Scritto da: milanoteca
Per molte persone, che solitamente si ritengono moderne e di mente aperta, le cose che non conoscono, non esistono! Quando le conoscono, le conoscono sempre poco e male, tanto che maturano i medesimi pregiudizi di chi ragiona col paraocchi, per partito preso o per sentito dire, per non parlare di quelli che odiano "a prescindere" e con i quali è inutile ogni minimo sindacale di umano confronto. Trovando certe cose antipatiche o scomode (spesso perché potrebbero seriamente minare le loro convinzioni) non le vogliono nemmeno ascoltare, quindi le evitano accuratamente, ne hanno paura, e mostrano una stizza contornata da occhi pieni d'odio se qualcuno dovesse anche solo sfiorare l'argomento.
Walter Di Gemma
Composto giovedì 21 settembre 2017
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    Scritto da: milanoteca
    Mi fa riflettere quando qualcuno mi dice "hai ragione", nel senso che mi sento accomunato a chi arriva alle mie stesse conclusioni o sente ciò che sento io, quindi mi consola, ma non esprimo il mio pensiero per avere ragione o per avere per forza consensi, perché mi basta la ragione della mia coscienza, e meglio ancora del mio cuore, anche quando agli occhi degli altri possono risultare "sbagliati".
    Walter Di Gemma
    Composto mercoledì 19 aprile 2017
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      Scritto da: milanoteca
      Si stupiva e si chiedeva come fosse possibile avere intorno dei frutti stupendi, di ogni colore e gusto, a disposizione dei suoi desideri, pronti per essere scelti e non avere il desiderio di coglierli, perché aveva scelto un frutto diverso, ugualmente bello, di un altro colore e gusto, cresciuto lontano dalla sua terra. Si chiedeva come fosse possibile desiderarlo con tutto se stesso, adorarne il sapore, il colore, la pelle, la morbidezza. E a quel punto il suo cuore gli rispose: quanto sei stupido, non è la sua bellezza e la sua lontananza, non è il suo gusto o la sua morbidezza a crearti stupore, tu lo desideri perché è il frutto dell'amore.
      Walter Di Gemma
      Composto venerdì 21 aprile 2017
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        Scritto da: milanoteca
        Penso alla rabbia e all'amarezza di coloro che non possono dire "auguri papà" o "auguri mamma"... e non solo perché li hanno perduti, ma perché purtroppo non li hanno mai trovati... penso al vuoto che certi genitori hanno lasciato nei loro figli, al dolore che gli hanno procurato e riversato addosso, con cattive azioni, gesti inaccettabili, umiliazioni, indifferenze... abbandonandoli a loro stessi... penso che anch'io proverei la stessa amarezza, la stessa rabbia, lo stesso vuoto, perché ad ogni "auguri papà" o "auguri mamma", mi sembrerebbe di rivivere quella mancanza e di risentire quel dolore, aggravato dal fatto che potrei non essermelo affatto meritato. Eppure ne conosco tante, e so quanto questa lotta possa essere dolorosa, ogni volta... e quanto questo dolore accompagni scelte e comportamenti e renda spesso difficile ogni possibilità di vivere appieno i rapporti con gli altri. Ne conosco tante, sì... e proprio perché ne conosco, so quanto valore hanno, nel bene e nel male, perché sono di una forza inaudita... penso anche alla sfortuna di questi genitori, che non hanno la minima idea di cosa hanno perduto, di cosa hanno lasciato... penso anche ad un altro aspetto per il quale mi sento di rivolgere a questi ultimi un "grazie" che probabilmente non comprenderanno, perché senza (almeno) il gesto di averle messe al mondo, queste "persone" non esisterebbero... e noi oggi non saremmo persone così fortunate, perché non avremmo mai avuto l'occasione né il privilegio di amarle.
        Walter Di Gemma
        Composto domenica 19 marzo 2017
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