Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz

Finché l'uomo...

Finché l'uomo proclamerà
la pace puntando il fucile
combattendo senza scrupoli.

Guadando con gli occhi
e ascoltando con le orecchie
senza sentire il cuore.

Finché a guidare l'umanità
ci sarà ipocrisia e superficialità
potere e troppa avidità.

La pace sarà utopia,
solo un sogno di miliardi di uomini
spezzato dal egoismo quotidiano.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Quello che vorrei...

    Vorrei del tempo per cogliere
    e contare col cuore ancora qualche aurora
    per ammirare tutte le sfumature del tramonto
    e sentirne il calore nel cuore.

    Vorrei del tempo per rimediare e per meditare.
    Una gomma per cancellare qualche "fatto"
    o anche semplicemente solo per chiedere perdono
    con la speranza di essere perdonata.

    Vorrei del tempo per dire a chi amo
    quanto li amo davvero profondamente.
    Vorrei poter abbracciare tutti quelli
    che hanno scritto il loro nome nel mio cuore.

    Vorrei avere del tempo per guardare "vendendo"
    per ascoltare "sentendo", per amare "amando"
    e trovare pace nell'anima per ogni mio "non fatto"
    e che i fatti siano stati del " ben fatto".

    Vorrei tirando la somma poter guardare indietro
    con serenità senza che il cuore si schianti
    e andarmene guardando con un sorriso
    senza rimpianti tutto quello che è stato.

    Vorrei ma, forse la valigia che porto
    è troppo piena di "vorrei".
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      E all'orizzonte... un Brivido

      La vita ci fa una serie di doni
      il più bello fra questi sei stato tu.
      Mi hai fatto vedere l'immenso
      di ogni sfumatura dell'universo.

      In quell'immenso mi sono persa.
      E ho visto aprirsi l'orizzonte
      senza confini ai miei occhi,
      inchinarsi il dolore davanti un sorriso,
      vibrare l'anima ai silenzi della vita.
      Ho visto trasformarsi l'amaro in dolce,
      un incubo in un magico sogno.

      Ho imparato a guardare
      con gli occhi del cuore,
      a parlare con la voce dell'anima,
      a trasformare il mio tempo
      da condanna in dono.

      Ho visto e sentito cose mai sentite,
      vissuto emozioni sconosciute.
      Nel bene e nel male ho sentito la vita
      scorrere dentro di me.

      Sei stato il più grande dei maestri:
      mi hai insegnato l'amore
      in tutte le sue forme
      che non conosce pretese.

      Sei stato il più dolce delle mie follie
      la più forte delle mie emozioni
      il più travolgente dei miei brividi
      il sorriso più luminoso
      la luce più intensa
      la lacrima più amara
      e quella più dolce,
      il più prezioso dei doni ricevuti.
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Ad occhi chiusi

        Ad occhi chiusi
        la realtà è migliore.
        Ci sono i sogni
        che il vivere non disturba.
        Ad occhi chiusi
        sogni qualcosa di migliore,
        magari un grande amore,
        quello sembrava impossibile.
        Ad occhi chiusi
        dipingi la vita con i colori
        che vuoi tu.
        Ad occhi chiusi,
        cancelli guerra e povertà.
        Ad occhi chiusi puoi perfino
        immaginare l'eternità.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Il Friuli trema

          6 Maggio 1976

          Giochi di bimbi
          In una calda notte
          di anticipo estate.
          Chiacchiere in piazza
          Giovani allegri spensierati.
          Adolescenti sognanti
          Con in tasca migliaia di sogni.
          Chi davanti alla tv.
          Chi in compagnia di amici.
          Chi con l'innamorato.
          Ore21, 06.
          Ad un tratto un botto
          Tutto il cuore del Friuli trema.
          Le risate si trasformano in urla
          I sorrisi in lacrime
          In meno di un minuto.
          La faccia del Friuli si trasforma.
          I bimbi non corrono
          Gli adolescenti non sognano.
          1000 morti migliaia di feriti
          la disperazione è ovunque.
          Anche nello sguardo di chi
          ancora non comprende
          Una notte d'insonnia
          e cercare fra le macerie
          Contiamo i morti.
          Contiamo i feirti.
          Ci uniamo in unico abbraccio
          Asciugando le lacrime
          Di rabbia e dolore.
          Stringendo i denti.
          Fra l'incredulo e la disperazione.
          Con la forza e l'orgoglio.
          Da autentico Friulano,
          a volte presuntuoso
          ma con una grande dignità.
          Con la voglia di fare: "di Besoi"
          "da soli"
          Ma "di bessoi"non si può fare.
          Con gli aiuti della solidarietà.
          Pensiamo già alla ricostruzione.
          Niente sarà più uguale
          Nessuno dimenticherà,,
          Ciò che il Friuli era
          Ogni mattone del nuovo
          avrà il sapore amaro di ciò che è stato.
          Quel tragico 6 di Maggio 1976.
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            Avrei Voluto... Papà

            Avrei voluto stringerti la mano
            per regalarti del tempo
            per fermarti e non lasciarti andare.

            Avrei voluto essere la tua mente
            per regalarti gioiosi pensieri,
            per farti sorridere ancora.

            Avrei voluto essere il tuo cuore
            per farlo battere ancora
            e scandire battiti d'amore.

            Avrei voluto essere i tuoi occhi
            per insegnarti a guardare
            per farti vedere "l'ancora" molto da vedere.

            Avrei voluto essere la tua anima
            per farti sentire la vita
            per scacciare la morte.

            Ma non ho potuto...
            perché eri già morto
            dentro di te.
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              Scritta da: Silvana Stremiz

              Hai Abbracciato La Morte

              Hai abbracciato la morte
              con la forza della solitudine.
              Il peso dei troppi errori
              ti ha tolto l'ultimo sorriso.

              Hai abbracciato la morte
              consapevole di farlo,
              sfinito dai tormenti
              consumato dai ricordi.

              Hai abbracciato la morte
              con la forza della rassegnazione,
              con la stanchezza del dolore
              e la fatica del tempo

              Hai abbracciato la morte
              pieno di tutto, svuotato di tutto
              con una sola certezza:
              aver vissuto un tempo
              pieno di sogni non vissuti.

              Hai abbracciato la morte
              senza più vita in corpo,
              con un sorriso ormai spento
              di chi troppo ha avuto
              senza aver avuto nulla.

              Hai abbracciato la morte
              tormentato da mille dubbi
              ma con una sola grande certezza:
              la dignità di un grande amore,
              quello verso i tuoi figli.
              Quell'affetto non sempre compreso,
              spesso celato da gesti inspiegabili
              da errori quasi imperdonabili
              di un uomo pieno d'orgoglio,
              ma colmo d'amore.
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