Scritta da: Mariangela Capuano
in Poesie (Poesie personali)
Nei miei Limiti voluti
ho quel che ho:
annegare nella consapevolezza
priva di volontà!
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Nei miei Limiti voluti
ho quel che ho:
annegare nella consapevolezza
priva di volontà!
Intrappolata nelle rughe
del tuo sorriso
nelle tue lunghe ciglia:
è un ricordo che fa
ancora tremare
i miei fragili nervi.
Mi dimeno come un animale
in cattività:
fuggire e non saper come.
Col fiatone per
il tanto correre
rallento i miei passi
e mi volto inevitabilmente
verso una vita che non sento più
mia:
sei fuggito con me
ed io dove sono ora!?
A quest'ora voglio solo
una sigaretta:
quel piccolo calore tra le dita
che brucia lento
in spirali di fumo
che salgono
disegnando
la mia solitudine
nell'immenso cielo stellato.
Han divorato la carne viva
ne han fatto poltiglia:
non muore,
rinasce ogni volta
più pericolosa
famelica.
È
- in - sensibilità
delle due
la verita?
Si attacca mordace
sottopelle
questo sfinimento:
non devo
amar per forza
o forza d'amare
cercare.
È solo Sangue che pulsa
nel disilluso tormento Carnale
del disincanto Emotivo.
Urla
nelle sconfinate distese
di sabbia
arida.
Non c'è nessuno:
rumore ovattato
del Nulla
nel Nulla.
Fili tesi
nel groviglio multiforme
di una matassa.
Non son disposta a cedere
al qualunquismo
dei nostri rapporti
che mi propini.
Non è al mondo che voglio piegarmi
al suo essere ipocrita e vuoto.
Dammi cio che è
nel suo essere tale
e quale
rubami il sonno
sottraimi a Morfeo
ed ipno
e sarò tua
nel mio essere
che è.
Son spirali
son aghi e catene
che tormentano le mie membra
in cancrena.
La mia sigaretta ingiallita
tra le mie dita anoressiche
nelle mie labbra raggrinzite
ha il dolce sapore della mia
inutile rivalsa.
A che serve?
Mi tormento le notti
di denti digrignanti
ed ho smesso di abbracciarmi
e cerco l'appagamento
lontano da me
che il mio corpo reclama.
Son donna e vorrei scordarlo...
Sono triste
e rido,
rido così forte
perché non s'oda
lo scricchiolar
delle crepe profonde.
Sono fragile,
roccia calcarea
figlia della mia terra
dove l'acqua s'insinua
apre varchi
costruisce voragini
e resto in piedi.
Sono triste,
ma resto in piedi
e rido
rido come può solo ridere
chi è triste.
La stagione ha tradito la tua libertà.
Abbandona attorno a te il mutamento che la natura offre.
Non concederti al rito autunnale del momento,
ma vola verso l'orizzonte che vedi lontano.
Combatterai la tua crociata per difendere la tua natura.
Le tue ali dovranno faticare prima che il tepore ti investa con dolcezza.
Quando i tuoi occhi vedranno sfumature di rosa apparire nel quadro, fermati e guarda dietro di te.
Sulla pagina di un giornale ci sono scritte parole di un tempo lontano.