Poesie personali


Scritta da: fredd13
in Poesie (Poesie personali)

Transitare verso Dio

A che varrebbe del mortal la vita, a quale scopo,
a qual missione data, s'altro non fosse
che nascere e morire, come mattin, meriggio,
e notte infine!
Ben si conosce qual è terren destino
e ancor peggio s'avverte nell'arduo cammin
verso la meta.
C'è chi si affanna e chi pigro s'indugia,
entrambi intenti l'ultimo traguardo,
presto e tardi, a tagliar; ma qual è
il premio, quale l'ambita sorte.
Varcar la fatal soglia esser potria
ma sol per chi con grave affanno
e periglioso sire, il suo sentier percorre.
Da mali e dal dolor perseguitato,
altro Ei non brama che ai suoi dì per fine,
e ai suoi torrenti.
Ma stesso non saria per chi nella dovizia
e nei piaceri trascorse il tempo suo,
ed Ei paventa quel che l'altro invoca.
Ed ancor che fine di chi venuto
ratto ne uscia senza orme lasciar;
qual è il suo premio, quae ne è il disegno,
quale lo scopo della terren comparsa!?
E se Vita fosse Morte, da quali lidi
dannati noi saremmo qui a condurla!?
E seria morte allor rinascita! A che cosa?
A qual seren ritorno?
E ancor minima seria alfin la pena,
anche se lungo fosse, in queste urane
spoglie, il permanere.
Or del Mister qual è la soluzion disiata,
qual è la Verità?
C'è chi a Dio si volge ed in Lui confida
per impanare l'intricata tela e chi agli Astri
dimanda, chi alle Scritture: ma a niuno
di costor saper n'è dato come squarciare
dell'ignoto il velo: scienza non avvi, non
strumento alcuno, atto ad esplorar la Sua soave
nebbia.
Sol chi dentro se stesso sa trovare la risposta
al Quesito, solo a costui, Fede, Speranza e
Amore, spianeranno il cammin
verso la Luce di Te o Signore.
Composta mercoledì 23 marzo 2011
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Mariangela Capuano
    in Poesie (Poesie personali)
    Farai l'amore con lei
    che non è me:
    le sue mani avide di carne
    sanguineranno la tua pelle
    la sua bocca berrà
    il tuo sangue
    il suo naso si inebrierà
    del tuo profumo
    nel misto sudor di quelle ore
    che correranno
    come quando mi chiedevi
    che proprio quell'attimo
    tra noi
    potesse non finire mai
    nel mentre scrivevi su carta
    che ero il tuo tutto
    un tutto che è appassito
    come le tue vaghe promesse
    come il mio scialbo scrivere di te
    che non ha futuro.
    Ricordo troppo bene
    cosa significhi morir di te
    che ne fuggo lontano:
    nulla è mai stato
    e mai lo sarà.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Phantastica
      in Poesie (Poesie personali)

      Proteggo i tuoi occhi

      Stringo con la mia mano
      che invecchia, la tua mano,
      e proteggo i tuoi occhi
      con questi occhi che invecchiano.
      Belva di spente età, mi bracca l'orrore,
      sono arrivato da te
      attraverso rovine di mondi,
      e attendo, insieme a te, atterrito.
      Stringo con la mia mano
      che invecchia, la tua mano,
      e proteggo i tuoi occhi
      con questi occhi che invecchiano.
      Non so perché né sino a quando
      rimarrò qui con te:
      ma stringo la tua mano
      e proteggo i tuoi occhi.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Daniela Cesta
        in Poesie (Poesie personali)
        Le spighe di grano
        sono dorate, mentre le formiche
        lavorano intensamente,
        le cicale e i grilli sembrano
        come impazziti,
        non smettono mai di cantare!
        È la troppa felicità,
        l'estate è esplosa!
        Il caldo opprimente è
        il cielo di un azzurro intenso,
        sgombro da nubi,
        il sole è padrone indiscusso,
        i suoi raggi potenti,
        arrivano sulla terra
        e sulla mia pelle,
        con amore infinito.
        Tutti sonnecchiano in casa,
        nella frescura e nel silenzio,
        gli antichi vicoli di questo
        antico paese sono assolati
        e silenziosamente eterei,
        solo le ombre del passato
        sono qui ad osservare!
        Ed ecco la notte...
        la frescura di montagna
        abbraccia tutti,
        le strade piene,
        chi passeggia
        chi parla e pettegola,
        chi mangia gelati,
        tutti sfoggiano abbronzature e
        abiti scollati...
        bambini che corrono e giocano,
        ragazzi che ballano e flirtano,
        turisti che si divertono e rilassano,
        tutti andranno a dormire
        verso le due di notte,
        in questo mio paese d'estate,
        si vive di notte, i bambini
        devono restare svegli,
        abituati da piccoli,
        mentre il firmamento stellato
        che mozza il fiato,
        osserva tutti noi dall'alto!
        Composta venerdì 22 giugno 2012
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Nadia Consani
          in Poesie (Poesie personali)

          La stanza

          Cicche di sigarette spente
          avidamente consumate
          senza apprezzarne il sapore,
          giacciono come frutti secchi
          dimenticati in un paniere.
          Gli occhi alzati
          distratti
          seguono scia di fumo
          che cerca spazi liberi
          dalle persiane aperte
          e i pensieri van con essa
          con la voglia di respirare,
          ma tornano muti.
          È il caldo, penso,
          noia di giorni afosi,
          che la pelle rende umida
          come da fatica di un amplesso.
          No, è solo nostalgia
          di attimi ridenti
          morti nel passato
          che tornano alla mente.
          Ora gli occhi sono bassi
          malinconici
          asciutti
          come steli di fiori assetati,
          guardano senza vedere
          e aspettano che torni il buio.
          Composta venerdì 22 giugno 2012
          Vota la poesia: Commenta