Poesie personali


Scritta da: Renzo Mazzetti
in Poesie (Poesie personali)

Dodicesima "stazione" (un minuto e 46 secondi)

L'aratro fitto nell'amata terra
seguiva silenzioso
le orme lasciate dalle vacche
ansanti nella fatica.
Il contadino seguiva
curvo e attento incitatore
manipolando, scansando, allineando.
E alla sera trovava vicino al fuoco
il centenario suo padre
dal quale ascoltava
l'insegnamento della natura.
Questo accadeva un tempo
ma oggi il contadino è diventato operaio
e l'aratro è catena di montaggio.
Prima v'era la natura, oggi tutto è tecnologia.
Nulla in contrario
per quel che riguarda la tecnologia
ma tutto contro, e per questo io lotto,
il potere tecnocratico
che istruisce i cervelli
trasformandoli in computers
i quali a loro volta trasformano
altri uomini in altrettante macchine
che costruiscono altre macchine metalliche.
Ho visto un giovane che era già vecchio
e un vecchio quasi morto
estraniato, sommessamente vegetante.
Ma non era vecchio:
Aveva appena cinquanta anni!
Ed è già passata una vita:
Alzati ragazzo alle cinque del mattino
poi un'ora di viaggio.
Alle sei suona la sirena
parte la catena di montaggio
e alla dodicesima "stazione"
lavori alla velocità
di un minuto e 46 secondi.
Primo:
montare la ruota anteriore
usando l'apposita "zeppa"
dopo essersi assicurati
che sia del tipo richiesto
e non presenti ossidazioni.
Secondo:
centrare il parafango anteriore
rispetto alla ruota.
Terzo:
montare: (prendere il bulloncino,
infilarvi la rondella e lo spessimetro.
Prendere il filo e infilarvi la bussolina
curvandolo nell'apposito supporto
e infilarlo nel foro del mozzo,
infilare la rondella e il dadino.
Prendere la pinza e la chiave
e bloccare il tutto tirando il filo).
E registrare il freno anteriore
senza che la ruota risulti frenata
assicurandosi che il freno sia teso il più possibile.
Torna a casa
e dopo cena
accendi il televisore
e guardati "Carosello"
ma già dormi prima che sia finito.
Alzati ragazzo
sono le cinque del mattino
e tra un'ora
ti aspetta la catena di montaggio.
Alzati marito
sono le cinque del mattino
e tra un'ora
ti aspetta la catena di montaggio.
Alzati padre
sono le cinque del mattino
e tra un'ora
ti aspetta la catena di montaggio.
Alzati nonno
sono le cinque del mattino
e tra un'ora
ti aspetta la catena di montaggio.
Dopo l'ultimo viaggio
nella monotona assillante alba
finalmente riposa in pace.
Si dice che è morto bene
che non si è accorto proprio di niente
e non ha sofferto neppure un poco.
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    Scritta da: Satine
    in Poesie (Poesie personali)

    Ghiacciato Silenzio

    Un ghiacciato silenzio irrompe
    Nell'anima dal mare del buio
    Bianche porcellane si infrangono
    Al suolo rivelando i frammenti
    Del tuo breve tempo.
    Un addio sfiora le labbra e nuovi
    Occhi si aprono al mondo.
    L'amore rinasce dal profondo della sofferenza;
    Onde maestose cavalcate da venti
    Senza tregua spengono piano la tua fiamma.
    E mentre sfumi nell'aria, di te altro
    Non rimane che una manina
    a stringere invano il tuo dito.
    Composta sabato 19 giugno 2010
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      Scritta da: Giuseppe Catalfamo
      in Poesie (Poesie personali)

      Tanatografia

      Tanatografia
      La mia
      Ultimo sguardo
      Testamento di folgore scagliato alla vita
      La mia.

      Decriptala.
      Chiamami Nutrimento
      è quel che diverrò.

      Fuori dalle mura di cinta del focolare
      ho lottato con immani umani
      auto-deizzati dalla loro avida viltà.
      Continue battaglie volte all'abbattermi
      Seppur un anima al mio fianco seppe comprendermi
      Non tornerò a casa.

      Morirò
      Schiacciato
      Non di loro
      Non lasciano odori né tracce
      Vaporizzato dalla possanza del destino
      Il nostro.
      Attendo brandendo il mio potere
      l'onore.

      Voi che restate assaporate l'acre gusto dell'altrui fine
      Voi arrancate da sempre finiti.
      Non avete mai compreso
      che viversi a fianco
      è l'unico inno per non morire ogni giorno.
      Composta lunedì 21 giugno 2010
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        Scritta da: Rosarita De Martino
        in Poesie (Poesie personali)

        Improvvisata orchestra

        Albeggia.
        La città, sazia di fatica,
        dorme ancora,
        mi risveglia
        improvvisata orchestra
        di uccelli canterini.
        Sollecita apro
        finestra di mia vita
        entrando in loro musica incantata.
        Ascolto scroscio di ruscello.
        Contemplo
        candore di monte innevato.
        M'immergo in fremito di foresta
        e, libera da gravami di pensieri,
        m'innalzo
        e Ti raggiungo,
        o mio Dio.
        Finalmente riposo negli infiniti orizzonti
        del Tuo Amore.
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