Esperienze


Scritto da: Silvia Nelli
in Diario (Esperienze)
Guardatemi bene e ricordate che c'è un tempo per tutto. A te che ti dimeni per dimostrare la tua ragione sappi che non me ne frega niente, non è con essa che devo fare i conti, ma con la mia coscienza e quella sta apposto. A te che parli, spari a zero, giudichi e lanci frecce sappi che di parole al vento ne è pieno il mondo. Esse passano tra milioni di altre parole che la gente racconta e restano il "niente"! A te che dimostri quanto ipocrita sia il mondo sappi che non mi stai mostrando niente di nuovo! L'ipocrisia mi gira attorno e continuerà a farlo, ma dentro me non entrerà mai! C'è un tempo per tutto e lo spazio attorno a me, vicino a me per certe cose è terminato. Spargete le vostre frustrazioni altrove che la mia persona da un bel po di tempo guarda altrove e non ci soffre più! C'è un tempo per tutto e il vostro è solo tempo sprecato perché comunque vada io starò bene con me stessa!
Composto venerdì 16 giugno 2017
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    Scritto da: Fabiano Rastelli
    in Diario (Esperienze)
    Io non ti devo cambiare. Sei perfetto così. In questa perfezione è compresa un'evoluzione. Un cambiamento. Farai le tue scelte, i tuoi errori, e soffrirai, perché in questo c'è crescita. Ogni limite ti porterà sempre più vicino all'orizzonte dell'infinito. In ognuno esiste il divino, e quel divino deve conoscere la sua stessa illimitatezza, e lo può fare solo ponendosi limiti e superandoli, sbagliando e crescendo. Perciò non ti devo cambiare, sei esattamente dove devi essere, al punto esatto della tua evoluzione. E non ti giudico più, perché giudicare è andar contro alla consapevolezza che tu sei esattamente al punto in cui dovevi trovarti nella tua evoluzione, nel cammino, in cui il divino che tu sei, sta facendo per conoscere se stesso.
    Composto lunedì 12 giugno 2017
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      Scritto da: Silvia Nelli
      in Diario (Esperienze)
      Mi piace vivere con quella leggera spensieratezza nella mente e nel cuore. Sono finiti i tempi in cui un angolino mi vedeva protagonista di angosce, lacrime e tempo gettato nel cesso. Ho l'età giusta per capire milioni di cose. Amo la vita così com'è e amo viverla giorno per giorno. No, io non ho più voglia di legami che mi spezzano anima e cuore, di storie che mi soffocano l'esistenza e di persone che mi limitano o mi distruggono. No, ho smesso di essere quella che rincorre un tempo perso, un affetto astratto o una presenza assente... ora sono quella che il tempo lo riempie di certezze, ama e rispetta dove trova amore e rispetto e soprattutto c'è solo dove trova presenza sincera e non ci soffre più. Sono semplicemente una donna che si ama per ciò che veramente sente di essere. Non conta se ciò che sono è ormai "fuori moda" io mi accetto! Io mi sento "giusta" in queste vesti. Io semplicemente mi rispetto! Sono un puntino in un mare di "belle presenze" fatte di apparenza, di foto ritoccate, di gambe lunghe e snelle mostrate al mondo, di rossetti rosso fuoco, di camicette che mostrano seni prosperosi, di passionalità e sessualità regalata. Tra un mare di apparenza io resto solo un puntino che troppo spesso, non solo non viene notato, ma in molti casi addirittura "scartato". Anch'io ho due gambe da mostrare, un seno prosperoso da esporre, labbra piene di passione da dipingere di rosso... anch'io so muovermi come una gatta o diventare pantera dentro un letto, ma ahimè mondo superficiale perdonami se ancora amo mostrare tutto questo nei posti giusti, nei momenti giusti e soprattutto con la persona giusta. Perdonami mondo se sono ormai una "diversa". Soprattutto perdono devo chiederlo a me stessa per aver solo pensato di cambiare per piacere a chi di quelle come me non sa che farsene. Adesso a guidare i miei passi è l'amore per me stessa e il mio sorriso... tutto il resto è niente.
      Composto lunedì 12 giugno 2017
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        Scritto da: Lina Viglione
        in Diario (Esperienze)
        La gioia e il dolore è un po' come quando ci rompiamo un piede in un infortunio: in genere non ci facciamo caso, teniamo una certa parte del corpo di poco conto: ma è proprio quando non riusciamo a camminare che capiamo quanto sia di valore. Così è la gioia: non la possiamo valutare in tutto e per tutto nella sua vera essenza se non conosciamo il dolore. Mettendo la cosa in utilità possiamo fare l'esempio di un individuo che è triste, è disperato nel suo cuore: se uno riuscirà solo a farlo ridere in qualche modo proverà una gioia immensa. Quindi è palese che la gioia può esistere solo se esiste anche il dolore. Non esiste salita senza la discesa. Se noi non apprendiamo il dolore non potremmo circoscrivere il concetto di "gioia" non sapendo quale sia il suo opposto. Il dolore a volte può impedire la gioia, e la gioia può impedire il dolore. Questi due concetti si scontrano, ognuno cerca di prevalere l'uno sull'altro, ma per esistere hanno... hanno bisogno l'uno dell'altro.
        Composto sabato 1 gennaio 2011
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          Scritto da: Martina Boselli
          in Diario (Esperienze)
          "Voglio dire, è davvero così difficile per le persone essere felici?" "No, questo non è difficile. Il difficile viene dopo, quando hai scoperto cosa vuol dire essere felici davvero. Quando scopri che la felicità è un attimo che non torna più, ti è concessa viverla a piccole dosi e non sai mai quando puoi tornare a cibartene ancora. È lì che si annida il difficile: fare i conti con la realtà dopo che l'incanto è svanito. Tornare ad essere quelli di prima dopo essersi visti felici, diversi, belli, migliori. Far finta che nulla di tutto ciò sia successo. Le persone non hanno paura di essere felici, piuttosto, hanno paura che il momento in cui lo saranno di nuovo è troppo duro e lungo da attendere. Temono che questa sia la vera difficoltà, attendere troppo per qualcosa che magari non arriverà più, qualcosa, una speranza, in grado di logorarle davvero. È difficile dover ammettere che non tutti ne sono destinati, e che se ti capita una volta forse, non ti capiterà più. È difficile, tu non credi?"
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