Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz

Morte

Sento il tuo gelo addosso,
il tuo arrivo che da tempo attendo,
da cui scappo inutilmente,
che non voglio, ma per te non conta.

Non ti temo, ma non ti voglio,
non ti sopporto anzi ti odio.
Ti odio per come penetri,
in una vita che non ti appartiene.

Ti odio per le volte,
che porti via un bimbo,
nel suo fiorire della vita,
per quelli che non vedranno domani.

Ti odio per le cose incompiute,
perché non ne permetti il compimento.
Ti odio per quei genitori disperati,
e quei figli senza, angosciati.

Ti odio per quella disperazione,
che lasci ogni volta che passi.
Per l'angoscia che crei,
e quei sogni infranti.

Ti odio per il dolore che semini,
per la tua gelida presenza.
Ti odio perché tu vuoi me,
e io non voglio te.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Si dissolvono i ricordi

    Si dissolvono i ricordi nel tempo,
    quel tempo che, consumando
    forze e sentimento,
    scandisce le tue ore.

    Scavando solchi,
    Rubando sogni,
    regalando giorni
    che rubano giorni.

    Regalando lacrime
    che fanno sorridere
    e sorrisi che nascondono lacrime,
    ti dà togliendo

    Ingannevole ti sorride
    giocando col chiaro e scuro,
    del dare e avere
    si prenderà l'unica cosa
    che conta davvero:
    La tua Vita.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      L'inferno in Terra (Auschwtiz)

      Auschwitz un sterminio
      di un milione e mezzo
      di vite umane.

      Anime uguali marchiati
      come bestie con numero
      seriale che li identificava.

      Non come uomini
      ma, come bestie da macello.
      Pronti ad essere cremati
      per diventare bottoni o saponette.

      Bambini innocenti bruciati
      insieme a donne e uomini
      con la "colpa" essere "ebrei"
      o per ogni loro diversità.

      Mi chiedo quale mostro
      può arrivare a tanto
      quale è era la loro diversità.

      Mi chiedo quale fosse la loro
      colpa, e se il colore del sangue
      e la loro anima avessero
      un peso così diverso.

      Così diverso da togliere
      a loro la dignità umana
      la possibilità di una vita normale.

      Mi chiedo quale razza di bestia
      possa essere: "L'essere umano".
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Ho ritrovato me

        In te mi sono persa,
        nei tuoi occhi riflettevo i miei.
        Il silenzio era leggero,
        quasi una carezza al cuore.
        Le parole erano inutili,
        parlava l'amore.
        Ho visto l'inizio
        quello fatto di noi.
        Ne ho vissuto l'emozione
        di una bruciante passione.
        Ho sentito il tempo scivolar via,
        ho visto spegnersi la passione.
        Il silenzio non era lo stesso,
        ho aperto gli occhi.
        Ho visto l'"io" e il "te".
        Ne ho visto la fine,
        finalmente ho ritrovato me.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Ho imparato

          Ho imparato a sorridere fra le lacrime
          e ad asciugarle con un sorriso.
          Ho imparato che mentre tu piangi
          delle tue lacrime qualcuno riderà
          Ho imparato che per ogni cosa c'è un perché
          ma il perché non sempre si trova.
          Ho imparato che se vuoi vincere
          devi far credere che sei forte.
          Anche se non sei forte puoi vincere
          Ho imparato che non puoi insegnare
          ciò che non hai imparato
          ma puoi imparare
          anche da chi non sa quello che tu sai.
          Ho imparato che se perdi lottando
          il sapore è meno amaro.
          Ho imparato, che fino all'ultimo respiro
          tutto si può ancora fare.
          Ho imparato lottando,
          che la vita è una grande opportunità
          che la vittoria è un sorriso.
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            Abbracciata Ai Tuoi sogni

            Mi appoggio accanto a te
            sotto lenzuola colorate.

            Sento il profumo della tua pelle
            e i tuoi respiri mi fanno da melodia.

            Mi abbraccio ai tuoi sogni
            con la fantasia, mi cullo in essi.

            In quel mondo fantastico
            dove il cielo è sempre azzurro.

            Fra quelle nuvole morbide come il cotone
            senza temporali improvvisi.

            Dove il buio non arriva mai veramente
            e nel cielo brilla sempre una stella.

            Dove una mano si avvicina come una carezza
            dove ancora tutto è candido coma le neve.

            Dove tutto è ancora possibile
            tutto deve ancora accadere.

            Dove tutto posso dimenticare
            dove oggi lo posso cancellare
            stringendoti a me.

            Dove aggrapparmi per non un naufragare
            nell'amarezza della verità.
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              Vorrei rendere dolci
              quelle lacrime che scendono.
              Toglierne l'amaro
              estrapolarne un sorriso.

              Vorrei lenire quelle ferite d'amore
              quelle che oggi ti spezzano il cuore.
              Vorrei strapparne il dolore,
              rubare i colori alla felicità
              per imbrattarne la tua anima
              fino a coprire il nero che l'avvolge.

              Vorrei scaldare il freddo
              che senti addosso
              con il calore di un sogno
              o di un semplice abbraccio
              per vederti sorridere ancora.
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                Voglio insegnarti
                Come togliere l'amaro
                ad ogni maledetta verità
                Il valore del tic tac

                e come rendere eterno un attimo
                mentre il tempo cerca di fotterti.

                Voglio insegnarti a
                sfilare il sale alle lacrime
                un granello alla volta
                perché è possibile
                anche quando appare impossibile.

                Voglio insegnarti a
                seminare un sogno
                nel deserto del nulla
                e raccogliere le stelle
                nel cielo del domani
                proprio in quel giorno
                in cui il domani non c'è più.


                Voglio insegnarti
                a prendere il "più" di ogni poco
                renderlo infinito
                fottendo il disegno del tempo
                e tutti i suoi scarabocchi
                saziandoti di un arcobaleno
                mentre quell'attimo bastardo
                non aspetta altro che piegarti.
                Composta venerdì 2 novembre 2012
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