Esperienze


Scritto da: Silvia Nelli
in Diario (Esperienze)
In alcuni momenti della vita mi comporto come un bambino che non vuol sentire le giuste direttive di una saggia madre. Ho esattamente lo stesso entusiasmo di un aquilone che prende il volo consapevole che prima o poi il vento a favore finirà. Ho la capacità di non temere e allo stesso tempo di tremare all'idea che la paura possa paralizzarmi. Sì, adulti che hanno a volte la capacità di ritrovare quell'aspetto "infantile". Quell'aspetto che fa di loro persone un po' sciocche, ma con il cuore colmo di speranza. Forse per questo non finiamo mai di crescere ed imparare. Non so se fa parte dell'essere umano oppure dell'essere un po' "coglioni" ed irresponsabili questa cosa che ci fa buttare comunque anche quando sappiamo che il volo sarà uno spettacolo, ma l'atterraggio una morte sicura.
Composto sabato 29 aprile 2017
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    Scritto da: Mario Pappagallo
    in Diario (Esperienze)
    La luce influenza la vita dell'uomo più di quanto si pensi e si immagini. Non a caso al buio si associa l'ignoranza e alla luce l'intelligenza. Il lume delle idee. L'illuminismo è fenomeno di luce dopo l'oscurantismo medioevale, religioso, aristocratico. E oggi, guarda caso, anche nei fumetti è una lampadina accesa a simboleggiare un'idea. La luce gioca un ruolo centrale nella vita dell'uomo. Attraverso la luce gli esseri umani possono vedersi fra loro, vedere l'ambiente che li circonda e individuare il loro posto nell'universo nonché l'origine dell'universo stesso. Grazie alla fotosintesi, la luce rappresenta l'elemento essenziale per l'esistenza della vita. Costituisce, inoltre, un aspetto fondamentale nella cultura e nell'arte essendo una delle maniere con cui stabiliamo rapporti col mondo esterno e lo rappresentiamo attraverso la visione e le arti visive. La natura della luce e la sua interazione con la materia hanno inoltre costituito e tuttora costituiscono elementi di base per lo sviluppo di svariati settori della scienza. Da un punto di vista applicativo, l'utilizzo della luce, in particolare della luce laser, ha rivoluzionato la maniera in cui viviamo per applicazioni in medicina, nelle comunicazioni, in campo energetico e nella efficiente e precisa manifattura di prodotti.
    Composto venerdì 28 aprile 2017
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      Scritto da: Silvia Nelli
      in Diario (Esperienze)
      Non c'è mai una fine. Non c'è mai un "the end" per chi dentro la vita la sente. Non conta quanto in fondo, sotterrata da milioni di delusioni, difficoltà essa batta. Per chi quella voglia di vivere ce l'ha radicata dell'anima non ci sarà mai una fine. Solo la morte può fermare queste persone, ma fin quando saranno in vita lotteranno e rinasceranno sempre. Per loro rinascere è una nuova opportunità, un'occasione in più e completamente nuova che la vita offre, dicendo: "rialzati e riprova. Non hai perso nulla anzi... hai imparato qualcosa in più che ora potrai portare con te. Usalo e fanne tesoro... si chiama esperienza"!
      Composto giovedì 27 aprile 2017
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        Scritto da: Sannino Michele
        in Diario (Esperienze)
        Quante volte si dicono cose che non sempre sono vere, e quante volte si dicono perché sono vere si sentono, ma non ci crediamo perché non c'è mai stato mai nessuno che ci abbia amato veramente. Non fate l'errore di non credere quando ci raccontano le proprie emozioni, il suo amarvi. Non fate mai l'errore di non credere quando qualcuno vi dice... io che amo solo te. Quando ci dicono certe cose guardatelo negli occhi e restate in silenzio e osservandolo perché potreste aver di fronte chi vive solo per amarvi ed essere amato solo da voi. Non fate l'errore di dare tutto per non vero come ho fatto io.
        Composto giovedì 27 aprile 2017
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          Scritto da: Mariacarmela Scotti
          in Diario (Esperienze)
          Ricordo ancora quella volta alla stazione, poco prima di partire, mi hai baciato di nascosto lungo il sottopassaggio. Già, io e te in quel bacio. Lo ricordo così, "inaspettato". E salito su quel treno, ti ho richiamato per dirti che ti amavo da morire, ritornando a casa con la malinconia addosso. Ripenso anche a quel primo incontro dove ci siamo seduti in un bar per mangiare qualcosa senza poi mangiare nulla e tutto quello che succedeva intorno a noi non ci importava, perché eravamo solo io e te in una grande città. Ripenso ancora a quel tuo ridicolo modo di prendermi in giro e farmi ridere, perché ti piaceva tantissimo vedermi sorridere. Si, ti piaceva parecchio. Sai, a volte riascolto quella canzone che d'estate ti faceva impazzire a tal punto che un giorno mi dicesti: "ogni volta che ascolti questa canzone, pensami!". Oggi però ti detesto perché mi viene in mente di continuo quel tuo sorriso meraviglioso, quando con la testa sul cuscino ci siamo amati sotto le lenzuola. Oggi detesto ripensare a tutte quelle volte che avrei voluto "esserti accanto" e non c'ero, o tutte quelle volte che volevo sentirmi dire "ti amo" e non l'hai detto. Io ti detesto. E non c'è niente che possa impedire alla mia testa di pensarti. Ecco, io oggi ti detesto.
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            in Diario (Esperienze)
            L'ispirazione dorme silente in un cuore che soffre, nell'uomo che "tace". Da sempre presente tra sogno e realtà, è pronta a "scattare" nel dolce momento, nel triste rimpianto, nell'intimo istante in cui l'anima anela a capire il mistero; il perché d'ogni cosa; dell'incerto vagare. Non credo nella ispirazione poetica, nelle "fatiche letterarie" (chi ama e sente qualcosa non prova fatiche di nessun genere), nelle vene od arterie; se ci siano o meno, non è cosa che possa riguardarmi; ma credo fermamente nella passione, quella che è presente nell'anima e che non puoi scacciare. La passione non è incostante, ma costante; è impulsiva, fastidiosa talvolta! Un fuoco che brucia e che non riesco, personalmente, ad estinguere; è più forte di me. Vorrei tanto andare via da questo social per non scrivere più. Non voglio scrivere più, vorrei starmene per conto mio, nel silenzio. Solo una cosa sostengo: non esistono vene, non esistono periodi. Basta un commento, una frase, una parola, un bel fiore o semplicemente l'alba per meditare e scriverci sopra.
            Composto martedì 26 aprile 2016
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              Scritto da: Giorgio Baiardi
              in Diario (Esperienze)
              Mi sedetti su quella panchina in mezzo al verde, come se la stanchezza fosse parte di me. Come se quel periodo, ormai del passato, gravasse ancora pesantemente sulla mia malinconica felicità. Sapevo che non avrei dimenticato mai quella parte di me che aveva voluto andarsene da quel distacco così doloroso. Forse in quel momento avrei voluto ancora prolungarlo, ben sapendo che la fine di ogni cosa rivela un grande segreto. Quello di vedere in modo chiaro quanto la solitudine si sarebbe impadronita del mio cuore. Non avevo più quel sorriso che ora, disegnerebbe rughe profonde sul mio volto e non sentivo più tutta quell'importanza che quell'attimo aveva lasciato dentro me per molto e molto tempo. Avevo solo il ricordo di me con quel sorriso triste, che aveva solo un'immagine di facciata nel constatare che dopo tutti i sogni, avrei dovuto affrontare la realtà. Era passato tanto tempo, che il tempo mi aveva fatto comprendere quanto i prati intorno a me avessero il significato unico di vedermi correre felice, nonostante correre non avrei potuto più. Correre, correre e correre. Perché le cose che non si hanno più hanno un valore diverso. Per tutto l'amore che ho dato e che ho ricevuto, ho sempre voluto cose estreme. Ma amo le cose estreme quando valgono... e sono così banali quando non valgono.
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                Scritto da: Giorgio Baiardi
                in Diario (Esperienze)
                Mi sedetti su quella panchina in mezzo al verde, come se la stanchezza fosse parte di me. Come se quel periodo, ormai del passato, gravasse ancora pesantemente sulla mia malinconica felicità. Sapevo che non avrei dimenticato mai quella parte di me che aveva voluto andarsene da quel distacco così doloroso. Forse in quel momento avrei voluto ancora prolungarlo, ben sapendo che la fine di ogni cosa rivela un grande segreto. Quello di vedere in modo chiaro quanto la solitudine si sarebbe impadronita del mio cuore. Non avevo più quel sorriso che ora, disegnerebbe rughe profonde sul mio volto e non sentivo più tutta quell'importanza che quell'attimo aveva lasciato dentro me per molto e molto tempo. Avevo solo il ricordo di me con quel sorriso triste, che aveva solo un'immagine di facciata nel constatare che dopo tutti i sogni, avrei dovuto affrontare la realtà. Era passato tanto tempo, che il tempo mi aveva fatto comprendere quanto i prati intorno a me avessero il significato unico di vedermi correre felice, nonostante correre non avrei potuto più. Correre, correre e correre. Perché le cose che non si hanno più hanno un valore diverso. Per tutto l'amore che ho dato e che ho ricevuto, ho sempre voluto cose estreme. Ma amo le cose estreme quando valgono... e sono così banali quando non valgono...
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                  Scritto da: Giorgio Baiardi
                  in Diario (Esperienze)
                  Essere felici nel vero senso della parola, ha un sapore di vittoria e quel giorno avevo la sensazione che vincere non fosse sempre facile. Come se tutte le difficoltà della mia vita si fossero accentrate in quel momento. Negli occhi spesso si nascondono molti mondi nei quali abbiamo vissuto, pezzi di vita ai quali dobbiamo rendere merito, cieli nei quali ci siamo perduti, mari nei quali siamo affogati. Non solo, ma con molti "ormai" diventati tali con la domanda del perché un ormai diventa un ormai. Forse perché l'amore è soltanto uno, tra le così tante combinazioni che avvengono tra le persone. E la scelta, in fondo è soltanto un'idea sulla quale abbiamo rifuso le nostre speranze su di un amore grande e tanto possibile. Senza che questa idea possa essere imposta, ma solo suggerita dal cuore. Stavo lasciando, su quel selciato sulla quale stavo camminando per raggiungerti, le tante speranze accumulate nel passato per camminare su migliaia di fogli bianchi da scrivere in questo nostro presente così tanto voluto. Tu eri seduta nel nostro caffè, con l'aria di chi ha passato tempi migliori e il primo pensiero che mi venne in mente fu quello che non avessi avuto il mio stesso passo. Ti amavo a tal punto che il vederti così triste non me lo faceva sopportare. L'amore non è mai quello che ci immaginiamo e conquistarlo fa venire la voglia di riscrivere la nostra vita. Ma anche di rinunciare alla felicità se questa non è una felicità condivisa. Mi sedetti vicino a te come un piccolo uomo si avvicina ad un pianeta inavvicinabile. Con la paura che le nostre diversità ci avessero ancora una volta allontanati. Ma tu silente e bella come non mai, mi sorridesti ed i tuoi occhi si ingrandirono pieni di quell'amore che sapevo riconoscere. Ed io mi persi in quel cielo, affogai in quel mare. I tuoi occhi, un paradiso immaginario. Molto reale.
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