiaceri. La malinconia è una sorta di tristezza di fondo, a volte inconsapevole, che a volte ci fa vivere passivamente, non adattandoci agli avvenimenti esterni, con la convinzione che nulla ci riguarda o che in essi non possiamo averci un ruolo determinante. I motivi per cui accettiamo la visita di questa malinconia o tristezza, noi li conosciamo molto bene, li abbiamo depositati in fondo al nostro animo e ogni tanto li richiamiamo e li facciamo emergere, un segno di vittimismo consolatorio. Per un problema qualsiasi che non ci sprona ad andare a galoppare verso qualcosa che non possiamo ottenere o conquistare. Invece di presentarci al mondo con il viso smorto, sofferente, cominciamo a colorarlo con tanti sorrisi, cominciamo a reagire svagandoci, se ci chiudiamo in casa, non avremo nessuna occasione che possa renderci felici. Staremo sempre a ricevere le visite della tristezza. Non permettere che succeda, siamo noi il controllore dei nostri stati d'animo, e cominciamo ad agire, la tristezza poi passa. Come dicevano i greci: noi non siamo in un periodo di lutto.
Lina Viglione
Composto sabato 1 gennaio 2000
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    Scritto da: Lina Viglione
    L'amore sì, l'amore no. L'amore vero esiste, è dentro di noi. Noi siamo nati per innamorarci non potremmo vivere senza l'amore. Ma dipende da cosa si intente per amore vero, se sogniamo quello che viene smerciato per amore vero nei film c'è lo possiamo dimenticare, nessun essere umano reale è così "potente" come viene raffigurato per esigenze di copione. Nella vita effettivo l'amore durevole esiste, richiede però che nella relazione con il proprio compagno/a ci si metta sempre un po' di se ogni giorno. L'amore è un collocamento che va mantenuto nel tempo, non è una cosa stazionario, si evolve come si evolvono le persone che lo vivono con il passare del tempo e delle conoscenze accumulate, sia come coppia che come persona. Ciò che conta di più per dare vita, durata e solidità è condividere e dialogare sempre, portarsi rispetto, desiderarsi e cercare nei limiti del possibile di essere schietti con se stessi e con l'altro. Se ci smette di investire nel rapporto, si crede che dato che abbiamo conquistato il nostro scopo di trovare la persona che fa per noi non si debba più penare, anche l'amore prima o poi si conclude, perché presto o tardi ci si rende conto di essere divenire degli estranei l'uno all'altro senza nulla da dirsi, e non si ama un estraneo. L'amore è come un albero di vite, bisogna curarla sempre - sempre, poi nasce l'uva e da li poi arriva la raccolta, se le cose sono andate bene, se il frutto e l'annata sono state favorevoli, poi possiamo... brindare all'amore...
    Lina Viglione
    Composto sabato 1 gennaio 2011
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      Scritto da: Lina Viglione
      Volersi bene è un tragitto difficile, ma non impossibile, ma se vogliamo sentirci bene con noi stessi dobbiamo imboccare la strada dell'amore. Iniziando a prendere coscienza del nostro corpo, gestire i pregi e i difetti. Imparando ad accettare le nostre incompletezze e a valorizzare i nostri pregi. Solo così ci sentiremo bene con il nostro corpo. Poi passiamo all'aspetto caratteriale. Scriviamo su un diario tutti i nostri pregi e in un altro con i nostri difetti. Dopo leggendo i nostri difetti, scriviamo come potremmo farlo per migliorarlo, e se siamo veramente disposti a cambiare quel lato del nostro carattere cancelliamo dal diario i difetti e scriviamolo su quello dei pregi, sotto la sua nuova forma appresa. Indubbiamente non tutti i difetti dipendono da noi e non li possiamo cambiare tutti, ma è necessario accettare i nostri difetti che non possiamo cambiare. E non sentiamoci offesi se qualcuno li riconosce in noi. Non perdiamo la nostra autostima, ma pensiamo che noi siamo le persone più apprezzabili della nostra vita, e che è indispensabile volerci bene dato che passeremo una vita insieme a noi stessi. E vedremo che tutto andrà, come il nostro cuore desidera.
      Lina Viglione
      Composto venerdì 1 gennaio 2010
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        Scritto da: Lina Viglione
        La cattiveria è sempre esistita e non cesserà mai di esistere, altrimenti poi non ci sarebbe la bontà, e le buone azioni non si distinguerebbero da quelle cattive. Sono le due facce della medaglia, l'esistenza dell'una hanno in sé il "rovescio della medaglia" le persone sane, bilanciate e felici lasciano assopito la seconda, trascinando fuori solo la prima. Quelle infelici, inappagate e di indole rabbiosa, invece, tirano fuori quella cattiva e convogliano verso gli altri. È il nocciolo duro del nostro carattere! Quella più cattiva e meno distinguibile si esprime in modi più affiliato, e con le buone maniere, nel tempo in cui è sotto gli occhi di tutti quella sgargiante che si esprime con ferocia. Alla fine finché ci sarà la mentalità predominante dell'uomo sui propri simili vedremo sempre astio e cattiveria. Perché nessuno al mondo... riesce ad essere Dio.
        Lina Viglione
        Composto sabato 1 gennaio 2011
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          Scritto da: Lina Viglione
          Procedo con calma tra il trambusto e la l'urgenza, e ricordo quale pace possa esserci nel nell'essenza dei rumori. Per quanto posso, senza franamento conservare in buoni rapporti con chiunque. Espongo il mio parere con tranquillità e nitidezza, e ascolto gli altri quando raccontano la loro storia. Sfuggo le persone autoritarie: rappresentano un supplizio per il mio spirito. Mi incaponisco nel consultarmi con gli altri, rischio di divenire superba, perché esistono sempre persone più buone o più cattivi di me. Mi godo i miei esiti positivi e anche dei miei propositi. Conservo interesse per il riconoscimento, per quanto remissiva: essa rappresenta un vero capitali nella mutabile fortuna del tempo. Uso cautela nelle mie faccende personali, perché il cosmo è pieno di falsità, ma questo non mi rende cieca a quanto vi è di moralità. Tanti sono coloro che inseguono alte chimere e dovunque la vita è colma di nobiltà. Sarò sempre me stessa, al di sopra di tutto non fingo negli affetti. Non ostento indifferenza verso l'amicizia, perché, pur di fronte a qualunque delusione e cattiveria, esso resta costante come il caduco. Accetto con dolcezza la sapienza della mia età, e lascio senza rimpianto la mia trasparenza le cose della mia gioventù. Curo con amore la forza della mia anima, per difendermi nelle sciagure improvvise. Ma non mi tormento con delle assurde utopie. Molti orrori nascono dalla fatica e dall'abbandono. Aldilà di una sana dottrina, sono paziente con me stessa. Io sono figlia del cosmo non meno della pianta e della luce propria, ed ho tutto il diritto di esserci in questa vita. Per tanto sono in pace con me stessa e con Dio. E quali che siano i miei respiri, e le mie speranze, in questa realtà, sono in pace con i miei principi. E nonostante i miei sogni crollati, questo è pur sempre il mio mondo ed è splendido. Sarò sempre ponderata e cercherò... di essere sempre felice.
          Lina Viglione
          Composto martedì 1 gennaio 2002
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