Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

L'incrocio

Quella sera
quanto, avrei desiderato
tornare indietro
dopo aver, tutto dimenticato.

Quanto, avrei desiderato
cancellar tutto quel che di brutto
tra noi è stato.

Quanto, avrei desiderato
finisse tutto in un abbraccio
per un amore, ritrovato.

Quando giunti due cammini
al giallo palo di un semaforo
solo lui ad illuminar, la prima sera
nel buio fondo di metropolitane vie
nel dicembre, della festa più sincera.

E incurante sbatte il suo lampeggio
sui due nostri, spenti visi
così gelidamente, tristi e tesi
come per accompagnar
con sua luce alterna, di quei riflessi
l'emozionato batter, dei nostri cuor anch'essi.

Quanto, amaro fu
il nostro conversar, di quella sera
perché soltanto, avevi voluto tu
ricostruir quel che da tempo, ormai più non c'era
come sotto un cielo, che più non spera
il sole dell'indomani, se la notte cela
nelle sue nubi, la tempesta più nera.

E presto, come brilla e tuona
su quell'incrocio, violento temporale
da un ultimo grave, nostro duro scontro
quanto fuori gelo, e quanto dentro male
a ricordar, come magico risuona
da un altra lontana via
quel remoto primo, nostro dolce incontro.

Ascolto un eco, viaggiar nel vento
di parole dall'altra via, e che or più non posso
raccontare a te, sul finir di questa sera
vincer lo spazio, e superar il tempo
e sentirsi, ancora addosso
quella ora persa, gioia vera.

Rivissuti, in un sol momento
quel lontano primo
come ora ormai, ultimo nostro incontro
senza oggi neppur, un dignitoso addio
a quel dolce e per sempre perso, amore mio.

Per poi noi svanire, in opposte direzioni
e dall'esplodere di quell'incrocio, spiccar il volo
quando sotto quella nuvola, piovon solo
ormai morte le nostre dimenticate, emozioni.

Quindi, volger le spalle
per mai più voltarsi indietro
e riprender, sotto fioche stelle
il mio cammino
ma subito, anche quelle
son deboli luci o quasi, inanimati sassi
a sembrar, morenti lucciole
e io ora ancor più affranto, coi mie passi
a calpestar, le rimaste briciole
lungo il finire, della strada

di questa nostra, consumata storia
dove più, non ti ho incontrata.

Quanto infelice, questo nostro fato
per quel che presto, a noi ha riservato
se dal silenzio, resto invaso
fin dentro, le mie ossa
e quella luce, non più ho trovato
quand'avvien al buio, il mio rincaso
e quel vuoto, mai più passa.

Di Lei, a me non più vicino
che nel sonno, torna puntuale
triste sogno, per lui trappola fatale
quell'incrocio, rimasto dentro al mio cuscino.

Quando in sogno, torna così com'era
sempre, quella stessa sera
quanto, avrei desiderato
tornare indietro
dopo aver, tutto dimenticato.

Quanto, avrei desiderato
cancellar tutto quel che di brutto
tra noi è stato.

Quanto, avrei desiderato
finisse tutto in un abbraccio
per un amore, ritrovato.

Ma nuova luce, del mattino
libera quell'incrocio
dalla trappola, del mio cuscino
e tutto quello non era altro, che il mio bisogno
di Lei solo, ma or non può
che restare, soltanto un sogno.
Composta lunedì 26 dicembre 2011
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    Scritta da: Antonio Prencipe
    in Poesie (Poesie personali)

    I sassi si sgretolano nel vento

    La gente pensa che il tempo
    guarisca il dolore.
    Si sbaglia, il tempo anestetizza il dolore,
    lo fa sembrare meno amaro e lacerante
    di quel che è...
    Niente passa, tutto si nasconde dietro
    un graffio, un livido grande
    quanto un sole nascosto nelle lacrime
    di catrame che ho gettato, ho perso
    ed ora mi rendo conto di non averle più,
    le ultime le ho perse nel sale
    mischiato al sudore e alla sabbia.
    Ricorderò gli schiaffi,
    le unghie cadute da due mani giunte,
    le ciglia prendere fuoco nella pioggia,
    i sassi gridare per poi sgretolarsi nel vento,
    i petali di rosa sulle bare bianche,
    i silenzi di due amanti abbracciati
    come se la notte non finisse mai.
    Ma quale amore,
    io voglio soltanto fumare e bere vino
    a mezzanotte immerso nei ricordi
    e nella notte mia unica madre.
    Soffrire per amore ma chi me lo fa fare
    preferisco affogare nei sorrisi
    che il diavolo seduto sopra il mio
    cuore riesce a donarmi sussurrando speranza
    alle orecchie sorde della mia anima guerriera.
    Sono uscito di casa ed ho visto
    cadere il mare dentro un vento spento.
    Voglio essere libero in questa
    prigione che la gente comune chiama libertà.
    Donerei gli anni miei a coloro
    che di fame muoiono in Africa
    o in un cartone dimenticato da Dio.
    Mi strapperei gli occhi e li donerei
    a tutti coloro che non hanno mai
    visto una farfalla squarciare un fiore.
    Si muore due volte e si rinasce
    solo una volta dentro un diamante sommerso
    da una strana polvere malinconica.
    Siamo destinati ad un unico grande amore,
    il mio l'ho già perso assieme al cuore.
    Composta mercoledì 23 maggio 2012
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      Scritta da: gattosiamese
      in Poesie (Poesie personali)

      Brindo

      Brindo al sole che tramonta,
      brindo al giorno che verrà,
      brindo all'oggi e al domani,
      un domani oscuro
      come un tunnel scavato nella roccia,
      brindo a te, a noi, al nostro essere,
      al nostro esistere,
      brindo a te che te ne vai
      di schiena senza un saluto
      senza un addio...
      Composta martedì 22 maggio 2012
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        Scritta da: margherita1
        in Poesie (Poesie personali)

        Cuore matto da legare

        Un colpo forte...
        come un gong
        che chiama a raccolta.
        Si arresta sospeso...
        un istante infinito.
        Riprende due battiti
        in un ritmo solo...
        Scappa veloce
        come rincorso...
        Si affanna sotto
        il corto respiro.
        Ora batte, ribatte,
        si dibatte...
        Poi decide,
        si arresta,
        ci ripensa...
        Riprende
        la sua folle corsa.
        Si espande
        vuole uscire
        dalla gabbia...
        Perde il passo,
        lo riprende
        soffiando esausto...
        Si comprime
        in uno spasmo...
        Batto un pugno
        forse si riprende...
        Lo so amore bello,
        ti sembro matta
        e matta ormai
        io sono, ma di te.
        Batte il cuore
        insieme a me
        tutti e due
        matti da legare
        sol per te.
        Composta martedì 22 maggio 2012
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          Scritta da: Susan
          in Poesie (Poesie personali)

          Non sono i fiori

          Non sono i fiori o le parole che dici...
          a rendermi felice ma...
          l'averti qui
          guardarti negli occhi...
          comprendere ciò che io e te
          siamo... e
          nelle tue braccia...
          nessuno... potrà ferirmi...
          il tuo amore mi proteggerà dal dolore...
          non esisteranno ne luna
          ne stelle che potranno mai darmi
          ciò che il tuo amore mi dona
          ne luna ne stelle potranno mai dare
          quello che tu mi dai...
          e con te!
          solo con te ascolterò
          le note dell'amore...
          le uniche e solo nostre...
          note dell'amore!
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            Scritta da: Susan
            in Poesie (Poesie personali)

            Amami

            Amore,
            amare
            amami,
            ti amo, sei ciò che la vita di più bello mi ha dato...
            nascondersi...
            per essere ciò che... non siamo...
            quante parole dettate da un sogno...
            o forse da un cuore... o un anima?
            parole nel vento...
            che restano nel vento...
            ma che vivono dentro un anima che vaga...
            un anima che cerca ciò che...
            esiste...
            forse solo dentro di se...
            un illusione...
            che vive con la speranza di realtà...
            una realtà...
            che esiste solo nei sogni i nostri... ma
            che restano... solo parole nel vento...
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