La vita non mi regala nulla. Sono tra quelle persone per cui per ogni cosa che faccio mi viene presentato il conto, nel bene e sopratutto nel male, e diciamo che spesso il conto è fin troppo salato.
Composto mercoledì 26 aprile 2017
La vita non mi regala nulla. Sono tra quelle persone per cui per ogni cosa che faccio mi viene presentato il conto, nel bene e sopratutto nel male, e diciamo che spesso il conto è fin troppo salato.
Quando la paura fa da setaccio a tutte le emozioni, intuisco la dolcezza che sta nelle nostre mani aperte, il mio grido vuole la pace, la vittoria di queste anime che hanno lottato troppo, hanno amato troppo, hanno respinto tutto il buio in cui erano state appoggiate da menti ignobili. Quando la paura supera il dolore del petto, io ti chiamo per nome, ti restituisco questo sguardo d'amore. Voglio conoscere i tuoi attimi, il tempo che li trattiene avido e lo spirito che li libera dall'oppressione. Voglio mescolare il mio timore al tuo, per farli svanire, voglio che il mio corpo sia talmente legato al tuo, da non ammettere altri.
Nella vita bisogna andare sempre avanti, mai fermarsi ad un intoppo, mai rimpiangere chi si è voluto fermare lungo la strada. Mai guardare indietro per ciò che è stato. Vivere di rimpianti ci allontana dal goderci il presente. Dobbiamo proseguire a testa alta e cercare di imparare da ogni singola cosa che incrociamo sul nostro cammino. Ricorda che anche un sassolino che entra nella scarpa ha il suo perché, se solo riusciamo a coglierne il senso.
Tutto si può comprare, ma non di certo l'amicizia, nemmeno l'amore oppure le buone maniere. Si può essere tutto ma mai clonarsi come un'altra persona. Sotto questo cielo, tutti abbiamo una vita nostra. Poi basta accontentarsi per come si è puoi cambiare e migliorare ogni giorno senza mai oscurare nessuno, perché la vera serenità la senti dentro alla tua anima, senza invidiare nessuno, il bello nella vita, arriva quando non ti aspetti niente, invece arriva la sorpresa che non aspetti ed è quella la vera sorpresa.
Ho smesso di odiare e di portare rancore, semplicemente lascio andare. Non vivo più di rabbia e di malumori, semplicemente scelgo. Sapete, odiare, portare rancore, provare rabbia porta solo a stare male, a vivere male e non in modo sereno e in pace con se stessi. Lasciare andare e scegliere chi portare avanti e chi lasciare dietro fa proseguire in piena serenità il tuo cammino. Ricorda; chi ti fa del male o ti ferisce per essere punito non ha bisogno del tuo rancore e della tua rabbia, ma della tua felicità e del tuo sorriso. Perché vederti proseguire felice e indifferente lo distruggerà. Vederti a pezzi e piena di rabbia lo renderebbe solo felice ed orgoglioso della consapevolezza di aver vinto!
Non so se ho più spesso amato, o se ho solo creduto o pensato di farlo. So che ho fatto soffrire, forse più di quanto ho sofferto io. So di aver perdonato, anche quando forse non avrei dovuto farlo... ma chissà se sono stata perdonata anch'io. So di averci messo sempre il cuore con le persone, anche quando l'istinto o la ragione mi dicevano "non farlo!", anche quando sapevo che non ci sarebbe stato nulla da ottenere in cambio... ma non so se loro hanno fatto lo stesso con me. So che ogni giorno combatto una guerra contro quella parte di me che mi vorrebbe più distaccata, più menefreghista, più leggera. È difficile non cedere alla tentazione di cedere le armi e dargliela vinta... questa è forse la battaglia più complicata che la vita mi abbia mai chiesto di affrontare.
Perché alla fine sai chi vince? Vinco io. Io che non mi lascio sopraffare dai malumori, dalle delusioni e che continuo a sorridere, malgrado tutto e tutti. Vinco io che non mi inaridisco e che continuo a pensare e sopratutto a credere, che alle volte la vita e le persone, possano stupirci. Vinco io che continuo a scegliere di essere quella buona, perché di stronzi ormai, ne è pieno il mondo. Vinco io che non sono e non sarò mai leggera, perché alle parole e alle azioni, ahimè, ci darò sempre il giusto peso. Vinco io che mi mostro nelle mie debolezze, nelle mie fragilità, nei miei eccessi, lasciando agli altri maschere che io non voglio più indossare. Vinco io che imbocco sempre il sentiero della sincerità, lasciando agli altri la più comoda autostrada dell'ipocrisia. Alla fine vinco io, perché malgrado le ferite e le delusioni, io continuo a metterci il cuore, anche quando non dovrei, ma questa è la mia scelta, questa è la mia forza.
Torneremo mai a essere poeti guerrieri, armati del nostro amore e della nostra libertà, esseri liberi e indipendenti da questa società di schiavi, marionette a cui hanno tessuto filo troppo ingarbugliato? Sarò mai un uomo libero da ogni ragione sociale e legge, per sentirmi uomo davvero libero di vivere la mia vita come cazzo mi pare e piace? È giusto quindi pensare di preferire una vita breve, intensa e vissuta, piuttosto che una vita passata a dire "sì padrone" ed inchinarsi praticamente ai voleri altrui. È giusto? Non lo so, ma io credo sia un dovere scegliersi la propria strada, percorso, il proprio destino. Perciò io ci provo e vada come vada, senza rimpianti né rimorsi.
Ognuno ha la propria Moby Dick da temere. Certi pensieri sono come colpi di coda di una balena, si ergono come muraglie fuori dalle acque proprio quando meno te lo aspetti, investendo come uno tsunami l'onnicomprensività della mente e finendo spiaggiati, dopo essersi infranti sul cuore, tra le secche dell'anima. Questo è il perpetuo andirivieni del ricordo tra le maree della vita.
A volte non siamo noi a lasciarli, ma i sogni ad abbandonarci. Hanno un loro carattere, un proprio temperamento, un comportamento definito e peculiare, proprio come fossero individui. Taluni, di poco spessore, durano giusto il tempo della primavera di una rosa, altri, invece, ci tormentano lungamente e quasi in via definitiva. Spesso sono di quelli destinati a non realizzarsi mai, perché impossibili o affidati all'assenza di determinazione e coraggio altrui, ma forse inviati a illuminarci un cammino diversamente buio, a tenere viva la fragile scintilla della speranza, a non farci battere la ritirata sotto la bandiera della rassegnazione e a non far smorzare il lume dell'entusiasmo. I nostri sogni godono di vita propria e noi dovremmo averne più cura, in fondo ci sono stati affidati dalla sorte, durante la sua partita a dadi col destino e la casualità.