Esperienze


Scritto da: Francesco Saudino
in Diario (Esperienze)
Sarò sincero, non c'ho mai sperato più di tanto. Non che non credessi di meritarlo, ma sono un pessimista di natura e sfortunato cronico, e quindi quando per la prima volta incrociai il tuo sguardo mi limitai ad ammirarti da lontano, scioccato dal vedere con quanta grazia si fosse riunita in una sola persona tutto ciò che di più bello la mia fantasia potesse mai creare. Eppure eri la, a fermare il tempo col tuo sorriso. Sai, sono rimasto pessimista anche alle nostre prime chiacchierate, mentre cercavo di farti capire che eri più di quanto chiunque al mondo potesse mai meritare, e che dunque non valeva la pena esser triste per uno stronzo qualunque. Poi però lo stronzo è andato via, io rimasto, così come quel mio strano sogno di sentirti mia. E quel sogno si ripeteva, notte dopo notte, e anche di giorno, ad ogni nostra chiacchierata, ad ogni battuta, ogni rara volta in cui ci siamo visti, diventava quasi reale, un sogno ad occhi aperti. Confesso, ho iniziato a crederci, a perdere la mia corazza di pessimismo che mi protegge da ogni delusione. Ci ho sperato per un po', mi sono illuso, ho sognato troppo ad occhi aperti. Per questo è brutto adesso e fa un male cane. Quando il destino ti sbatte in faccia il sogno di una dolce felicità per poi restituirti alla dura realtà di delusioni, fa sempre male. Non è colpa tua, non ti incolpo di nulla. Purtroppo esistono i contrari, è l'ordine naturale delle cose, c'è il nero e il bianco, i buoni e i cattivi, le persone felici, e quelle tristi. E l'universo non invertirà certo il suo naturale ordine per un singolo, stupido, ragazzo innamorato.
Composto mercoledì 30 settembre 2015
Vota il post: Commenta
    Scritto da: Nika43
    in Diario (Esperienze)
    Viviamo i sentimenti come fossero farfalle in volo. Prima o poi moriranno, prima o poi passeranno, prima o poi finirà il tormento di un ricordo, il tormento di reprimere ciò che sentiamo perché sappiamo essere sbagliato, finirà tutto questo e solo allora riusciremo a girare indietro gli occhi del tempo, sorridendo, ricordando finalmente tutto quello che di positivo c'era.
    Composto martedì 29 settembre 2015
    Vota il post: Commenta
      Scritto da: Silvia Nelli
      in Diario (Esperienze)
      Ti rendi conto di essere una donna matura, quando il confronto più difficile e intimo lo hai con te stessa. Quando ti rimproveri e ti ricordi quanto vali. Sei diventata grande quando la tua serenità la difendi a qualunque costo. Quando la tua dignità si colora di orgoglio. L'orgoglio di avercela ancora una dignità in questo mondo consumista e materialista. Sei diventata una donna completa quando saprai bastare a te stessa, quando anche nelle notti più difficili, quelle buie dove la solitudine quasi ti fa affogare in un mare di lacrime non ti viene mai la voglia di regalarti o svenderti per un momento di compagnia. Quando avrai raggiunto tutto questo, avrai la consapevolezza di avercela fatta. È da qui che ha inizio il tuo cammino migliore.
      Composto lunedì 28 settembre 2015
      Vota il post: Commenta
        Scritto da: Silvia Nelli
        in Diario (Esperienze)
        Poi arriva quel giorno in cui è sole pieno fuori e dentro te. All'improvviso è come se ti svegliassi da un lungo sonno. Via le tempeste interiori, la rabbia e il dolore. Via la tristezza e quella maledetta sensazione di sentirsi sbagliate. Via la paura di dire la tua per non perdere le persone. Ecco che sorridi e non te ne frega più un cazzo di niente e di nessuno. Né di chi va e né di chi resta. Non te ne frega se hai ferito, tanto hanno ferito anche te. Non te ne frega se ora vuoi andartene, tanto c'è chi l'ha fatto prima di te. Non te ne frega più niente e capisci che il tuo stare male era proprio il continuare a stare vicino a persone che nella vita cercano ben altro di ciò che cerchi più. E capisci che il lasciare andare a volte equivale al ritrovarsi.
        Composto domenica 27 settembre 2015
        Vota il post: Commenta
          Scritto da: Silvia Nelli
          in Diario (Esperienze)
          Mi pento di tutto il tempo sprecato con persone inutili che non hanno saputo lasciarmi niente. Mi pento delle lacrime che ho lasciato scendere ogni volta che qualcuno mi feriva senza nemmeno preoccuparsi di ciò che causava. Mi pento dell'amore che ho donato a chi di amore non ne conosce nemmeno il significato, di quei "ti amo" detti con il cuore a chi cuore non ha. Mi pento di non aver saputo valutare meglio coloro a cui ho aperto il cuore permettendoli di spaccarmi in due anche l'anima. Mi pento di aver perdonato, giustificato e tollerato solo per paura. Mi pento di tutto, ma non mi pentirò mai di avere detto "basta" a tutto questo! Di aver imparato a scegliere le strade giuste, di aver imparato a lasciare dietro quelle sbagliate! Non mi pento dei "vaffa" o delle parole dure regalate a chi scrupoli non ha avuto. Non mi pento di aver sofferto, pianto ed esser quasi morta se tutto questo mi ha fatto capire che nella vita non conta chi incontri... ma conta imparare a riconoscere chi è meritevole di restare e chi va lasciato al suo destino. Le scelte si pagano e a volte hanno un prezzo alto. Non mi fa paura farle e non mi spaventa pagarle... quello che conta è che io abbia imparato a non restare dove sono decisamente considerata "niente" quando in realtà sono decisamente "troppo".
          Composto giovedì 24 settembre 2015
          Vota il post: Commenta
            in Diario (Esperienze)
            Perché arriva un momento che sei stanco di vivere nell'ottica di compiacere chi hai accanto. Perché non sogno la bella casetta e i pargoletti, non sogno il praticello inglese con i fiorellini, non credo e non voglio due cuori e una capanna. Perché odio la routine, la deleteria superficialità dei giorni, delle ore, dei minuti, delle parole di ogni singolo discorso. Perché voglio quello che ho sognato, voglio essere io, voglio essere viva. Non avrei mai pensato di dire che l'egoismo non è poi così da condannare. Chi stabilisce ciò che è giusto o meno? Chi stabilisce che il percorso della vita di una persona debba essere schematizzato sulla base di canoni comuni che si ripetono retorici, anno dopo anno, figlio di questa cultura bigotta e provinciale che accomuna l'esistenza delle persone in un'aura di idilliaca felicità?
            Vota il post: Commenta