in Poesie (Poesie personali)
Potrei morire
e rivivere,
mille volte ancora
nel tuo amore
che di sguardi penetri,
montandomi
su pelle d'anima
innesti d'infinito.
Composta lunedì 19 maggio 2014
Potrei morire
e rivivere,
mille volte ancora
nel tuo amore
che di sguardi penetri,
montandomi
su pelle d'anima
innesti d'infinito.
Ti stanno in testa,
ti sentono invecchiare
restando sempre uguali.
A volte arrivano all'improvviso.
Da una finestra aperta,
da una radio che ancora è viva
o dalla bocca di qualcuno.
Intonate
urlate o storpiate.
Ti toccano il cuore,
senza fare male.
A meno che non ricordino un addio non voluto,
non accettato.
Un nome mai assente.
Allora ti feriscono
possono farti piangere.
Ma poi le perdoni.
In fondo
solo loro ti restano.
Preferisco stare da solo.
Gli altri mi ricordano sempre qualcuno,
le loro voci altre voci,
i loro gesti i gesti di altri.
Ognuno di loro mi diventa un nome,
ogni parola detta è "quella parola".
"Di quel momento".
"In quella occasione".
Rischio che mi riempiano vuoti che ho impiegato molto a creare
e che non voglio che nessuno riempia.
Di dèjà vu non voglio morire.
Dal cuore nascono emozioni spontanee
che doniamo a chi amiamo
ma il cuore nasconde anche dolori
che per dignità celiamo
ha posto per tutti il cuore in egual misura
sa perdonare perché non conosce il male
ma solo l'amore che sa donare
senza nulla chiedere.
Mentre gocce di sudore
si ribellano al caldo
sento brividi di ghiaccio
scorrere sotto la pelle.
Sposto lo sguardo
un po' più lontano
e cerco il motivo
di tanto disagio....
ma vedo solo erba secca
e rose bruciate
da un sole che arde
e uccide senza pietà.
E intanto il sudore
scivola sul viso, sul collo
e la gola, già arida per la sete,
si chiude in un nodo;
non un suono si libera
ed esce dalla mia bocca,
per accompagnarsi ai rumori
di sottofondo;
sento un profondo malessere,
i passi si fanno incerti
e la mente si perde nella foschia
di una mattinata torrida e afosa.
Non capisco,
semplicemente le forze svaniscono
e un senso di urgenza
si impossessa di me,
fino a che il telefono suona
e allora comprendo
che il mio disagio presagiva
ciò che non avrei voluto sentire.
Abbracciami.
Riempimi dei tuoi silenzi.
Regalami il canto della tua anima.
Abbracciami.
Amo i tuoi silenzi.
Preludio all'armonia della tua voce.
Al canto della tua anima.
Sono una scheggia d'amore inesploso.
Sono il dolore di un sorriso soffocato,
la pena di una carezza non data,
l'incolpevole angoscia
di tutto quello che rimane dentro.
Io non sono un poeta.
Sono solo il mio bisogno di amare.
E solo amando
io riesco
a brillare.
Solo amando
io riesco
a vivere.
Cosa rimarrà di noi?
Rimarrà il canto.
L'incanto.
Le briciole d'amore
che avremo sparso sul nostro cammino.
E noi saremo negli occhi
di chi avremo incontrato.
Di chi avremo amato.
Una luna al sole è,
un desiderio.
Immerso dall'oscurità,
immobile esiste.