Noi donne che per amore abbandoniamo il sicuro, per l'incerto. Sì, noi donne siamo fatte così.
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Noi donne che per amore abbandoniamo il sicuro, per l'incerto. Sì, noi donne siamo fatte così.
È forse la ricchezza che colpisce gli occhi dell'anima? È forse la bellezza? O forse quel che desidera l'occhio "umano"? Non essere materia, sii anima, e solo nell'essere anima vedrai la vera bellezza che colpisce. la semplicità, la dolcezza e l'amore.
Malgrado la vita è quel che è, malgrado i dolori e la voglia di chiudersi in se stessi, mi guardo intorno e, senza parole, mi accorgo che tutto cambia e travolge questa vita nell'immensità dell'attimo.
Non si può avere sempre la primavera nell'anima, ma non si può neanche avere sempre l'inverno, eppure sento nell'anima quel gelido freddo invernale. Seppur dentro brucia il caldo infernale, fredda è la mia che nulla sente se non il freddo gelido dell'inverno.
Io sono una persona reale, non un profilo Facebook, se sto sorridendo te lo dico, se sto versando una lacrima è la verità, e, so che non mi vedi e trasmetterti quello che sono è l'unico modo che ho per rendermi reale. Sono spontanea, si spesso come una bambina, non riesco a non essere sincera, sono diretta, ma con dolcezza e tocco, racconto tutto con passione perché la mia anima vive di questo, non sopporto il parlare alle spalle, il giudicare, non sono perfetta tutt'altro, ma cerco di comportarmi come vorrei fossero gli altri con me. Mi piacciono le facce pulite, guardo negli occhi, parlo di fronte, non alle spalle, non mi nascondo, non ho paura, anche se so che tutto questo mi rende vulnerabile agli occhi degli altri, preferisco essere così che indossare una maschera. Le maschere le lascio al carnevale e se mi incontri vedrai sempre il mio volto anche dietro quella maschera.
Ti ho amato Babbo. Ho amato il tuo dolce sorriso, ho amato la tua dolcezze e il tuo comprendermi, ho amato il tuo abbraccio quando mi sentivo persa e ti ho amato ancor di più quando in te vedevo in lacrime. Tu che non ti sei mai vergognato delle tue lacrime papà. Ti ho amato per tutto l'amore incondizionato che mi hai dato. Dura è stata questa vita che ha ingannato te portandoti via da me, papà meglio di no.
Babbo tu che quando per gioco ti chiamavo papà, i tuoi occhi mi guardavano con disapprovazione. Odiavi essere chiamato papà, babbo, babbo e ancora babbo. Non mi stanco mai di pronunciare quella parola! Babbo. Tu eri vita per me, tu eri. E quando la vita ti ha portato via, io l'ho odiata; e oggi, quando mi perdo, guardo la tua foto, alzo gli occhi al cielo. Il mio urlo si perde, ma tu non ti perdi mai, tu che vivi in me nei miei occhi. Tu, sempre e per sempre babbo!
Auguri babbo e perdonami quando urlo il tuo nome e ti dico perché? Perché te ne sei andato senza me! Auguri babbo, tua figlia, con amore.
La vita può ferirti al tal punto che smetti di guardare l'orizzonte, che non ha più importanza, poi un giorno ti svegli e ti perdi nell'odore della natura, guardi e riguardi, un unico pensiero ti sconvolge l'anima, da quanto hai smesso di "sentire" l'odore della natura? Troppo, troppo tempo... ed è così che ad alta voce ti dici: imparerò a guardare nuovi orizzonti, perché solo così io posso vivere.
E capita poi che ti ritrovi alla pagina centodue di un libro, ma non uno qualunque, ti ritrovi lì e leggi quella frase, che apparentemente non ha nulla di speciale, dovrebbe essere nella normalità pensi, e invece no. Cominci a piangere, silenziosamente, per non farti vedere o sentire da chi ti dorme a fianco, piangi nella stanza con la luce soffusa. Chiudi il libro, gli occhi sono offuscati, non vedi più limpidamente le cose, ma le crei nella tua mente. Cerchi di addormentanti ma il tuo pensiero è lì, che naviga fra vecchi ricordi, di un passato che non esiste più.
Sono una persona dolce. La mia dolcezza la devi cercare, tra le macerie del mio cuore e abbattendo quella scocca dura che avvolge il mio essere. Dura perché la vita è stata dura con me, mi ha presentato il conto prima che io avessi consumato qualcosa. Dura come la pietra che chiudevo nel mio pugno ogni qualvolta mandavo giù dispiaceri, quella pietra che ad un certo punto ho scagliato contro quelle persone che mi hanno ferito. Eh già, ad un certo punto impari a difenderti, diventi forte! Forte da sembrare gelida, ma gelida è solo l'armatura che indosso, non sono come sembro. Io ho il cuore ricucito e l'anima con le toppe, ma se solo tu volessi potresti scalfire la pietra e scoprire che poi non sono così male!
Sono sempre stata precipitosa un po' su tutto. Precipitare nell'abisso della mia anima era solo questione di tempo. Non so più usare le ali. Mi sono abituata a toccare il fondo, prima di prendere l'impulso per risalire.