Scritto da: Lucia Griffo
in Diario (Esperienze)
Ci sono posti dove il silenzio si esige, ma i baci dati al vento parlano.
Composto giovedì 30 marzo 2017
Ci sono posti dove il silenzio si esige, ma i baci dati al vento parlano.
Esistono due tipi di sogni: quelli a due mani e quelli a quattro. I primi sono espressione di volontà ferrea, autodeterminazione, caparbietà, ostinazione, tenacia. Io amo definirli "della gioia", perché con essi ognuno, tramite le personali capacità, può raggiungere, doppiare e superare i propri limiti e obiettivi. I secondi, invece, hanno bisogno di un aiuto esterno, di una piccola o grande felicità donata, dell'avallo e il contributo di una o più anime altre. Sono questi i sogni della frustrazione, dell'impotenza, quelli per cui, proprio quando si crede di averli messi al sicuro, arrivano le imprevedibili, improvvise e turbolente correnti marine, che, con furia cieca, li scaraventano nuovamente in alto mare. Qui essi annaspano in un naufragio senza fine che, talvolta, li lascia annegare senza scampo alcuno. Chissà, forse è meglio affidarli alla sola cura delle proprie mani i sogni.
Nel mondo ci sono vari tipi di persone, persone che si credono migliori degli altri, persone superficiali che credono che gli sia tutto dovuto, persone che parlano degli altri perché non hanno una loro vita, persone che giudicano senza guardarsi prima allo specchio... a tutte queste persone vi lascio nelle vostre convinzioni... io intanto mi vivo la mia vita!
A volte ho una strana sensazione, quella di essere perseguitata dalla leggendaria nuvoletta di Fracchia. Ma poi sinceramente penso, che la vita vuole metterci alla prova pur di rafforzare la nostra resistenza, per combattere e vincere con tutte le nostre forze le avversità che incontreremo lungo il tragitto.
Può essere un gravissimo errore stimare fessa una persona che dimostra bontà. Non certo la bontà propriamente detta naturalmente, la bontà dei credenti o della cultura popolare, in questi ambiti la parola bontà assume significati esagerati e volgari. D'altronde non è per chiunque distinguere la bontà dalla fallacia.
Non so cosa lasci credere ad alcune persone che io non sia una persona tenera, dolce e serena. Forse questo mio essere così sicuro, oppure il mio modo così schietto diretto o magari il mio modo di guardare e raccontare il mondo dietro una veste così realistica e dura. Lasciatemi dire che il fatto che io sia una persona che nota molte cose, che guarda la vita dritta in faccia senza scartare niente di essa, nemmeno i suoi lati peggiori, non significa che io non abbia un cuore, dei sentimenti e delle debolezze. Io posseggo fragilità che non sono né scontate, né piccole. Delle paure che ristagnano nella mia anima e spesso mi impediscono di procedere con serenità. Ho dei limiti che non sempre riesco a superare. Io sono anche una persona sensibile, tenera e dolce. Ho dolcezza dentro me, amore immenso e un sorriso che difendo a denti stretti. Ho solo un piccolo "difetto" che però; io ritengo essere un grande "pregio"... ossia quello di mostrare questi lati di me solo a chi merita, scegliendo io stessa chi ne è meritevole, ma soprattutto scelgo di mostrare tutto questo solo a coloro che mai lo useranno per ferirmi.
Per uscire dalla depressione bisogna fare tante camminate all'aria aperta. Questo rompe le barriere della nostra testa.
Nel corso della mia crescita evolutiva mi è arrivata qualche delusione, ho acquisito molti dubbi, ma in compenso nutro ancora tanta fiducia.
Incontro tante persone piene di sé e per questo dico che "più si credono, meno gli credo".
Essere "sempre" se stessi è giusto o sbagliato? Se essere sempre se stessi significa non essere adattativi alle mutevoli situazioni ambientali ne va del proprio stato di salute psicofisico, se invece vuol dire mantenere saldamente i propri principi, pur nell'adattamento, allora la cosa può essere più che apprezzabile (anzi auspicabile). Salvo venire alla successiva domanda: ma questi saldi principi sono etici? Virtuosi? Rispettosi dell'altro? Sia che la risposta sia positiva, sia che sia negativa, ognuno di noi può dire di avere meriti o colpe specifiche? La risposta è che le domande non finiscono mai.