Poesie personali


Scritta da: Fragolosa67
in Poesie (Poesie personali)

Papavero

Piccolo papavero ritto stai tra le nude aiuole.
Sotto un arcobaleno a baciarti è il sole.

Nulla sai di crisantemi spogli, ormai appassiti
in un prato che non vuol morire.

Azzurro è il cielo a te distante e
fresca la brezza che a sera
dolcemente ti accarezza.

Chiuso sei all'imbrunire
fino all'alba quando
scopri i tuoi pistilli.

È un piccolo sole fra petali rossi
aperti al mondo e
al nuovo giorno.
Composta martedì 4 febbraio 2014
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    Scritta da: Giovanni Milani
    in Poesie (Poesie personali)

    Watamu

    Relax al vento caldo della costa africana,
    condita di contraddittorie culture, recondite;
    sguardi incrociati di sanguigni occhi sperduti:
    spenti e accesi, ad un tempo, ed enigmatici.

    Imperiosi uomini ed imperiali donne Masai
    che han perso il loro pervicace orizzonte divino;
    piegati a leggi commerciali di sopravvivenza
    svendono, con orgoglio, le loro viscere identitarie.

    Un mare stupendo, cangiante alle alte e basse maree,
    ti regala e ti esprime il senso profondo della vita;
    in cambio ti chiede una continua riflessione
    sulle cose essenziali della tua vita quotidiana.

    Tutto qui urla con violenza, forza e determinazione
    incenerendo, lentamente, le tue velleità europee;
    soffoca, dolcemente, le tue originarie dinamicità e...
    sopprime, gradualmente, le tue ansie e le tue manie.
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      Scritta da: Sabrina
      in Poesie (Poesie personali)

      "Morsi" di vita

      Immergersi nel verde dei prati di maggio
      ammirando la bellezza di centinaia di fiori
      che accarezzano l'anima con fragranze e colori
      mentre la natura ti scalda con il suo tenero abbraccio
      e,
      dolcemente, abbandonarsi e farsi cullare
      dal lento ritmo delle onde del mare:
      i problemi, finalmente, tra la sabbia spariscono
      mentre la mente si unisce al cuore e al mare, palpitando all'unisono.

      Lasciar correre liberi i pensieri,
      nelle lunghe notti senza sonno,
      per accorgersi poi che non sono così grigi e neri
      sorridendo all'arrivo della luce del nuovo giorno
      e,
      accogliere in te l'esplosione e la passione dell'amore
      scavalcando paure, limiti, dubbi e, perché no, la ragione,
      per scoprire che non hai fatto altro che un salto nel buio,
      ma poi ripeti a te stessa "ok, sono più forte, sarà più bello in futuro".

      Sempre si tratta di amore e gratitudine infinita
      ciò che provo per questa mia nuova vita,
      che, grazie alla speranza e alla fiducia nel "domani"
      sta prendendo forma nel lavoro delle mie mani...
      e,
      adesso una lacrima di gioia lenta scende, mentre il pensiero mio vola
      ai bellissimi occhi di mio figlio, color nocciola,
      che fissandomi serio, prende e stringe la mia mano
      e come un piccolo, grande uomo dice: "Mamma, io ti amo!".
      Composta martedì 4 febbraio 2014
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        Scritta da: Rosanna Tafanelli
        in Poesie (Poesie personali)

        Lucia

        Solleva adagio lo sguardo,
        occhi, buccia di castagna,
        ciglia, ombra azzurra su pelle d'alabastro.

        Ha lungamente atteso il momento,
        raccontando a se stessa ogni parola,
        e in un abbraccio, in un soffio hai capito.

        Ora l'inespresso vive sul suo volto,
        pallida maschera sulla carne viva,
        e passa dalla mente agli occhi, traslucente.

        Nessuna lacrima, nessun addio, soltanto
        il ricordo di te che l'hai amata
        accompagna il cammino.
        Composta lunedì 5 luglio 2010
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          Scritta da: Rosanna Tafanelli
          in Poesie (Poesie personali)

          Mani

          È immobile, scolpita nella pietra,
          lo sguardo perso verso l'infinito,
          viva solo una lacrima splendente,
          testimone di un dolore senza nome.
          Mani pervase da dolore muto,
          per non aver saputo trattenere
          l'urto dell'onda sorda e devastante,
          che ha trascinato tutto nell'abisso.
          È condannata a vivere ugualmente,
          solo le mani ad affrontare il cielo,
          negli occhi l'acqua grigia impietosa,
          negli orecchi il tumulto spaventoso.
          Mani giunte in preghiera silenziosa,
          grido impotente, desolato, vano,
          contro il mare impazzito di tsunami:
          nessuno torna a raccontare il viaggio.
          Composta lunedì 5 luglio 2010
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            Scritta da: Sabrina
            in Poesie (Poesie personali)

            Vita

            Adesso è uno di quei classici momenti
            nei quali mi fermo e mi metto "guardare",
            convinta di fare una cosa importante,
            degna di nota, necessaria e da ricordare.

            Vita mia: è a te che voglio pensare,
            in questa giornata di pioggia e di vento,
            a ciò che mi hai dato fino a questo momento
            e a ciò che, così veloce, hai tolto, da farmi star male.

            Ma la cosa più bella ed interessante
            è scoprire che spesso, nella giusta misura,
            ciò che togli, prima o poi viene reso,
            con esperienze diverse mai provate finora.

            In ogni svolta o cambio di direzione,
            anche se talvolta con sofferenza e timore,
            mi hai sempre donato forza e coraggio
            uniti ad un grande arricchimento interiore.

            In fin dei conti c'è gioia e letizia
            a scoprire che desiderio e speranza
            mi accompagnano nel sentiero che inizia
            e già intravedo il futuro che avanza!

            Infine, io non posso far altro
            che ringraziarti per quello che mi hai dato,
            della sensibilità, della forza e del coraggio
            che, volente o nolente, in questo modo mi hai donato!
            Composta lunedì 3 febbraio 2014
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              Scritta da: Nino Lo Iacono
              in Poesie (Poesie personali)

              SCIROCCO D'APRILE

              Scompiglio nei capelli,
              calura sul viso,
              e d'ombra bramosia.
              Germogli intorpiditi,
              fiori intristiti fra i verdigni rami.
              Respiro che m'insegue,
              mentre le vette
              di monti a me cari,
              alle mie spalle,
              poggiano le chiome su scie
              intrise d'orientali colori.
              Rosee e scarlatte
              nubi al tramonto
              ancor più intense,
              per sabbie infuocate
              che affanno portano
              ai già stanchi corpi.
              M'appresto alla fresca fonte
              per fronteggiar la calura,
              che ancora rimbalza dai muri
              delle case, come per liberarsi anch'esse
              dal peso dell'afoso giorno.
              Cinguettanti ricompaion gli uccelli
              dal fresco degli ulivi e degli olmi.
              Un cane si sdraia ai piedi
              d'una fonte fresca e gioca
              con i provvidenziali spruzzi.
              Lenti cambiano i colori ad occidente,
              fin quando l'avanzar della notte non li assorbe
              e ritorna la fresca calma della sera.
              Composta mercoledì 25 dicembre 2013
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