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Delusioni


in Diario (Delusioni)
E vai. Vuoi andare via fallo io non ti fermerò, sono stanco dei tuoi capricci, dei tuoi ripetuti dispetti e dei tuoi repentini ripensamenti. Ti sei fatta male da sola e ancora, continui, dovresti comprendere quanto ti renderai conto che le ore, i giorni, gli anni passano così veloci e tu continui a farti male. Metti da parte una buona volta il tuo orgoglio, il tuo odio, che ti rode dentro e renditi conto che quello che provi è vero e puro amore. Dovresti soffermarti un attimo soltanto e cercare in te ciò che di bello e puro albergava un giorno nel tuo cuore, dove risplendeva un sole caldo che il mattino irradiava il nostro cammino. Donandoci gioia e un'immensa pace, anche se più delle volte si combatteva, con chi... ma ci sosteneva il nostro amore e andavamo avanti felici. Si sa, che nella vita le persone arrivano per una ragione, non ci s'incontrano mai per caso. A volte li cerchiamo ma tante volte arrivano inaspettate, che sia per un attimo sia per un giorno, che sia per la vita. C'è chi ci dona gioia e c'è chi ci toglie il sorriso. La pace e i suoi ricordi albergano nella nostra mente come un tormento continuo. Io so che tu soffri e piangi in silenzio, io so che nel tuo cuore c'è sempre un posto speciale non si potranno mai cancellare tanti ricordi. Ora vanno calma il tuo animo calmo, i tuoi pensieri. Che trovano la tua serenità e quando lo vorrai, sappi che io ci sarò sempre.
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    Scritto da: Michael Lunardini
    in Diario (Delusioni)
    Eh, capisco.
    Talmente congettura del comportamento comune, da subordinarmi il noioso, nonché insipido, del turno odierno.
    La fisica, di base, insegna che due sistemi, per quanto astrattamente, asincroni, non sono determinabili nei propri eventi, atomici, linearmente orientabili. Ciò parafrasa, semplicemente, la disquizione intrinseca, di cui imperante, l'assioma rendi imperturbabilmente convalidato. Tristemente, i bias deviano la realizzazione dei nostri auspici più autentici.

    Noioso. Noiosissimo.
    Un saluto indissolubile dalla congettura temporale. In altre parole, potenzialmente interminabile.

    Avresti dovuto ricevere quelle due foto, idea vige in me adesso.
    Avresti gradito, credo proprio.

    Un saluto.
    Michael Lunardini.
    Composto martedì 6 agosto 2019
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      Scritto da: Roberto Giusti
      in Diario (Delusioni)
      Cerchi sempre di essere forte, risoluto, ma è difficile esserlo quando il terreno sotto ai tuoi piedi si sbriciola, e ti senti cadere nel vuoto. L'abisso della tua anima è sempre li ad aspettarti, come uno spettatore indesiderato della tua vita. E tu cazzo non vuoi cadere, combatti per mantenere quel fragile equilibrio. Perché tu sai, sai che la caduta non è mai come la risalita. La caduta fa male, la caduta non ha tempo, la caduta segna, logora. Nessuno può capirla. Nessuno può viverla. Nessuno può giudicarla. E tu sai che quando cadi, una parte di te muore in quelle urla che fanno a brandelli l'anima; in quei pianti di lacrime così intense e pesanti da lacerare il viso. E quindi sai, che da certe cadute, non si può risalire. La vita non è mai troppo giusta, per noi che ci sentiamo sbagliati in questo mondo distorto, storto. Certo mi è rimasta ancora speranza, ma la speranza è come un fantasma che puoi percepire senza vedere. E io ho bisogno di vedere, ho bisogno di capire, ho bisogno di aggrapparmi a qualcosa. E sai perché? Perché io lo avverto. Lo sento. Mi sento cadere... e qui tutto diventa buio. Qui sono solo. Qui, dove la vita incontra la morte dell'anima... qui non troverò pace.
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