Esperienze


Scritto da: Teresa Laviola
in Diario (Esperienze)
È una esperienza molto bella pensare che ogni giorno ci si sveglia al mattino con l'eccitazione di non sapere ciò che ci accadrà, e che potremo fare scoperte arricchenti, conoscere persone che ci aiuteranno a cambiare visione del mondo permettendoci di crescere.
Ci sono alcuni che nel loro percorso di vita si faranno sempre guidare da un maestro, altri l'hanno fatto in periodi particolari della loro esistenza, altri ancora non si lasceranno guidare e faranno da soli. Le esperienze tra queste tipologie di persone saranno totalmente diverse, ma non importa, ciò che conta è partire, anche se si arriva in ritardo, aprendosi al cambiamento.
È proprio quando ci costruiamo limiti e barriere intorno, non permettendoci di evolvere, che arriva l'appiattimento e quindi la depressione. Non siamo più disposti a decidere, a chiederci ciò che ci rende veramente felici e di conseguenza non azzardiamo, non rischiamo perché abbiamo paura. Eppure i fallimenti delle persone che hanno costruito tanto sono stati soltanto irrilevanti anticamere di successi più grandi.
Allora apriamoci, disponiamoci al cambiamento, scegliamo, decidiamo e partiamo. Non necessariamente raggiungeremo l'obiettivo che ci saremo prefissati, ma il bello sarà nel cammino da percorrere, con l'eccitazione di immaginare cosa potrà accadere ogni istante in direzione del nostro sogno cui passo passo ci avviciniamo.
Composto mercoledì 5 aprile 2017
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    Scritto da: Teresa Laviola
    in Diario (Esperienze)
    Insegnamento ricevuto: Un giorno un saggio quasi centenario che girava e gira tuttora per il mondo fischiettando, cantando e mangiando di ciò che trova... non lavorando, in quanto è un mistico, incontrò sulla sua via un giovane che gli raccontò tante esperienze di vita e gli chiese di seguirlo. Il vecchio non stava tanto ad ascoltare le sue parole, quanto le vibrazioni del suo cuore, e capì che era sincero.
    Si avviarono per percorsi impervi, l'anziano parlava poco ma offriva la sua esperienzialità, fin quando giunsero in un villaggio. Qui il giovane bussò alla porta di una cascina e gli aprì una ragazza molto giovane e bella: fu amore a prima vista. Il ragazzo decise così di fermarsi nel villaggio, sposò la giovane, insieme ebbero sei figli e visse con lei felicemente per tredici anni assieme alla sua famiglia, agli amici e ai parenti acquisiti.
    Improvvisamente arrivò una valanga di fango che coprì tutto il villaggio, di dimensioni molto più estese della slavina di Rigopiano. Morirono tutti ad eccezione del giovane che annaspava in due metri di profondità di fango. A tentoni cercava di risalire da questo mare soffocante. Riemerse, cercò di uscirne fuori vomitando fango e non riuscendo a respirare. Fuori da quel vortice, confuso, in balia di emozioni potenti perché si rendeva conto di aver perso tutto e fisicamente prostrato riuscì a bere dell'acqua... ma continuava a vomitare fango e ancora e ancora, fin quando, libero lo stomaco, riuscì finalmente ad introdurre sorsi d'acqua.
    Nella prostrazione e confusione fisica e soprattutto emotiva, si ricordò che tredici anni prima il vecchio saggio lo stava aspettando.
    Il giovane riuscì ad uscire dal villaggio raggiungendo la strada e trovò l'anziano il quale gli disse:
    "Ti sto aspettando da 45 minuti, dove sei finito? Perché sei tutto sporco di fango?"
    A quel punto il giovane si chiese: ' tutto quello che mi è accaduto è un sogno o la realtà? '...
    Grande interrogativo...
    Soltanto entrando nella nostra coscienza più profondamente, attraverso un lavoro sulla nostra mente, che ci fa catalogare tutto e ridurre tutto ad una realtà oggettiva, perché pretendiamo di avere il controllo che ci da sicurezza su tutto ciò che ci circonda, riusciremo a guardare liberamente il mondo fenomenico con visuali differenti.
    Proprio nell'assenza di schemi riusciremo a liberarci creativamente, a sognare per far nuove tutte le cose, senza essere condizionati da schemi che ci riportano in un mondo che riduce tutto ad oggetti controllabili, ma che fanno parte soltanto delle nostre precostituzioni mentali.
    Ecco che nasce in noi, come sorge l'aurora, il cambiamento creativo.
    Composto mercoledì 5 aprile 2017
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      Scritto da: Nino Galluffo
      in Diario (Esperienze)
      La birra non è solo una bevanda. Una bionda, una rossa, un pretesto per brindare, un modo per dimenticare, un modo per ricordare, un modo per lasciarsi andare, un modo per litigare, un momento di allegria, un momento di euforia, un momento di riflessione, ispirazione. Una scusa per vedersi, una scusa per abbracciarsi, una scusa per baciarsi, una scusa per dire tvb. La birra è guardarsi negli occhi, lacrime e sorrisi, abbracci improvvisi. La birra è poesia, ma soprattutto la birra è "un momento da condividere".
      Composto domenica 18 dicembre 2016
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        Scritto da: Silvia Nelli
        in Diario (Esperienze)
        Per ogni passo che ho condotto su strade sbagliate, per ogni sguardo puntato verso il niente, per ogni cielo stellato non goduto e per ogni sentimento sprecato invano, io rinasco. Rinasco dai miei errori, dalle mie esperienze e da tutto ciò che mi hanno insegnato. Per ogni parola non detta, per ogni parola di troppo, per ogni silenzio incompreso e per ogni grido non ascoltato io rinasco! Rinasco dalle emozioni che ancora sento, da quelle delusioni che non mi hanno spenta/o completamente e dalla forza che non mi ha mai abbandonato. Rinasco per me stessa/o, rinasco per coloro che hanno creduto in me e soprattutto rinasco per tutti quelli che si erano giocati il culo dando per certo che io fossi "Spacciata/o"!
        Composto martedì 4 aprile 2017
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          Scritto da: Angelo Longobardo
          in Diario (Esperienze)
          Ci sono percorsi terapeutici per recuperare la normalità delle cose, la normalità valore assoluto, che per molti resterebbe quasi un obiettivo irraggiungibile considerando il livello di follia che dilaga in giro, un punto di partenza a prescindere dallo studio delle situazioni: la semplicità!
          Composto lunedì 3 aprile 2017
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            Scritto da: Silvia Nelli
            in Diario (Esperienze)
            Vi vedo osservare la vita e i comportamenti degli altri. Puntare loro il dito contro giudicandone atteggiamenti, scelte e posizioni prese. Vi vedo predicare valori e rovistare nelle coscienze altrui. Vi fingete grandi esperti di rispetto, lealtà e correttezza dandovi arie da guerrieri fedeli e devoti al buon senso. È un sorriso ironico e sarcastico quello che nasce sul mio volto quando vedo che mentre osservate e giudicate tutto questo, vivete una vita spoglia di ogni sano concetto da voi predicato. Rovistate meno nelle vite degli altri e date un senso maggiore alle vostre e soprattutto; lasciate stare le coscienze altrui e pensate a ripulire le vostre... credetemi, ce ne sarebbe bisogno. Non so se vi siete mai guardati dentro con estrema attenzione e obiettività come amate tanto fare con gli altri, forse se lo faceste vi rendereste conto che una "coscienza" nemmeno ce l'avete.
            Composto lunedì 3 aprile 2017
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              Scritto da: Giorgia Linho
              in Diario (Esperienze)
              Rush. Il potere di una mano
              2 aprile 2017fioridarancio2017
              è li, è in agguato, sta arrivando. Vuole farti visita anche oggi e non puoi chiudergli la porta in faccia. Non ancora, non sei abbastanza forte da poterlo fare.

              Ti assale come un ladro munito di pistola, con tanto di passamontagna nero, dal quale puoi vedere solo due occhi, quelli cattivi di sempre. Non capisci più niente, la vista si annebbia, dalla punta dei piedi, fin sopra la testa diventi bollente, tranne lo stomaco, quello lo senti di ghiaccio. Le tue sicurezze svaniscono, tutto intorno a te non è più reale, diventa lo scenario di un videogioco, di un telefilm, di cui sei lo sventurato protagonista.

              C'è tanta gente intorno che però ti appare come una flotta di alieni, nessun volto ti sembra familiare, non ritrovi nessun punto di riferimento. Tutto attorno a te diventa sconosciuto, non sembra più la realtà in cui, fino a pochi minuti prima, stavi vivendo normalmente la tua vita.

              E se stessi morendo? Se questa volta fosse davvero un infarto? Mi tira anche il braccio, a pensarci bene; ho un senso di vomito, la pressione del sangue si abbassa drasticamente mentre la fronte si imperla di sudore. Noto che qualche donna di buon cuore si apre un varco tra la folla dei passeggeri, mi chiede cosa abbia, perché io mi stia accasciando al suolo. Non lo so, rispondo, vorrei soltanto che questo vagone della metropolitana potesse diventare, come per magia, la mia rassicurante camera da letto e che tutti questi pendolari, di colpo, togliessero la loro maschera, rivelandone i volti a me familiari. Così starei meglio, molto meglio.

              Ascolto frasi sconnesse: c'è chi propone di chiamare un dottore, chi si accinge a sbottonarmi la giacca per farmi prendere aria, chi si prodiga per aprire i finestrini di plexiglas... Cerco di mantenere quel briciolo di lucidità che mi resta, facendo tesoro dell'aiuto che sto ricevendo e inizio a pensare alle cose belle, a ciò che potrei fare adesso per sentirmi meglio: telefonare a un'amica, messaggiare con mio marito. Non voglio che, intorno a me, tutte queste persone si agitino, mi viene peggio.

              Però la mano fredda e morbida della signora col cappotto viola mi tira fuori dal baratro, facendomi sentire protetta. Adotta la mia anima orfana di sicurezza, in quel treno che ha continuato, imperterrito, la sua corsa regolare lungo un percorso già stabilito da tempo, portando il mio corpo sempre più lontano e, con esso, la mia vita incerta e priva di assi.

              Mi sento già meglio, il puzzle costruito finora, con tanto sforzi e su cui è scoppiata una bomba carta, mandandone all'aria tutti i pezzi, uno ad uno, si sta ricomponendo e tutto grazie ad una sola mano, fredda, morbida, tesami al momento giusto, sbucata dal nulla. Mano coraggiosa, forte e allo stesso tempo discreta e vellutata, come quel cappotto viola, da cui con grazia e decisione è venuta fuori.
              Composto domenica 2 aprile 2017
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