in Diario (Esperienze)
Invece di copiare preferisco mille volte essere copiata, perché è l'originalità che rende unici.
Composto mercoledì 10 maggio 2017
Invece di copiare preferisco mille volte essere copiata, perché è l'originalità che rende unici.
Uno sguardo all'America.
Dentro i sogni ci sono le aspettative per un futuro di grandezza. Dai sogni si cade e ci si schianta sul duro suolo. L'America e il suo sogno possono essere questo. Per un incanto la gente costruisce prospettive e parte all'avventura. Noi, lo facciamo ogni volta che decidiamo qualcosa di concreto che fa iniziare un nuovo progetto fatto di opportunità nuove e solide. Non so quanti tra tutti hanno conosciuto il sogno americano e lo stanno vivendo. So soltanto che ogni giorno milioni di individui iniziano ad inseguirlo e, per ciò che trovano lungo il percorso ad ostacoli si scoprono nella loro natura di preda o di fiera. Essere leone o gazzella durante la corsa ê essere America. Non abbiamo necessità di attraversare l'oceano per diventare noi stessi. Spesso viviamo all'interno del nostro territorio in un mare profondo ed incognito pieno di squali vivendo il silenzio delle profondità marine dentro la nostra anima che attende un miracolo. Non so perché ci aspettiamo qualcosa dagli altri. Sicuramente perché in noi alberga la consapevolezza di non essere soli e di vivere un destino comune. A venti anni è facile vivere di aspettative con lo sguardo fiero di un americano che crede nei valori progressisti. Quando il tempo scorre, molti tramonti si susseguono alle albe. È il momento che proviamo ad arrenderci di fronte a delle guerre mai vinte che chissà perché conoscono altri guerrieri vittoriosi. Essi non sono più duri e determinati di noi durante la ricerca "dell'oro del klondike". Probabilmente semplicemente più aggressivi. In queste spedizioni come per ogni fronte, molti nomi sono rimasti coperti dalla polvere che cancella la storia. Non rimangono impresse a terra le loro orme. Questo è il motivo per cui altri uomini dopo di loro percorreranno l'uguale sentiero soccombendo agli inganni. Non erano veri americani ma viaggiatori del mondo. L'uomo sicuro di se malgrado qualche sconfitta e qualche conquista è l'America. Egli fino a quanto non è spirato e gli occhi si sono sbarrati mantiene la sua fierezza.
È difficile riconciliarsi col passato. Ma se non si fa pace con esso, non v'è futuro, né si può vivere al meglio il nostro presente.
A volte faccio fatica a percepire quale argomento potrebbe suscitare attenzione alla vostra mente - e mi succede di camminare nel buio per trovare attenzioni se parlo troppo di politica, scappate, se parlo di una certa tipologia di musica, magari non si accosta al vostro ritmo, e così via succede che la poesia e costretta rimanere chiusa in quel cassetto che nessuno osa aprire e scoprire che dietro il tutto c'è sempre un cuore che batte, e lacrime che spesso scendo quando non si riesce a contribuire e dare attenzione a chi meriterebbe più tempo d'ascolto e di riflessione per quel bisogno d'amore che oggi più di ieri viene a mancare perché si è troppo convinti d'essere onnipotenti e che tutto possiamo osare e fare, quando poi nella solitudine di muri che non ci ascoltano ci lasciamo frantumare da sentimenti che incontri nel mondo che cammina con il capo chinato e occhi socchiuse no s'accorge di quanto immenso sia il creato e di quanto amore hanno di bisogno i suoi figli, figli che spesso nasco e muoiono senza neppure aver avuto in cambio un piccola attenzione o una piccola carezza che tarda come sempre ad'arrivare.
Sono sincera, sono sempre per la verità mi piace essere spontanea nelle cose che succedono in realtà è meno difficile, agire senza limiti essere se stessi in ogni occasione giusta, stare tranquilla la dove si può, continuare la vita è uguale stare in silenzio questo ti fa stare male, ascoltare la gente in versioni diverse fare di tutto per non essere persi, sentire la musica sempre la stessa canzone, fare di tutto per non oltrepassare ogni cosa che ci pare davanti, lasciando le cose senza aiutare la gente è lo stesso, stare davanti l'uno all'altro dando un abbraccio per accontentarsi, cercare di tutto per capire niente, stando al letto con la febbre alta, cogliendo i fiori con la stessa mano, piace tanto non da fastidio lo cercano tutti alcuni lo trovano sanno che è difficile arrivare a questo ma non si arrendono per niente lottano per questo, lo sognano di continuo, lo vogliono in realtà, è la felicità che cercano questo chi sa? Fanno bene ad aspettare che sia presente in loro la più vera realtà.
Ritengo ogniqualvolta quando uno sì mette a scrivere trasmette una parte di sé, non per caso si esprimono le loro idee, là dove sorge il dubbio c'è anche la confusione, che dire tutto inizia e finisce con i pensieri cioè tutti noi siamo dipendenti di loro, non per caso esiste il positivo e il negativo oppure il pessimismo e l'ottimismo, ognuno di noi dipende dall'umore dell'altro, da ciò che dicono e poi si inizia a elaborare tutta nella mente, a volte non si riesce ad accettare questa dipendenza a volte ti sembra così normale che ci convivi ma con dentro l'angoscia, l'ansia, perché c'è tutto dentro la mente, un ciclo che continua a girarsi attorno a sé, bisogna dirle basta e smettere di andare in tilt ogni volta che a te non piace qualcosa che gli altri dicono invece di stare in silenzio parla, di il tuo parere per non andare oltre dentro alla tua mente, ma agisci nella realtà la dove puoi dare un senso a ciò che succede attorno a te, inizia così e vai avanti sconfitti la tua dipendenza nei loro confronti!
Lascia che accada! Anche se è dura, anche se non è facile. Nonostante le paure, nonostante le circostanze, anche quando nulla sia propizio. Lascia che accada! Non importa quanto ami, se non ti amano non restare. Se ti mentono, se sono stanchi di te, alleggerisci il carico e guardali partire. Piangi, urla e quando passerà la tempesta, inizierai di nuovo a volare. Lascia che accada! Ma lascia davvero, con quelle voglia che si ha di vivere, con tutta quella voglia che hai di essere felice. In questa vita non si può morire per i rimpianti, per i giorni grigi, per un disamore, e poi, vedrai che un giorno ti sveglierai in un nuova vita, in una nuova speranza, e forse in un nuovo amore. Ma prima, lascia che accada.
Isolarsi e mettersi lì, seduto, ad osservare il vento tra le fronde degli alberi, sentirlo sulla tua pelle e poi ascoltare, si ascoltare quella impercettibile voce del bosco che parla al tuo spirito, al tuo io, provocando sensazioni miste di felicità e dolore nei tuoi pensieri, pensieri a volte troppo allegri o troppo tristi da raccontare perché, alla fine è davvero un gran casino raccontare la propria storia, la nostra vita agli altri. E allora non ci resta che godere di quegli attimi in solitudine, dove luce e ombra giocano tra quelle fronde, così come sembrano giocare nella tua mente, prima di trovare quella voglia di alzarci e camminare verso quel mondo che sembra non appartenerci ma nel quale siamo costretti a vivere, e pensando già al giorno in cui ritorneremo a sederci per sentirci nuovamente liberi, liberi di ritrovare noi stessi, cercando ordine nel proprio disordine. Isolarsi, sedersi, emozionarsi e perdersi, purezza e essenza del mio animo.
A volte bisognerebbe giocare a stare bene, facendolo di qualità col risparmio di niente attingendo solo dalla cassa del cuore... le cose fatte tanto per... portano solo alla noia e si dimenticano facilmente perché senza un ordine di valore del dettaglio persino la memoria mostra il suo disappunto... La qualità ha un sapore e dei profumi inconfondibili la senti nell'aria arrivare come quando nelle vicinanze di un campo senti il profumo dell'erba bagnata dalle prime gocce di pioggia.
Avevo sei anni la prima volta che lo incontrai. Scaturiva copioso da quello squarcio nel polso di mia madre, macchiando il lenzuolo di seta bianca, rubando il colorito alle sue guance, il calore al suo corpo, portandosela via. L'ho rivisto di nuovo a dieci anni. Come un'aureola circondava il capo della mia migliore amica che, credendosi un angelo, aveva deciso di provare a volare. Ma lì, a terra, le braccia e le gambe ripiegate in quella posizione assurda, più che un angelo sembrava un burattino dai fili recisi. Tornò a trovarmi un paio d'anni dopo. Gli slip si tinsero di rosso, il cuore di paura. - Non è niente! - mi rassicurò la nonna - sei solo diventata una signorina! A diciassette anni fui io ad invitarlo. Non si fece pregare. Non appena infilai l'ago nel braccio, schizzò fuori in una pioggia di mille microscopiche goccioline. Poi fu calore e, perdendomi in quell'insolita sensazione, lo dimenticai. Ma oggi riappare ovunque... Dal naso e dalla bocca mi cola lungo il mento, sul collo, sul petto. Il mio sangue. È sulle mie mani, sul coltello, sul cruscotto. Forma strani disegni sul vetro, mi ricordano quelli che col dito facevo da bambina. Si allarga su quella schiena sconosciuta, impiastricciando l'ispida peluria che la ricopre. Il suo sangue. No, non avrebbe dovuto colpirmi! Nessun cliente ha mai osato farlo. L'ago scivola rapido sotto la pelle, il coltello scivola tremante sul mio esile polso. Sono stanca di vedere sangue. Voglio solo calore ora... e per sempre.