Scritto da: milanoteca
Quanto poco potere crediamo che abbia l'amore, e quanti usano la sua definizione convinti di descrivere ciò che provano, mentre lo confondono con un sentimento debole, passivo, sostituibile e condizionabile a seconda delle pratiche esigenze, in modo esclusivamente egoistico. Quanta poca conoscenza di ciò che questo sentimento è in grado di farci diventare, e di quanta forza sappia darci per scavalcare gli ostacoli più duri, fino a trasformarci in persone vere e decise, anche di fronte alla paura e al dubbio. Ma amiamo poco e male, per noia o per sentito dire, per solitudine o per capriccio, per moda o per civetteria... molto spesso con il calcolo e la convenienza che si addice a dei commerciali più che a degli innamorati. Ecco come muore un amore; quando pensando di provarlo lo manipoliamo a piacere nostro, o quando percependo nel profondo che ci possa aprire gli occhi e renderci davvero felici, preferiamo ucciderlo.
Walter Di Gemma
Composto venerdì 10 marzo 2017
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    Scritto da: milanoteca
    Se fossi un ignorante (e non è detto che non lo sia), direi sempre quello che mi passa per la testa alle persone, per esempio che non mi piace la loro faccia, il vestito che indossano, la loro auto e i loro rispettivi compagni o compagne, che non sopporto le loro idee, la loro fede, la loro non fede, il loro partito di appartenenza, i loro gusti e le loro scelte. Farei loro delle domande dirette, tipo: ma perché hai postato quella cosa? Stai bene? - oppure: se la pensi in quel modo sei un coglione, o ancora: se dici così è perché non hai capito un cazzo... e questo per essere ancora moderati! Se fossi ignorante, direi tutto quello che non sopporto della gente e non mi preoccuperei affatto di farla rimanere male, di offenderla o di farmi dare a mia volta dell'ignorante... proprio perché lo sarei senza esserne cosciente, quindi non mi porrei affatto il problema, non lo vedrei nemmeno... e sicuramente mi considererei anche più furbo, più istruito e più intelligente degli altri.
    Walter Di Gemma
    Composto mercoledì 21 dicembre 2016
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      Scritto da: milanoteca
      A certe persone non puoi dire realmente ciò che senti e che pensi, perché non ci credono, rimangono male. Tenti e ritenti mille volte, ti fanno anche domande precise, dirette, ma la tua verità non la accettano, ti dicono che è una bugia, che non è vero niente, e tu, stressato, ti trovi spesso costretto a dire le balle che vogliono sentirsi dire. Un po' lo fai perché vuoi loro bene, un po' per non offenderle, un po' per il quieto vivere. Dentro però sei amareggiato, ti senti quasi in colpa, conscio che la tua verità vera è fatta solo per te stesso, e vivi nella speranza di non arrivare mai a dirla per non essere ancora una volta non creduto, non capito, non accettato, schernito... allora inizi a vedere con altri occhi quelli che si allontanano in silenzio perché, pur non accettandola, pur non essendo in grado di condividerla, di reggerla, l'hanno capita... ti hanno creduto. Ecco perché, a differenza dei primi, arrivi a stimarli di più.
      Walter Di Gemma
      Composto mercoledì 3 agosto 2016
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        Scritto da: milanoteca
        Trovo tristi le convenzioni, ci si deve comportare così, tutti lo fanno, tutti se lo aspettano, altrimenti sei maleducato, fuori posto, insensibile, e tutti si offendono, rimangono male, e poi al tuo posto "loro lo avrebbero fatto". Che tristezza non poter essere sé stessi in ogni occasione, ma essere solo ciò che gli altri si aspettano. Com'è limitata la convenzione di chi non esce dal proprio egoismo per poter comprendere chi non vive di consuetudini e rifiuta il comportamento ipocrita dettato dalle tradizioni o dal buon senso comune.
        Walter Di Gemma
        Composto martedì 31 maggio 2016
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